Calcio, disordini in tribuna: assolti due ultras del Brindisi

Erano imputati per lesioni personali ai danni dei tifosi del Francavilla in Sinni al termine della partita del 29 marzo 2015: per separare i due gruppi intervennero i carabinieri

Disordini a fine partita

BRINDISI – Due ultras del Città di Brindisi sono stati assolti dall’accusa di lesioni personali ai danni dei tifosi della squadra del Francavilla in Sinni, mossa dalla Procura in conseguenza di tafferugli avvenuti al termine della partita che i biancazzurri vinsero il 29 marzo 2015 con il risultato di quattro a due.

albino quarta-3Livio Di Noi-2I brindisini (M.S e L.M, le iniziali di nome e cognome dei due imputati) difesi dagli avvocati Albino Quarta e Livioo Di Noi (nelle foto) sono finiti sotto processo davanti al giudice di pace di Chiaromonte, in provincia di Potenza, dopo essere stati riconosciuti in seguito al confronto tra le immagini registrate e mandante in onda da alcune emittenti televisive locali e quelle raccolte dai carabinieri. I militari a loro volta trasmisero il materiale agli agenti in servizio presso la questura di Brindisi e nel fascicolo del pubblico ministero, competente per territorio, furono acquisite anche le immagini tratte dal profilo Facebook relativo ai due brindisini.

La partita disputata dal Città di Brindisi in trasferta, stando alle cronache di quella giornata, risultò sin da subito alquanto nervosa. I calciatori brindisini riuscirono a recuperare lo svantaggio del primo tempo chiuso con due gol per il Francavilla in Sinni rispetto a una sola rete dei biancazzurri: portarono a casa un quattro a due. Ma subito dopo il fischio finale, si registrano scontri prima verbali e poi calci e pugni sugli spalti. Alcuni tifosi della squadra di casa furono costretti a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso e riportarono lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

I penalisti Albino Quarta e Livio Di Noi hanno sempre affermato l’assoluta estraneità ai fatti contestati e in sede di udienza davanti al giudice di pace hanno sollevato dubbi sugli elementi raccolti a carico dei due brindisini, ottenendo la condivisione dello stesso pubblico ministero. Il rappresentante della pubblica accusa, al termine della requisitoria, ha chiesto l’assoluzione con formula dubitativa sostenendo che, allo stato, non è possibile affermare la colpevolezza degli imputati al di là di ogni ragionevole dubbio. In linea con questa tesi, si è pronunciato il giudice di pace. Per le motivazioni bisognerà aspettare qualche settimana.

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