Tensione nel dormitorio: aggrediti due agenti della Polizia locale

Denunciato a piede libero un migrante per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: ha colpito i vigili che gli chiedevano di mostrare i documenti. E' lo stesso che spintonò il comandante Orefice

BRINDISI  - Tensione nel dormitorio, affidato al monitoraggio della Polizia locale di Brindisi: due agenti sono stati aggrediti da un giovane migrante, ospite della struttura, al quale avevano chiesto di esibire i documenti, dopo averlo invitato a lasciare l’immobile per consentire lo svolgimento dei lavori.

 dormitorio migrati bis-2I

L'aggressione, la denuncia e il precedente

l ragazzo è stato denunciato, a piede libero, per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità. I poliziotti municipali sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Antonio Perrino

L’aggressione è avvenuta questa mattina, sabato 13 aprile, nel corso del monitoraggio che quotidianamente – da settimane – svolgono gli agenti della Polizia locale, guidati da Antonio Orefice, lui stesso costretto a fare i conti con il giovane oggi denunciato.

Il ragazzo, infatti, già lo scorso mese di marzo aveva prima inveito e poi spintonato il comandante. Orefice era impegnato nelle operazioni di censimento degli ospiti dell’immobile che si trova in via Provinciale per San Vito. Controllo necessario per arrivare alla progressiva riduzione del numero dei migranti che pernottano, sino a 80, capienza massima consentita.  

Anche in quella occasione, il giovane non volle lasciare la struttura per permettere i lavori di bonifica necessari per superare le criticità sollevate il 5 febbraio dagli ispettori della Asl, all’esito del sopralluogo chiesto da alcuni consiglieri di opposizione. E venne segnalato ai poliziotti della sezione Volanti. Oggi, proprio in considerazione di quel precedente, il ragazzo è stato portato in questura, con immediata comunicazione di quanto avvenuto al pubblico ministero di turno, Pierpaolo Montinaro.

Lo sgombero del dormitorio

La situazione

L’aggressione odierna è sicuramente una spia di quanto sia rimasta incandescente la situazione all’interno del dormitorio, anche dopo che i riflettori dei media sono stati spenti con il trascorrere del tempo. I giorni, le settimane e i mesi trascorsi, evidentemente, non hanno modificato la situazione legata alla presenza di un numero di migranti superiore a quello massimo. Inizialmente ne furono contati 210.

A rendere ancora più complesso e difficile il quadro, c’è l’ordinanza di chiusura parziale del dormitorio, dalle 8 sino alle 18, firmata dai dirigenti del Comune di Brindisi il 17 marzo per permettere lo svolgimento dei lavori di adeguamento alle norme igienico sanitarie e di sicurezza.

L’Amministrazione ha confermato la volontà di non chiudere in via definitiva l’immobile, non essendoci soluzioni alternative alla sistemazione dei migranti. Non è stato trovato, infatti, un altro capannone ritenuto idoneo all’accoglienza.

L’ordinanza del Comune

L’ordinanza segue la lettera “con cui la società Multiservizi”, la partecipata del Comune alla quale sono stati affidati i lavori di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie, ha comunicò che gli “ospiti della struttura non sono usciti nonostante i ripetuti inviti”.

“Considerato che le lavorazioni previste non possono svolgersi con la presenza di persone all’interno del dormitorio, per motivi di sicurezza, e che non si prospettano, allo stato, soluzioni alternative per la diversa sistemazione, il dirigente ordina la chiusura parziale dalle 8 sino alle 18 di ogni giorno, a partire dal 19 marzo 2019”.  Si avanti così da allora, con gli agenti della Polizia locale impegnati ogni giorno nel monitoraggio.

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