Riconversione centrale ex Edipower: progetto da 100 milioni, la Regione dà l'ok

A2a ha presentato i particolari del progetto. "La riapertura della centrale consentirebbe di far rientrare a Brindisi tutti i lavoratori trasferiti altrove"

BRINDISI – Ha incassato l’ok del commissario regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandagliano, il progetto di riconversione della centrale “Brindisi Nord” ex Edipower che stamani i rappresentanti del gruppo “A2a” hanno presentato presso l’aula Mario Marino Guadalupi di Palazzo di città, nel corso di un incontro voluto dalla sindaca di Brindisi, Angela Carluccio, al quale hanno preso parte anche consiglieri comunale di maggioranza e di opposizione. Il progetto, in sintesi, si incardina su tre punti: un impianto di trattamento Forsu per il recupero della frazione organica finalizzato alla produzione di gas naturale e compost di qualità anche per l’utilizzo in agricoltura biologica; un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica; un mini impianto eolico da 165 kw; un’area infrastrutturata per la sperimentazione con l’università. 

“Il progetto – si legge in una nota del portavoce della sindaca - che prevede una spesa complessiva di circa 100 milioni di euro tra attività di demolizioni e realizzazione dei nuovi impianti, dovrebbe essere realizzato in 30 mesi dall’ottenimento delle eventuali autorizzazioni”.
L’impianto di trattamento Forsu (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) prevede l’utilizzo in ingresso di rifiuti biodegradabili di cucine e mense, scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione dei centri di stoccaggio di frutta, verdura, cereali olio, alimentari e per la produzione di conserve alimentari, rifiuti biodegradabili provenienti da giardini e parchi, rifiuti dei mercati ortofrutticoli. Il ciclo di trasformazione dei rifiuti dura 51 giorni dall’ingresso in centrale.

Verranno così prodotti compost (materiale ammendante e fertilizzante utilizzato in agricoltura e florovivaistica)  e biometano (gas naturale utilizzabile per alimentare veicoli a motori o impianti domestici). L’impianto solare termodinamico, già in corso di sperimentazione nel sito “A2A” di San Filippo del Mela (Messina), si basa sulla tecnologia Stem (Solare Termodinamico Magaldi). Gli eliostati (specchi ruotanti) collocati sul terreno convogliano la luce sul grande riflettore secondario, collocato a circa 30 metri d’altezza e da qui la luce viene focalizzata nel ricevitore più in basso. Il calore assorbito viene in parte accumulato dalla sabbia e in parte trasferito agli scambiatori per la produzione di vapore surriscaldato. La produzione di energia elettrica prevista è di circa 3000 MWh.

Il nuovo polo delle energie rinnovabili prevederebbe anche la realizzazione di un piccooi parco eolico costituito da tre (o sei) pale poste a un’altezza di 25 metri per una produzione stimata di 340 MWh. “Il commissario Grandagliano – si legge ancora nel comunicato del portavoce - ha sostenuto che il progetto risulta compatibile con le politiche regionali, anche nell’ottica di omogeneizzare le tariffe, livellando il pubblico e il privato”.

La “A2A” ha puntualizzato che la riapertura della centrale consentirebbe di riportare a Brindisi quei lavoratori che sono stati dirottati, a partire dal 27 dicembre 2012 (giorno di chiusura), verso altri impianti italiani del gruppo. 

“Abbiamo ascoltato con attenzione la descrizione del progetto e ora svolgeremo i dovuti approfondimenti”, commenta la sindaca Angela Carluccio. “Ovviamente ci conforta la valutazione espressa da Grandagliano che poi dovrà occuparsi della gestione dell’impiantistica e che ci ha già comunicato che la Regione non sarà in grado di affrontare la domanda di smaltimento con il solo intervento pubblico, quindi bisognerà necessariamente dare spazio ai privati. Prossimamente, in conferenza dei capigruppo, esamineremo con attenzione il progetto e ne trarremo le debite conclusioni”.

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