Guerra dei codici di migrazione, Vodafone condannata a pagare il ritardo

BRINDISI – Venti euro al giorno di penale, per ogni giorno di ritardo nella comunicazione del codice alfa-numerico di migrazione necessario per passare da un gestore telefonico ad un altro. Penale che aumenta ad una diaria di cinquanta euro dal trentunesimo giorno di ritardo. A subire la condanna è stata la Vodafone-Omnitel ad opera del giudice monocratico Sara Foderaro della sezione staccata del tribunale di Mesagne.

Il telefono non squilla

BRINDISI – Venti euro al giorno di penale, per ogni giorno di ritardo nella comunicazione del codice alfa-numerico di migrazione necessario per passare da un gestore telefonico ad un altro. Penale che aumenta ad una diaria di cinquanta euro dal trentunesimo giorno di ritardo. A subire la condanna è stata la Vodafone-Omnitel ad opera del giudice monocratico Sara Foderaro della sezione staccata del tribunale di Mesagne.

Vittima di queste circostanze è stato l’avvocato Filomeno Montesardi di Latiano che dallo scorso luglio non può usufruire del telefono nella sua casa di Latiano. In quei giorni si accorge che il telefono non dà segni di vita. Non si preoccupa più di tanto perché sta trascorrendo le vacanze nella villa in campagna. Ma si attiva per capire cosa è accaduto. Dalla Vodafone gli dicono che non è stata pagata una fattura. L’avvocato spiega che ha l’addebito in banca e che comunque chiarirà al più presto. Come in effetti avviene. C’è stato un errore. L’avvocato invia la documentazione che dimostra come la “pendenza” sia stata sanata e quindi chiede la riattivazione della linea telefonica.

Niente da fare. Passano i giorni ma l’allaccio non viene ripristinato. A questo punto il professionista decide di cambiare gestore. Chiama la Vodafone e chiede che gli venga fornito il codice di  migrazione. Che il gestore deve fornire entro un certo numero di giorni stabiliti dalla normativa, molto rigida proprio per tutelare gli utenti. Tra le altre cose il Garante obbliga i gestori alla registrazione delle telefonate con le quali viene fatta la richiesta del codice (che si può richiedere solo per telefono) in modo che non possano poi sostenere di non avere ricevuto la richiesta. Dalla Vodafone invece non arriva nulla. L’avvocato si ritrova, nonostante il pagamento di tutte le fatture, senza la linea Vodafone e non può passare ad altro fornitore perché la società di telefonia inglese non gli fornisce quel codice alfa-numerico.

L’avvocato ricorre al giudice chiedendo il pignoramento del codice. Il giudice non accoglie tale richiesta. “L’esecuzione forzata di un obbligo di comunicare un’informazione riservata si appalesa di difficile attuazione materiale – si legge nei motivi della sentenza -, considerato anche che il codice alfa-numerico potrebbe risultare registrato esclusivamente su supporti o sistemi informatici, la cui localizzazione non appare agevole, vista anche la molteplicità di sedi – legale, amministrativa, gestionale – in cui opera la società resistente.”

Ma la sorpresa c’è. Il giudice condanna la Vodafone al pagamento delle spese legali pari a 700 euro. E ordina anche il pagamento della penale per il mancato invio del codice a partire dal  20 aprile. Che  sino ad ora ammonta a 3.600 euro. E non è ancora finita perché, incredibile ma vero, la Vodafone continua imperterrita a non fornire il codice.

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