Ville lusso su terreni agricoli: il Riesame dissequestra, no lottizzazione

"Andiamoci piano con la contestazione di lottizzazione abusiva". E' una semplificazione, una banalizzazione ma è comunque il senso di una decisione della Corte di Cassazione, recepita poi dal Tribunale del Riesame di Brindisi

VILLA CASTELLI - “Andiamoci piano con la contestazione di lottizzazione abusive”. E’ una semplificazione, una banalizzazione ma è comunque il senso di una decisione della Corte di Cassazione, recepita poi dal Tribunale del Riesame di Brindisi in sede di rinvio, che ha determinato il dissequestro di tredici villette realizzate in agro di Villa Castelli e finite al centro di un’inchiesta in cui sono indagati tecnici comunali, notai e proprietari.

“Il reato di lottizzazione abusiva – ha ritenuto la Suprema Corte – si realizza mediante condotte anche materiali quali una modificazione edilizio o urbanistica dei terreni, in una zona non adeguatamente urbanizzata, la quale conferisca a una porzione di territorio un assetto differente, che venga posta in essere senza autorizzazione, ovvero in totale difformità dalla stessa e in violazione delle prescrizioni stabilite dagli strumenti urbanistici vigenti o adottati”.

Nel caso in questione la “trasformazione urbanistica” non c’è, secondo i giudici brindisini. Sono ravvisabili a parere dei giudici che hanno valutato le ipotesi accusatorie a fondamento del sequestro gli abusi edilizi contestati. Ma non ci si può spingere tanto oltre. E’ per questo che immediatamente, il 13 agosto scorso, i finanzieri della compagnia di Francavilla Fontana, hanno notificato ad altrettanti proprietari di abitazioni il non solo il provvedimento del tribunale del Riesame di Brindisi che porta la data del 9 agosto, ma hanno anche provveduto alla restituzione dell’immobile in sequestro.

Sono ancora avvolte dai sigilli 8 villette, le più grandi e “lussuose” in contrada Eredità. I proprietari non hanno proposto ricorso per Cassazione. Gli altri, cui era stata perfino negata la facoltà d’uso, che si trovano in contrada Parpullo, San Barbato, Mnotescotano, Renna, Antoglia, Abate Carlo e Carnevale, sono ora del tutto utilizzabili. Sono difesi dagli avvocati Giampiero Iaia, Roberto Palmisano, Rocco Maggi, Franz Pesare, Pierluigi D'Urso e Augusto Conte.

Il tribunale di BrindisiL’inchiesta, ora del pm Iolanda Daniela Chimienti, era stata avviata dal sostituto Francesco Bretone. Il gip, che aveva concesso il sequestro alle 8 abitazioni più grandi, alcune delle quali con piscina, realizzate su terreni agricoli, aveva inizialmente rigettato la richiesta di mettere sotto chiave le altre 13, appartenenti ai lotti B, C e D. Il Riesame aveva poi accolto l’appello del pm Chimienti e le 13 ville rimaste ‘free’ erano state sottoposte al vincolo cautelare. La Cassazione si è espressa nel marzo 2014 con un annullamento con rinvio.

“Pur in presenza di difformità rispetto ai progetti sentiti, gli immobili sono sorti a seguito di interventi edilizi – scrive il collegio (presidente Genantonio Chiarelli) – posti in essere in periodi diversi e in aree distanti tra loro da parte di soggetti privi di alcun collegamento”. L’udienza preliminare per le 55 persone indagate è fissata per la fine di ottobre.

Tra questi ci sono l'ex capo dell'ufficio tecnico Pasquale Suma, i notai Luciana Chirizzi 58 anni con studio a Grottaglie, Maria Tateo 56 anni che invece presta servizio a Francavilla Fontana e poi in qualità di tecnici, i geometri Alfredo Luigi D'Amico, 32 anni e Domenico Amico, di 44 anni, gli imprenditori edili Cosimo Damiano Alò, Valentino Pagano, Giuseppe Miccoli, Salvatore Ligorio, Giuseppe Guarini, Francesco L'Assinato, Donato Tinella, Cataldo Fedele, Rocco Galeone, Donato Cinieri.

l'avvocato Giampiero Iaia-2Tra le ipotesi contestate anche l’abuso d’ufficio oltre che il falso ideologico. L'accusa per tutti è di aver "realizzato ville residenziali di pregio in violazione degli strumenti urbanistici che prevedevano esclusivamente la realizzazione di residenze connesse all'agricoltura''. In particolare la Guardia di Finanza al comando del capitano Antonio Triggiani ha accertato il rilascio di concessioni edilizie a soggetti privi dei requisiti previsti dalla legge, l'illecito aumento delle volumetrie con lo sbancamento del terreno circostante i piani interrati''.

Il fascicolo era stato avviato nel 2009 sulle villette che si trovano nelle contrade San Barbato, Eredità, Antoglia, Abate Carlo, Mannara, Parpullo, Carnevale, Renna, Monte Scotaro, Monte Gallo e zone limitrofe. Le costruzioni sarebbero state edificate in difformità al Pug e alle disposizioni di legge regionali, oltre che alle prescrizioni della Regione Puglia. Il Comune di Villa Castelli è stato fin dall'inizio coinvolto nella vicenda giudiziaria. Lo è per aver dato permessi per costruire illegittimi in zona agricola.

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