Addio a Domenico Mennitti. Brindisi perde un pezzo della sua storia politica

Da questa mattina, una piovosa domenica di primavera, Brindisi non potrà più contare su uno dei suoi riferimenti politici di maggior rilievo. L'ex sindaco della città, Domenico Mennitti, è morto, nella sua casa del centro cittadino, all'età di 75 anni.

BRINDISI - Da questa mattina, una piovosa domenica di primavera, Brindisi non potrà più contare su uno dei suoi riferimenti politici di maggior rilievo. L’ex sindaco della città, Domenico Mennitti, è morto, nella sua casa del centro cittadino, all’età di 75 anni. Aveva lasciato il Comune per l’ultima volta l’11 agosto del 2011, quando aveva rassegnato per motivi di salute le dimissioni. Era stato il sindaco della svolta culturale di Brindisi, al vertice di una coalizione di centrodestra. A lui si deve l’inaugurazione del Teatro Verdi, il trasferimento dell’Università a Brindisi, il recupero di Palazzo Granafei Nervegna, dove tra l’altro proprio in epoca Mennitti è stato trasferito l’ufficio del sindaco.

Mennitti, giornalista, è stato vice segretario nazionale del Msi, Destra nazionale. E’ stato deputato ininterrottamente dal 1979 al 1991, sempre per l’Msi. E’ stato fra i primi ad aderire nel 1994 a Forza Italia, all’epoca un nuovo partito fondato da un imprenditore, Silvio Berlusconi, del cui comitato di presidenza è stato membro fino al 1996. Uomo di destra, ma dal temperamento libero e indipendente, come ha dimostrato ad esempio la sua dichiarata avversione al progetto del rigassificatore a Brindisi, presa di posizione per nulla in linea con il partito e con gli intendimenti di Berlusconi sull’asse italo-britannico.

E’ stato giornalista apprezzato: per quattordici anni ha diretto un settimanale, la Gazzetta di Brindisi, da lui pensato e creato. Nel 1994 con Vittorio Mathieu ha fondato e diretto la rivista di cultura politica Ideazione. Nel 1991 era stato direttore del quotidiano “Roma” di Napoli.

Per Brindisi è stato la figura del cambiamento, forse della rinascita amministrativa, dopo l’arresto e le vicissitudini giudiziarie del suo predecessore, Giovanni Antonino, in seguito alle quali Brindisi era finita ancora una volta alla ribalta nazionale, in questo caso per la tangentopoli scoppiata attorno a Palazzo di Città. Da poco il capoluogo si era liberato con l’operazione Primavera dell’etichetta di Marlboro City, la capitale del contrabbando di sigarette. Ed è un dato di fatto che dal 2004, anno della prima elezione del sindaco Mennitti, fino al 2011, anno in cui ha dovuto mollare le redini, il municipio sia stato al riparo dalle più grosse inchieste giudiziarie che hanno continuato a svolgersi nel territorio.

Aggiornamento: i funerali saranno celebrati domani alle 15.30 al Duomo di Brindisi. La camera ardente sarà allestita da domani alle 9 presso la Sala delle Colonne di Palazzo Nervegna. 

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