Frode sportiva, tra gli indagati anche l’ex ds del Brindisi Calcio

Avviso di garanzia per Cosimo Manta, attuale dirigente della società del Galatone

BRINDISI – C’è anche l’ex direttore sportivo del Brindisi Calcio, Cosimo Manta, 69 anni, fra gli indagati a piede libero nel troncone sulla presunta frode sportiva contestata dalla Procura salentina nell’inchiesta chiamata Off Side. Le indagini hanno portato agli arresti  Luciano Coluccia e Danilo Pasquale Coluccia, padre e figlio, 69 anni e 38 anni, di Noha, frazione di Galatina. Il primo ai domiciliari, l’altro in carcere perché accusato anche di associazione mafiosa.

Il tribunale e la procura di Lecce

La frode sportiva

L’ipotesi di reato legata alla frode sportiva è stata contestata all’esito dei primi accertamenti, delegati alla Mobile di Lecce, su alcune partite disputate  nel campionato 2015/2016. Sotto lo zoom degli investigatori sono finite quelle disputate dalla formazione del Pro-Galatina. Nel fascicolo del pubblico ministero Guglielo Cataldi sono state raccolte le competizioni che hanno portato al salto di categoria dal Torneo di Promozione a quello di Eccellenza.

Il sospetto, oggetto di accertamenti ancora in atto, è che ci siano state combine. Per questo motivo si è reso necessario procedere con informazioni di garanzia nei confronti di sette persone, tra le quali Manta, direttore sportivo della squadra di calcio di Brindisi, andato via lo scorso mese di dicembre per motivazioni di carattere personale.

Gli indagati a piede libero

In tal modo Manta, essendo stato destinatario di avviso, avrà modo di esercitare il proprio diritto di difesa. Così come potranno farlo gli altri indagati, sempre per frode sportiva: Lorenzo Adamuccio, 47 anni, di Maglie, dirigente della squadra di calcio; Alessio Antico, 37 anni, di Nardò, imprenditore; Daniele Gatto, 38 anni, di Maglie, nelle vesti di presidente della squadra di calcio; Mauro Giordano, 37 anni, di Lecce, calciatore del Maglie; Pierpaolo Maiorano, 26 anni, di Torchiarolo; Antonio Renis, 38 anni di Copertino, allenatore del Maglie.

comunicato stampa UNO-2-2

L’inchiesta

Nella stagione 2015-2016, la formazione aveva come presidente di fatto Luciano Coluccia, stando all’impostazione accusatoria condivisa dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Gallo nel provvedimento di arresto. La titolarità spettava a un prestanome. La squadra conquistò l’Eccellenza, arrivò seconda classificata e vinse in finale ai play off.

Secondo il pubblico ministero, l’interesse di Coluccia nel calcio era dettato dalla necessità di “ottenere prestigio e consenso sociale”. I due arrestati “non avrebbero esitato a corrompere e minacciare dirigenti e giocatori, condizionando i risultati di alcune partite, in particolare con le formazioni di Maglie e Galatone.

Padre e figlio

Danilo Pasquale Coluccia è accusato anche di associazione per delinquere di stampo mafioso. Inoltre, in concorso con il padre, di estorsione. Secondo quanto sostenuto nel provvedimento di arresto, i due avrebbero dato vita a uno stato parallelo, “occupandosi su richiesta e previa percentuale, di riscuotere i crediti altrui e recuperare, altresì, beni oggetto di furto”.

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