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Trasferita famiglia del pentito

MESAGNE - Dopo pochi giorni la notizia che Cosimo Giovanni Guarini alias "Maradona", appartenente alla Sacra corona unita mesagnese è diventato un collaboratore di giustizia, i figlioletti con la compagna sono stati trasferiti in una località protetta per garantire la loro sicurezza. Intanto, da fonti ufficiose, dopo i quattro episodi intimidatori verso la famiglia di Guarini delle scorse settimane, compresa quella della madre che vive a Mesagne, è arrivato il quinto pochi giorni fa: un ordigno è stato posizionato sull'abitazione in via Bandello (casa della madre del pentito). Sul posto oltre agli agenti del commissariato mesagnese anche gli artificieri di Brindisi.

Maristella De Michele16 luglio 2012

MESAGNE - Dopo pochi giorni la notizia che Cosimo Giovanni Guarini alias "Maradona", appartenente alla Sacra corona unita mesagnese è diventato un collaboratore di giustizia, i figlioletti con la compagna sono stati trasferiti in una località protetta per garantire la loro sicurezza. Intanto, da fonti ufficiose, dopo i quattro episodi intimidatori verso la famiglia di Guarini delle scorse settimane, compresa quella della madre che vive a Mesagne, è arrivato il quinto pochi giorni fa: un ordigno è stato posizionato sull'abitazione in via Bandello (casa della madre del pentito). Sul posto oltre agli agenti del commissariato mesagnese anche gli artificieri di Brindisi.

"Maradona" , così come è stato sempre chiamato nel suo giro Cosimo Guarini in ambito malavitoso, è rinchiuso nel carcere dal gennaio 2012 per l'omicidio di Giancarlo Salati, il 62enne di Mesagne morto il 17 giugno 2009 dopo essere stato picchiato selvaggiamente: 16 colpi di spranga (quelli accertati) lo ridussero in fin di vita. Guarini insieme al boss Massimo Pasimeni alias "Piccolo dente" (già in carcere), Francesco Gravina detto "Gabibbo" e Vito Stano, furono raggiunti da ordinanze di custodia cautelare per l'omicidio Salati grazie alle dichiarazioni del pentito Ercole Penna.

Adesso, anche "Maradona" è diventato un collaboratore di giustizia e ha iniziato a parlare. E la sua famiglia, compagna e tre figli, così come quella della madre, erano state presa di mira nel mese scorso con intimidazioni e minacce. Gli episodi quelli resi noti o conosciuti, erano arrivati a quattro, dagli spari sul portone di casa della madre di Giovanni Guarini, in via Bandello, zona Arco Ferraro, a lettere minatorie alla moglie e figli, ai danneggiamenti alle auto. Oggi però spunta fuori un quinto episodio, il più grave, che giunge dopo l'ufficialità del pentimento di "Maradona".

La settimana scorsa pare che un involucro sospetto sia stato stato trovato sul terrazzo di casa della madre del collaboratore di giustizia mesagnese. Un ordigno rudimentale è stato posizionato, da ignoti, sul terrazzo dell'abitazione che si trova a piano terra. I familiari del pentito non si trovavano a Mesagne ma al mare, e solo al loro rientro hanno fatto la sconcertante scoperta. Hanno avvertito il commissariato di Mesagne, che sta seguendo il caso dal primo istante, con a capo la dirigente Sabrina Manzone.

Quest'ultimi hanno immediatamente chiamato gli artificieri della polizia di Brindisi che si sono recati sul luogo, accertando che si trattava proprio di un ordigno rudimentale pronto ad esplodere. Intanto, proprio negli stessi giorni, la compagna di Guarini insieme ai figli è stata portata via da Mesagne e trasferita in una località protetta mentre la famiglia della madre rimarrà per ora a Mesagne.

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