Monumenti: "La realtà non è quella raffigurata dall'ex assessore Greco"

Nuovo capitolo del confronto fra il segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, e l'ex assessore Maria Greco, sullo stato di degrado in cui versano i beni monumentali brindisini

Constatiamo che a seguito di una nota della Cgil si sia riaperto il confronto dialettico in merito ai beni storici ed ai monumenti della città di Brindisi. È giusto che ognuno di noi abbia opinioni anche diverse e contrapposte, ma sicuramente è necessario che le molteplicità delle stesse si debbano attualizzare, che piaccia oppure no, con l’evidenza dei fatti. E a tal proposito, l’evidenza dei fatti, spiace dirlo, ci racconta una situazione molto diversa da quella riportata dall’ex Assessore Greco.

La Città di Brindisi negli anni passati ha visto un impegno, forse anche stimolato dai diversi finanziamenti ottenuti sia a livello nazionale che comunitario, che ha portato a vedere restaurati e restituiti alla Cittadinanza ed ai tanti turisti e visitatori i numerosi monumenti presenti nella città.  In tale ambito i beni monumentali risultavano aperti ed attivi (altro che in completo abbandono e totalmente chiusi al pubblico), all’interno di un percorso turistico che era toccato dai tanti crocieristi che già negli anni passati e con un’interruzione nel 2016, a migliaia, hanno mostrato di apprezzare la nostra Città.

Lo stesso ex Assessore lo sottolinea, ricordando un dato che si può evincere dagli atti pubblici relativi agli esercizi finanziari, e cioè che ilAntonio Macchia sostegno economico con riferimento alla cultura ed al restauro ed alla manutenzione del patrimonio monumentale si è notevolmente assottigliato nell’ultima legislatura, quasi a voler togliere dignità al settore, assottigliando risorse umane e finanziarie, sino a non consentire neppure i minimi interventi di manutenzione ordinaria.

I cittadini ricordano bene l’attività culturale che ha animato questi beni negli anni passati, con mostre di rilievo nazionale ed internazionale, (dal Futurismo a Sironi, da Fo a De Chirico, da Guttuso ad Andy Warhol, etc.).  Ma credo che tutti ricordino come le mura ed i bastioni, la Casa del turista, gli ex Conventi delle Scuole Pie e di Santa Chiara, Palazzo Guerrieri, ospitassero eventi culturali con sistematicità, con orari di apertura anche straordinari. Si ricorda anche la collaborazione con Puglia Promozione per Open Days nei mesi estivi.

Il Commissario Castelli aveva avviato un processo che intendeva andare costruire un’idea di città turistica, attraversoil coinvolgimento delle associazioni culturali e il progetto di Museo diffuso, per mettere in rete itinerari e siti, con collezioni private e mostre permanenti.
Che fine ha fatto questo progetto? L’ex Assessore Greco perché non lo ha portato avanti? Nella risposta data dall’Ass. Greco si citano esempi di beni monumentali che, in realtà, erano stati già precedentemente restaurati e restituiti al pubblico, come le mura di Via Camassa, Bastione San Giacomo e le altre fortificazioni, che, in realtà, risultano in questi ultimi mesi in totale stato di abbandono e infestate da rifiuti e da erbe e da calcinacci che dimostrano lo stato d’incuria (mura di Via del Mare, di Porta Lecce e del Monumento al Marinaio). Il decoro non deve essere momentaneo o di mera facciata!

La porta della cripta del Monumento al marinaio-2

Peraltro, risulta, che da tempo, nella Cripta del Monumento si tengano anche cerimonie religiose e la chiusura del Belvedere era semmai connessa ad altri aspetti, che non risulta siano stati risolti. Ciò nonostante la visita allo stesso, su richiesta, è sempre stata autorizzata, ma la struttura necessita di interventi strutturali, non ancora eseguiti.

In merito poi al Tempio di San Giovanni al Sepolcro, sito più visitato della Città, tanto da meritare negli anni passati il riconoscimento da parte di Trip Advisor,  il cui bene  meriterebbe una progettazione di restauro così come già avvenuto in passato, non aveva necessità di uno stravolgimento del giardino, esso  andava trattato come un giardino storico, con le sue peculiarità vegetative, così come la piazza, dove, invece, in modo del tutto irrispettoso della storia del bene,  sono state sistemate fioriere non idonee. 

Palazzo Nervegna, sede del sindaco di Brindisi

L’ex Assessore parla poi di Palazzo Nervegna. Il palazzo è totalmente privo di attività, svuotato, come depredato di arredi e quadri, con le pareti umide e gli infissi fatiscenti. Le aree esterne, comprese quelle dello scavo, risultano piene di erbe infestanti. A testimonianza del “passato glorioso”, i cataloghi delle mostre, le cartografie ed i manoscritti custoditi nel passato, come i pannelli esplicativi. Null’altro, perché la precedente amministrazione ne ha decretato nella sostanza la chiusura.

Portiamo queste sintetiche riflessioni all’attenzione del Commissario Prefettizio, con un’ulteriore considerazione, che ogni amministratore dovrebbe fare propria. Cambiare un’amministrazione non significa che, automaticamente, debbano cambiare le politiche, le azioni, le persone, se queste si sono rivelate positive, nell’interesse non di parte o di pochi, ma della Comunità. 

Se i processi sono consolidati ed apprezzati, la ricercata discontinuità, ad ogni passaggio di consegna, è priva di senso ed è distruttiva, come sta a dimostrare lo stato del nostro patrimonio culturale. Il lavoro di tanti anni rischia di essere del tutto vanificato, sotto il peso di improvvisazioni e superficialità, di disattenzioni e di sottovalutazioni dei processi avviati, della peculiarità di risorse umane e culturali, che andrebbero preservate. L’auspicato potenziamento degli interventi a favore dei nostri siti passa solo da questa strada, ma se si torna indietro diventa tutto più difficile e tortuoso. 

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