Esplosioni al bancomat: pene fino a 6 anni

BRINDISI - Arriva il conto ed è pesantissimo, nonostante sia solo uno il furto con esplosione per rubare i soldi dei bancomat per cui si è celebrato il processo con rito abbreviato: il gup di Taranto ha condannato a pene comprese tra i 3 anni 8 otto mesi e i 6 anni i cinque componenti del gruppo per l' assalto compiuto a Monteiasi (Taranto).

Francesco Barnaba

BRINDISI - Arriva il conto ed è pesantissimo, nonostante sia solo uno il furto con esplosione per rubare i soldi dei bancomat per cui si è celebrato il processo con rito abbreviato: il gup di Taranto ha condannato a 6 anni di reclusione Pietro Leone, 40 anni di Villa Castelli; a 4 anni e 10 mesi Gianluca Giosa, 34 anni di Brindisi; 3 anni e 8 mesi Oronzo D’Urso, 33 anni, di Ceglie Messapica; 3 anni e 10 mesi Francesco Barnaba di Ceglie Messapica; 4 anni e 10 mesi per Cosimo De Rinaldis, 30 anni di Ceglie Messapica. Si tratta del giudizio che riguarda il colpo dell’8 agosto allo sportello della banca Monte dei Paschi di Siena di Monteiasi, in provincia di Taranto. I cinque furono poi arrestati, su richiesta del pm Marco D’Agostino, l’11 dicembre scorso dai carabinieri nell’operazione “Grisù”.

Hanno confessato la prima volta. Hanno confessato anche la seconda volta i quattro colpi che gli venivano contestati e sono in attesa che il pm decida se chiudere l’inchiesta ed eventualmente chiederne il rinvio a giudizio anche a Brindisi. Più di dieci i furti con danneggiamento in tutto nel Salento e nel Barese, non tutti attribuiti fino a questo momento alla banda in questione e cessati dopo la cattura del gruppo. I cinque facevano filtrare il gas nelle fessure dei dispositivi per poi azionare una deflagrazione che mandava in frantumi le casse e consentiva loro di raggiungere il contante. Per l’assalto che fu galeotto, e li fece cadere in trappola, avevano ottenuto i domiciliari dal Tribunale del Riesame di Taranto.

La difesa annuncia appello: le pene comminate, tenuto conto anche dello sconto di un terzo, sono state superiori alle richieste del pm. Non sono state concesse le attenuanti generiche e secondo i legali, Luca Leoci, Aldo Gianfreda e Danilo Cito, non è stata tenuta in debita considerazione la collaborazione fornita dagli imputati. Hanno ammesso gli addebiti, sebbene solo in parte. I cinque rispondevano di furto, ricettazione, danneggiamento, armi e possesso di materiale esplodente.

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