"Le Grotte di Dio": ciclo di conferenze sulle chiese rupestri

Nell'ambito dell'anno accademico 2016-2017 dell'Università della Terza Età di San Vito dei Normanni, il 4,il 7 e il 9 novembre, con inizio sempre alle 16,15 nella sala di via Cavour 4, si svolgerà un ciclo di incontri sul tema "Le Grotte di Dio - Arta bizantina nelle grotte rupestri nell'area del Mediterraneo"

SAN VITO DEI NOMANNI – Nell’ambito dell’anno accademico 2016-2017 dell’Università della Terza Età di San Vito dei Normanni, il 4,il 7 e il 9 novembre, con inizio sempre alle 16,15 nella sala di via Cavour 4, si svolgerà un ciclo di incontri sul tema “Le Grotte di Dio – Arta bizantina nelle grotte rupestri nell’area del Mediterraneo”. La relatrice sarà la dottoressa Bianca Elia.

Un tema affascinante, quello del lungo filo della fede cristiana che in epoca bizantina lega i territori del Medio Oriente a quelli del Sud dell’Europa, e in particolare dell’Italia, dove attorno ai monaci anacoreti si raccolgono comunità, a volte anche vaste, soprattutto di popolazione rurale, la massa dei diseredati e dei poveri che trova nella religione un importante, e forse l’unica ragione di condivisione e di socializzazione.

Qui monaci, oltre alla fondazione di comunità rupestri, a volte già frequentate da contadini e pastori, si dedicano all’arte sacra affrescando le pareti delle cavità dedicate ai riti sacri e alla preghiera. Un vicino esempio sono le cripte basiliane lungo il Canale Reale al confine tra i territori di San Vito dei Normanni e Brindisi, S. Biagio e San Giovanni, gli insediamenti del parco di lama d’Antico nel Fasanese, S. Antonio alla Macchia in quello di S. Pancrazio Salentino, e altre ancora a Ostuni, Ceglie Messapica, Francavilla Fontana, Erchie, Latiano.

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Un viaggio in una fase storica del passaggio tra l’età romana, le occupazioni barbariche, il passaggio sotto il dominio di Bisanzio, e il Medio Evo vero e proprio, che ha segnato profondamente la cultura popolare in aree molto vaste del Mediterraneo, lasciando un patrimonio artistico non sempre ben curato e ben conservato, che può rappresentare un forte elemento di attrazione per il turismo culturale e di rinnovo dei rapporti con altre aree del bacino del Mare Nostrum.

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