Uomo violento e dispotico: fine dell'incubo per una donna

Allertati dalle telefonate dei vicini, i carabinieri sono intervenuti in aiuto di una brindisina. Il compagno le impediva di vedere i familiari. Trovate spade e coltelli in casa

BRINDISI – Le impediva di vedere i propri familiari. Le ha fatto perdere il posto di lavoro. Una brindisina da tempo era in balia di un uomo violento che l'aveva costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, facendola sprofondare in una spirale di angherie e vessazioni. L’incubo è finito ieri (venerdì 23 novembre), quando i carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi al comando del tenente Marco Colì e del maggiore Stefano Giovino sono intervenuti in aiuto della malcapitata, ormai in preda alla disperazione, arrestando il compagno. 

L’ennesimo caso di maltrattamenti in famiglia viene alla luce alla vigilia della giornata internazionale della violenze contro le donne, che verrà celebrata domani (domenica 25 novembre). Si tratta di una vera e propria emergenza che ogni giorno fa registrare nuovi episodi di cronaca. Tante, troppe volte, le forze dell’ordine si imbattono in storie di violenza e soprusi che vanno avanti da lungo tempo, come nel caso della malcapitata brindisina. 

Le telefonate dei vicini

Ieri sera, i carabinieri hanno risposto a una richiesta di intervento da parte di alcuni cittadini, che allarmati avevano riferito di forti urla di un uomo e delle grida di una donna, sicuramente in difficoltà, che richiedeva tempestivi soccorsi.  Una volta giunti sul posto, i carabinieri hanno individuato l’appartamento da cui provenivano le urla e, dopo aver suonato il campanello, hanno intimato agli occupanti di aprire immediatamente la porta d’ingresso all’abitazione. Gli uomini in divisa si sono imbattuti in una donna in lacrime, in evidente stato di agitazione e paura. La malcapitata ha richiesto insistentemente aiuto. In particolare chiedeva di essere condotta lontano da quell’abitazione, perché stanca delle vessazioni subite dal compagno, che non le ha permesso di allontanarsi da sola e di condurre una vita serena. 

Lo sfogo della vittima

La donna, sempre in lacrime, ha riferito che il suo compagno l’aveva assoggettata psicologicamente ormai da tempo, tanto da renderla una persona inattiva e, nella circostanza, ha raccontato di aver anche perso il lavoro, poiché il compagno non le permetteva neppure di avere contatti con i propri familiari. La situazione descritta dalla vittima perdurava da diverso tempo, durante il quale la donna era stata anche oggetto di percosse. I militari hanno provveduto ad attivare nella circostanza personale sanitario per le cure del caso poiché la vittima ha accusato dolori all’altezza del torace.

Poi in caserma la donna, affidata nuovamente alle cure del 118, ha continuato a sfogarsi, raccontando di essere in preda a una forte paura, a causa delle condotte de compagno. Questi, fra l’altro, alla fine del mese di ottobre scorso, era stato sottoposto al divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna in esecuzione ad un provvedimento emesso dal tribunale di Brindisi. Lo stesso annovera a suo carico tutta una serie di vicende per delitti contro il patrimonio, la persona nonché in materia di armi.

Un arsenale in casa

A tal proposito, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliari mirata proprio alla ricerca di armi, trovando, su di un mobile situato all’ingresso, quattro spade tipo Katana affilate ed appuntite della lunghezza rispettivamente di 95, 71, 46 e 23 centimetri, una sciabola, modello “Daga” di 53,5 centimetri con impugnatura di colore nero un pugnale con lama da taglio e appuntito lungo complessivamente 21 centimetri e vari coltelli.  Dopo gli accertamenti del caso, l’uomo è stato arrestato in regime di domiciliari per atti persecutori nei riguardi della convivente, nonché per detenzione abusiva di armi.

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