“Bimba nata morta all’ospedale Perrino”: denuncia dei genitori

Acquisita cartella clinica, disposta autopsia. La donna, 30 anni, era alla prima gravidanza. L’avvocato: “Parto cesareo rinviato”

BRINDISI – A casa c’erano la culletta e i giochi, nell’armadio il corredino di colore rosa. Mamma e papà sarebbero diventati genitori per la prima volta: la loro bimba è nata morta all’ospedale Antonio Perrino di Brindisi il 7 novembre scorso. Pesava quattro chili e 500 grammi quel batuffolo. Il cuore non l’hanno sentito più battere. E la mamma è stata portata in sala operatoria d’urgenza. Cosa è successo alla piccola? Qual è stata la causa della morte?

La tragedia

procura di brindisi-4I genitori, originari di Erchie, hanno sporto denuncia in questura affidando all’avvocato Michele Iaia (del foro di Brindisi) il dolore di aver perso la prima figlia, la principessa di casa. Vogliono sapere cosa è accaduto alla bimba e per quale motivo il parto cesareo è stato rinviato. Possibile che i medici non si siano accorti che qualcosa non andasse per il verso giusto? Nulla di preoccupante, stando a quanto sostenuto nella denuncia, sarebbe stato rilevato, al punto che, in occasione dell’ultima visita di controllo, la donna, 30 anni, avrebbe ricevuto rassicurazioni.

Lei, invece, sentiva che c’era qualcosa di strano. Per questo motivo, avrebbe chiesto ai medici di procedere con il parto cesareo. Ma così non è stato.

La denuncia

Nella denuncia, sporta al momento contro ignoti, la mamma avrebbe ripercorso le ultime visite mediche programmate d’accordo con il suo ginecologo. La donna, arrivata alla 39esima settimana, era stata sottoposta a tracciato il 28 ottobre, con successivo appuntamento il 4 novembre. In questa occasione, stando a quanto sostenuto dall’esposto, ci sarebbero stati dubbi sul peso della piccola: tre chili e 600 grammi per alcuni medici, quattro chili e cento grammi per altri. Il cuore della piccola si sentiva: batteva forte. La bimba si muoveva. Scalciava.

Di fronte a quei movimenti ripetuti, la donna avrebbe chiesto di essere sottoposta a taglio cesareo. Ma sarebbe stata invitata a stare calma e a tornare nei giorni a seguire. L’appuntamento sarebbe stato fissato per l’11 novembre (oggi).

La telefonata al ginecologo

Due giorni dopo, il 6 novembre, la donna sostiene di aver contattato telefonicamente il ginecologo riferendo di aver perso il tappo mucoso e per questo motivo sarebbe tornata a chiedere di fissare il parto. Anche in questo caso, stando alla denuncia, ci sarebbe stato un invito a stare calma perché la situazione era comunque sotto controllo. La donna avrebbe anche chiesto se fosse il caso di essere sottoposta a visita in ospedale, ma niente.

Il giorno successivo, il 7 novembre, la visita in ospedale: il battito del cuore della bimba non si sentiva. A quel punto, la donna viene trasportata d’urgenza in sala operatoria. Il timore dei genitori è diventato, purtroppo, realtà: la loro piccola non c’è più. E’ nata morta.

Piombati nel dolore che non potrà mai conoscere fine, i genitori hanno trovato la forza di raccontare quanto avvenuto all’avvocato di famiglia e hanno deciso di sporgere denuncia. Chiedono che venga stabilita la verità, partendo dalle visite ginecologie. Secondo i genitori, mai era stata evidenziata una problematica. La gravidanza sarebbe stata ritenuta non a rischio, normale. Così non è stato.

L’autopsia

La cartella clinica della donna è stata già acquisita e consegnata al pubblico ministero di turno Giovanni Marino, al quale i genitori hanno chiesto di disporre l’esame autoptico. Il conferimento dell’incarico avverrà nei prossimi giorni. La donna, nel frattempo, è stata dimessa dall’ospedale e ha fatto ritorno nella sua abitazione dove tutto racconta di lei, della piccola che tutti aspettavano di prendere in braccio e coccolare. Sarebbe stata la principessa di casa.

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