Causa Comune - ragazzi Down, il vicesindaco: "Delibera sospesa, speriamo in soluzione bonaria"

Siamo ancora fiduciosi, speriamo in una soluzione bonaria della vicenda. E' una controversia davvero spiacevole, del resto non mi aspettavo di trovare sull'albo pretorio una delibera già pubblicata quando invece si trattava di un provvedimento adottato ma sospeso.

BRINDISI - “Siamo ancora fiduciosi, speriamo in una soluzione bonaria della vicenda. E’ una controversia davvero spiacevole, del resto non mi aspettavo di trovare sull’albo pretorio una delibera già pubblicata quando invece si trattava di un provvedimento adottato ma sospeso. Va specificato però che il Comune non può evitare, quando c’è un decreto ingiuntivo, di opporsi allo stesso dinanzi al giudice. E' un atto dovuto che lo pone al riparo da conseguenze erariali”.

Pino Marchionna, il vicesindaco di Brindisi, ha presieduto la riunione di giunta dell’11 novembre in cui si è deciso di dare mandato ai legali interni del Comune di opporsi al decreto ingiuntivo da 74mila euro concesso dal giudice civile alla sezione di Brindisi dell’associazione italiana persone Down. Il sindaco, Mimmo Consales, era assente. Non c’era neppure l’assessore ai Servizi sociali, Alfredo Sterpini. Del resto, per quanto si trattasse di materia proprio di quel settore, si stava discorrendo dell’opportunità di contestare in un’aula giudiziaria la richiesta “coatta” di denaro formulata dalla onlus in questione che gestisce un centro diurno per ragazzi affetti da disabilità.

“La questione sarà approfondita lunedì (17 novembre, ndr)" ha precisato non senza un pizzico di amarezza il vicesindaco Marchionna. "Ci eravamo sin da subito resi conto di quanto potesse essere imbarazzante finire in una controversia di quel genere, e avevamo anche affrontato il problema di come evitarlo. Abbiamo quindi votato quella delibera per non lasciare scadere i termini,  anche se abbiamo richiesto una relazione al settore Servizi sociali, pur concordando sul fatto che si dovessero ricercare altre soluzioni. Nel frattempo il segretario generale Paola Giacovazzo si era impegnata a non dare pubblicazione all’atto amministrativo, prima della sua effettiva entrata in vigore”.

A quanto si è potuto informalmente apprendere dall’apparato dirigenziale del Comune che sarebbe di fatto il promotore tanto dell’azione giudiziaria quanto il responsabile del mancato pagamento delle fatture, le divergenze riguardo all’ammontare della retta mensile per la gestione del centro diurno “Dante Cappello” di piazza Di Summa riguarderebbero la quota parte pubblica che sulla base di una convenzione del 2011 va a sostenere in percentuale le famiglie che per reddito non possono permettersi di sostenere le spese per l’attività riabilitativa e ricreativa della struttura socio-educativa.

Pino MarchionnaIl centro diurno ha fatto le sue stime e ha presentato regolare fattura. Il Comune ritiene di non dover versare tutto quel denaro e allora non paga. Sta di fatto che ora c’è un decreto ingiuntivo da 74mila euro e un’opposizione allo stesso che costringe le due parti, l’ente pubblico e l’associazione nazionale persone Down, a darsi appuntamento in tribunale per dirimere la controversia.

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La speranza di Marchionna è che lo si possa fare “bonariamente” senza andare avanti con le carte bollate. L’amarezza, tra l’altro, sorge dal fatto che tutto si attendevano gli assessori comunali, fuorché di vedere un atto molto sofferto e temporaneamente "non efficace" finire sull’albo pretorio: “Siamo obbligati a opporci – ribadisce il vicesindaco – altrimenti la Corte dei Conti potrebbe censurare il comportamento del Comune, ma vogliamo evitarlo. Siamo molto dispiaciuti”. 

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