Tentato omicidio in strada, interrogatorio secretato: nuove indagini

Marco Andrea Pesce resta in carcere: contestata l'aggravante della premeditazione dopo l'accoltellamento di un giovane di 25 anni, finito in ospedale con una ferita all'addome

MESAGNE – Ci sarebbero zone grigie, necessariamente da chiarire, nelle indagini sul tentato omicidio contestato a Marco Andrea Pesce, 31 anni, di Mesagne, finito in carcere per aver accoltellato all’addome un giovane di 25 anni, nel rione Seta. Per questo motivo, l’interrogatorio reso dell’indagato è stato secretato.

Il fermo e la custodia in carcere

Marco Andrea PescePesce (nella foto accanto) resta ristretto nel carcere di Brindisi, dopo il fermo eseguito dagli agenti del commissariato di Mesagne il 27 febbraio scorso, a distanza di due giorni dal ferimento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Biondi, non ha convalidato il decreto di fermo non ritenendo sussistente il pericolo di fuga dell’indagato: il 31enne è stato rintracciato a casa della fidanzata, sempre a Mesagne. Non è emerso, quindi, alcun elemento riconducibile alla volontà di lasciare la città. Il gip comunque ha applicato la custodia in carcere tenuto conto dei gravi indizi di colpevolezza raccolti dai poliziotti e al tempo stesso ha disposto la blindatura delle dichiarazioni rese dal 29enne in sede di interrogatorio. 

Gli interrogativi

Evidentemente, c’è la necessità di procedere con ulteriori accertamenti per chiudere la vicenda. Non sembra chiaro il movente alla base dell’accoltellamento: se è vero che poco prima fra i due c’è stato un diverbio, non sembra chiara la ragione che l’ha scatenata. Anche se, stando a indiscrezioni, sarebbe da escludere il movente di natura privata, da qualificare come passionale. E allora cosa ha scatenato il diverbio? E ancora: ci sono stati complici?

La difesa

Vero è che il mesagnese ha risposto alle domande sia del pm titolare del fascicolo, Rosa Palumbo, che a quelle del gip, alla presenza dell’avvocato Agnese Guido. La penalista intende depositare ricorso al Tribunale del Riesame di Lecce e non è escludo che, nel frattempo, svolga indagini difensive su alcuni elementi considerati nuovi.

Il giovane ferito resta ricoverato in ospedale, a Brindisi. La contestazione si riferisce a quanto avvenuto attorno alle 5 di domenica 25 febbraio, in via Turati, nei pressi della chiesa di San Pio.  Un solo fendente all’addome.

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