Esce dal carcere e va a fare una rapina, il giorno dopo arrestato per evasione

I carabinieri della stazione di San Donaci, dopo due mesi di indagini, hanno individuato il presunto autore di una rapina ai danni di due donne avvenuta a San Cesario. L'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata in carcere

SAN DONACI – I carabinieri della stazione di San Donaci al comando del maresciallo Francesco Lazzari hanno individuato il presunto autore di una rapina ai danni di una donna perpetrata lo scorso 6 maggio a San Cesario (Lecce). Si tratta del 45enne Cosimo Marcellino, originario di Novoli, ma all’epoca dei fatti sottoposto a regime della semi libertà con dimora a San Donaci.

L’uomo stamani avrebbe dovuto lasciare la casa circondariale di Lecce, dove era stato condotto il giorno successivo alla rapina a seguito di un arresto in flagranza di reato per il reato di evasione. Quando i militari gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico dal gip del tribunale di Lecce, però, l’uomo ha dovuto disfare il borsone.  

La mattina del 6 maggio Marcellino, come previsto dalla misura della semi libertà, uscì dal carcere di Lecce. Alle ore 21 di quello stesso giorno MARCELLINO Cosimo Valerio, classe 1972-2-2avrebbe dovuto farvi rientro, ma il 45enne marcò visita. Nel pomeriggio, sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, l’uomo si recò a San Cesario e seguì un paio di donne originarie della Romania.

Le straniere entrarono in un negozio di articoli per la casa. Lui le attese sull’uscio. Non appena le due uscirono, Marcellino le aggredì, impossessandosi di una borsa contenente 200 euro in banconote. Una delle vittime oppose resistenza. Il malfattore, per liberarsene, la spintonò: per questo lo scippo è diventato rapina.

Il giorno dopo, come detto, i carabinieri di San Donaci trovarono Marcellino a spasso senza autorizzazione e lo arrestarono. Nel corso delle settimane successive, grazie a una serie di accertamenti, gli investigatori appurarono che il mezzo utilizzato dal rapinatore entrato in azione a San Cesario era lo stesso in uso a Marcellino. Anche la fisionomia, sulla base dell’identikit fornito dalle vittime, coincideva. Una volta completato il mosaico investigativo, il gip, su richiesta del pm della Procura di Lecce, ha dato il via libera all’arresto. 

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