Gli albergatori di Confindustria chiedono azioni anti-abusivismo

Appello della Sezione Turismo di Confindustria Brindisi alle autorità amministrative e alle forze di polizia, per una campagna decisa e coordinata di indagine e repressione dell'abusivismo nel settore ricettivo

BRINDISI – Appello della Sezione Turismo di Confindustria Brindisi alle autorità amministrative e alle forze di polizia, per una campagna decisa e coordinata di indagine e repressione dell’abusivismo nel settore ricettivo. Viene citato il dato del calo del 38 per cento delle presenze alberghiere in città attribuito agli affitti in nero elle case vacanze e ai bed and breakfast abusivi, che sta provocando anche i primi tagli occupazionali. Una economia sommersa che danneggia quella legale.

“Gli albergatori associati alla Sezione Turismo di Confindustria Brindisi – scrive il presidente Teo Titi - lanciano un ennesimo grido di allarme rispetto alla contingente crisi determinata dalla sleale concorrenza del fenomeno dell’illegalità  nel settore delle ‘case vacanze’ e dei ‘Bed and Breakfast’ abusivi. Dal 30 ottobre 2016 al 15 febbraio 2017 le presenze alberghiere a Brindisi sono calate del 38% quasi tutto a vantaggio di strutture abusive e per questo ‘trasparenti’ al fisco e ai controlli di polizia. Dall’inizio dell’anno in soli 3 alberghi sono stati effettuati 4 licenziamenti”, sostengono i gestori delle strutture ricettive associate a Confindustria Brindisi.

“Tale fenomeno ha importanti riflessi legati all’economia sommersa che viene alimentata dai siti on-line, con conseguente grave nocumento alle attività ricettive (sia alberghi che bed and breakfast) che operano legalmente e che soffrono una concorrenza sleale. Parimenti grave – sottolinea Titi nel comunicato - è che tali attività alimentano pericoli alla sicurezza nazionale in quanto gli esercenti attività abusiva non effettuano la comunicazione delle presenze obbligatoria agli organi di polizia, favorendo in questo modo omertoso la possibilità di soggiorno invisibile nel nostro territorio a soggetti potenzialmente pericolosi per l’Italia e l’Europa”.

Sono già in corso attività per una azione sinergica tra varie associazioni di categoria del settore. “Gli associati alla Sezione Turismo di Confindustria Brindisi, ed in particolare il settore alberghi coordinato dal Maurizio Angelelli, si sono attivati da tempo su questo argomento e hanno promosso un tavolo presso il Comune di Brindisi allargando la partecipazione a Federalberghi, Cna, e all’associazione di B&B in rete di Brindisi Grande Salento con le quali associazioni è iniziata un’azione comune di lotta a questi fenomeni e di promozione della destinazione Brindisi”, si fa sapere nel comunicato.

“Dobbiamo dare atto che il consigliere comunale con delega al turismo Luciano Loiacono si è dimostrato da subito sensibile alla questione – rileva Titi - e i controlli effettuati dalla Polizia Municipale coordinati dal comandante Nigro hanno confermato quanto da noi denunciato da tempo ed evidenziato la gravità del fenomeno che è ormai dilagante. Su 21 strutture controllate sono state elevate molte sanzioni per svolgimento dell’attività in maniera illegittima e in 4 strutture è stata disposta l’immediata chiusura in quanto risultate completamente abusive”.

Gli albergatori, vessati dalle tasse, soggetti a tutti i controlli sanitari di pubblica sicurezza, al contrario degli esercenti abusivi, sono ormai al collasso e nella città di Brindisi purtroppo si assiste ad un continuo impoverimento della categoria che non ha neppure alcuna possibilità di ristrutturazione degli edifici con il conseguente rischio di decadimento della qualità ricettiva.

“Il perdurare di un tale grado di illegalità che è sotto gli occhi di tutti, a fronte di una iniqua disparità sulle imposizioni fiscali imposte agli alberghi,  ha dato il via ad una nuova emergenza occupazionale in un territorio già profondamente ferito e che non può che sperare nel turismo per una ripresa economica generalizzata”, avverte la Sezione Turismo di Confindustria Brindisi. “Chiediamo a tutte le forze di polizia e alle istituzioni di affrontare il problema con forza e senza indugi. Il Comune di Brindisi ha dimostrato che ciò è possibile ma ci auguriamo che a questa prima fase di controlli non segua una fase di stasi ma che si continui su questo passo e sopratutto che si affianchino, analogamente, i controlli di pubblica di sicurezza e fiscali”.

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