Il Comune: “Refuso nell’ordinanza, il lungomare resta chiuso al traffico”

Da Palazzo di città riferiscono di un errore nel testo del provvedimento del dirigente subito dopo le proteste scaturite dalla pubblicazione: "Non vi è alcun cambiamento in viale Regina Margherita, resta zona a traffico limitato"

BRINDISI – “C’è stato un refuso nel testo dell'ordinanza del dirigente, nulla cambia in viale Regina Margherita: resta la zona a traffico limitato”. Contrordine del Comune di Brindisi a tempo di record dalla pubblicazione dell’ordinanza sul nuovo assetto del lungomare con strascico di polemiche per una scelta ritenuta scellerata.  Non è uno scherzo. Altro che barzelletta. Tutto assolutamente vero. Perché a Brindisi, Palazzo di città, capita che ci siano errori o meglio “refusi”  come ha “comunicato per le vie brevi” il portavoce della sindaca (non) dimissionaria Angela Carluccio, evidentemente informato dai tecnici dell’ufficio traffico. Gli stessi che quell’ordinanza l’hanno scritta o comunque approntata, con il risultato che in pubblicazione, sull’albo del Comune di Brindisi, si legge che è “istituito il senso unico di circolazione in Via Regina  Margherita, nel tratto con sedime in basolato compreso tra la Piazza Vittorio Emanuele (nei pressi della Capitaneria di porto) e Via Santa Chiara, nella direzione di quest’ultima, con divieto di sosta permanente con rimozione a tutti i veicoli, su entrambi i lati”.

Ma così non è. La verità è un’altra: la non apertura al traffico, ossia status quo, nessun cambiamento che del resto in pochi minuti aveva sollevato disappunto con in testa i consiglieri comunali di Brindisi Bene Comune, Riccardo Rossi e Giuseppe Cellie. Cos’è successo? “Che nell’ordinanza del dirigente del settore Traffico per un refuso non si è puntualizzato che il senso di marcia è relativo esclusivamente ai mezzi ordinariamente autorizzati a percorrere la ztl. Nulla dunque cambia”.

Mero errore materiale, una distrazione, probabilmente un copia & incolla non completo. Fatto sta che dal Comune hanno ammesso l’errore per tranquillizzare gli animi dei contestatori, tra i quali c’erano persino chi era pronto a sostenere che si trattava di una manovra politica. Falso. Ma chi l’ha detto che quel refuso non scatenerà altre polemiche? Se è vero che c’è stato, viene da chiedersi come mai non è stato letto il testo prima di passarlo in pubblicazione. "Dilettanti allo sbaraglio", dicono dalle opposizioni. E infatti già si sente la voce di chi sostiene che non c’è da meravigliarsi se poi i bandi di gara finiscono puntualmente davanti al Tar. Questa però è un’altra storia.

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Commenti (1)

  • Non è un errore perdonabile: la errata sottoscrizione del dirigente di un atto amministrativo avente finalità pubbliche non trova giustificazioni nei cosiddetti refusi di stampa o nel sistema del copia/incolla. Ma è possibile che una ordinanza di simile portata non sia stata neppure letta prima di essere firmata? Il plateale errore comporta, a mio modo di vedere, un danno erariale o comunque la irrogazione dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili dell'episodio. Pensavo, avendo avuto il privilegio di conoscerlo, ad uno degli illustri segretari generali del Comune che giammai avrebbe superato "sic et simpliciter" quanto accaduto per seguire magari i lavori di installazione video nel buncker dove alloggiano le menti pensanti dell'Ente.

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