Fiera Mostra del Ferragosto Ostunese: “The end”

OSTUNI - Addio “Fiera mostra”. Dopo le vicissitudini dello scorso anno, la conferma del declino: salta l’edizione numero 53, anno 2010. E stavolta la colpa non la si potrà certo attribuire alla burocrazia, a qualche timbro giunto in ritardo, alla mancanza di comunicazione tra l’Ente organizzatore e la Pubblica amministrazione locale. No. Stavolta la defezione è il segno evidente, indelebile di un progetto fallito. Chi aveva il compito di rilanciare la storica manifestazione, di traghettarla con rinnovato spirito nel nuovo millennio, di darle linfa fresca, nuova identità, nuovi stimoli, ha fatto flop. E comunque si è arreso

Padiglioni della Fiera Mostra

OSTUNI - Addio “Fiera mostra”. Dopo le vicissitudini dello scorso anno, la conferma del declino: salta l’edizione numero 53, anno 2010. E stavolta la colpa non la si potrà certo attribuire alla burocrazia, a qualche timbro giunto in ritardo, alla mancanza di comunicazione tra l’Ente organizzatore e la Pubblica amministrazione locale. No. Stavolta la defezione è il segno evidente, indelebile di un progetto fallito. Chi aveva il compito di rilanciare la storica manifestazione, di traghettarla con rinnovato spirito nel nuovo millennio, di darle linfa fresca, nuova identità, nuovi stimoli, ha fatto flop. E comunque si è arreso.

Cala dunque il sipario su una campionaria che per oltre cinquant’anni ha scandito l’estate ostunese. Un “The end” su cui riflettere, aprire dibattiti e discussioni. Intanto la sintesi di una fine ingloriosa. Un disinteresse, quello attorno alla crisi della Fiera, reso evidente anche dal fatto che nessuno ad oggi ha avvertito la sensibilità e il dovere di annunciare e spiegare, magari anche attraverso uno scarno comunicato stampa, le ragioni del forfait: “Nessuno, tra gli organizzatori – spiega Nicola Lo Tesoriere -  si è fatto vivo”.

Eppure la notizia ormai è certa: la Fiera Mostra del Ferragosto ostunese - tradizionale vetrina riservata alla produzione locale – chiude i battenti. E forse per sempre. Nel cartellone “Ostuni estate 2010” non v’è traccia dell’evento. Perché l’evento non c’è più. La frittata è fatta, dunque. Qualcuno dirà che lo stop altro non è che la logica conseguenza di una campionaria che risente del periodo di congiuntura. Ed è vero. Ma è soprattutto vero che da tempo la Fiera, peraltro priva di una sede stabile, era alle prese con una crisi altrettanto profonda: di identità.

La Mostra ha rappresentato in origine, sebbene con i suoi limiti e senza grandi picchi in avanti, un filo conduttore tra la storia e l’economia nel territorio di Ostuni, sostenendo le migliori proposte del mondo produttivo nel campo agricolo, industriale, dell’artigianato, del turismo e della cultura. Questa l’impostazione coltivata per decenni, sotto la regia del suo “presidentissimo”, l’ex sindaco Vittorio Ciraci (oggi ultraottantenne), per alcuni decenni al timone della baracca. Dopo di lui il diluvio. Radici antiche, smarrite lungo la via e che pure da qualche anno si stava tentando di recuperare.

L’edizione del cinquantenario (2007), come pure quella dell'anno successivo, miravano appunto ad un cambio di rotta, allo scopo di coinvolgere in misura significativa, oltre agli artigiani e ai commercianti, anche i produttori agricoli della zona. Che fosse un percorso in salita, lo si sapeva. Che potesse rivelarsi tanto impervio da costringere alla resa non era nelle previsioni. Ed invece è tutto vero. Lo scorso anno la prima avvisaglia.

Una banale e stucchevole polemica attorno alla concessione comunale (“firmata tardivamente dagli Uffici comunali”, lamentarono gli organizzatori) non consentì di pianificare tecnicamente l’allestimento della mostra. E l’appuntamento con la Fiera slittò al mese di dicembre. Replicando alle accuse del presidente dell’Ente Donato Francioso, il sindaco Domenico Tanzarella reagì con fermezza: “Celandosi dietro inesistenti problemi di tipo burocratico, si vogliono nascondere ben altre difficoltà organizzative e gestionali, di chi, probabilmente, non riesce a far decollare come meriterebbe la manifestazione”. Un film già visto: ma quest’anno siamo ai titoli di coda.

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