A2A subentra a Edipower nella concessione demaniale per la centrale

Edipower cede il posto ad A2A Energiefuture Spa nella concessione demaniale marittima su cui insistono gli impianti della centrale termoelettrica a carbone di Costa Morena, e già affiorano i dubbi sugli obblighi per le bonifiche

La centrale Edipower-A2A di Costa Morena

BRINDISI – Edipower cede il posto ad A2A Energiefuture Spa nella concessione demaniale marittima su cui insistono gli impianti della centrale termoelettrica a carbone di Costa Morena, nel porto industriale di Brindisi, e già cominciano a circolare dubbi e perplessità su questo subingresso, legate al trasferimento, assieme alla titolarità della concessione stessa, anche dei futuri oneri di bonifica dell’area.

Tutto è stato deciso oggi, nel pieno del lungo week-end dell’Immacolata, in una seduta del Comitato portuale, organismo che “vive” ancora assieme all’Autorità Portuale di Brindisi in virtù delle disposizioni transitorie di attuazione della riforma Delrio, che consentono di procedere anche nel rilascio di atti concessori  - non di particolare rilevanza, tuttavia – in attesa dell’insediamento degli organi di governo delle nuove authority, nel caso di Brindisi dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (che comprende anche Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli).

L'area in concessione della centrale di Brindisi Nord-2

Significativo il fatto che a questa convocazione abbiano risposto solo sei membri su 21 del Comitato Portuale, obbligando alla ricerca almeno di un settimo componente – alla fine trovato – per far sì che la seduta fosse valida. E solo concessioni offriva il menù della mattinata: qualcuna di ordinaria amministrazione come quelle relative ad aree richieste in uso esclusivo quadriennale da imprese portuali per deposito attrezzature o per la movimentazione di gas (come per Coperoil), o per la gestione di servizi; altre di diverso rilievo.

Edipower e A2A (la società multiutility che ha acquistato qualche tempo fa parte degli impianti energetici di Edison, inclusa la centrale di Brindisi Nord) costituiscono uno dei problemi sia degli assetti del polo energetico brindisino, che degli assetti del porto. La centrale è fuori produzione da circa tre anni, il piano di riconversione presentato a suo tempo da A2A è fermo, né si vede realisticamente all’orizzonte una possibilità di realizzazione, stante la crisi di mercato dell’energia prodotta dalle centrali termoelettriche, soprattutto dagli impianti più obsoleti (Brindisi Nord fu realizzata da Enel negli anni Settanta).

concessione annuale tubazioni Tap-2La concessione di 3,7 ettari tra banchina e specchi acquei, di cui è stato stamani concesso il godimento in subingresso ad A2A Energiefuture Spa scade il 31 dicembre 2024. Il subingresso avviene da parte di Edipower (già controllata da A2A) nella forma della cessione e del trasferimento del ramo di azienda degli impianti di Brindisi, e la delibera approvata dal Comitato portuale assicura che la stessa multiutility “ha manifestato la volontà di subentrare nella concessione demaniale marittima per atto formale numero 1/2016 accettando, senza restrizione alcuna, tutte le condizioni stabilite e gli obblighi derivanti dall’atto stesso, come se la concessione stessa fosse stata rilasciata alla stessa fin dall’origine, per l’espletamento della medesima attività già svolta dalla società Edipower Spa”.

Bisognerà verificare tuttavia, al di là del voto favorevole dei sette presenti alla seduta del Comitato portuale, se tra questi “obblighi” rientra quello del ripristino dei luoghi nel momento della cessazione della concessione tra otto anni, bonifiche incluse. Smontare una centrale termoelettrica richiede anni e un grosso investimento. Se ne risentirà parlare, probabilmente anche a breve.

Perfezionata stamattina anche la concessione, per un solo anno, all’impresa portuale Peyrani di un’area di circa 1,6 ettari alle spalle del molo Enel, dove dal 10 ottobre arrivano via mare e vengono stoccate le tubazioni per il gasdotto Tap, che dal punto di approdo del tratto sottomarino sulla costa di San Foca poco a nord di Otranto, si connetterà al gasdotto Snam nei pressi di Brindisi. La concessione è accompagnata dalla prescrizione dello stoccaggio massimo di 4 tonnellate per metro quadrato di superficie, onde evitare il cedimento della pavimentazione della banchina (ancora allo stato di collaudo provvisorio) come già avvenuto nello scorso mese di ottobre sempre sulla testata nord dello sporgente est di Costa Morena.

Vincolata all’esito del dissequestro penale, la concessione quadriennale rilasciata all’associazione senza fini di lucro Le Sciabiche, che aveva preso possesso di un tratto di banchina di piazzale Lenio Flacco e di due pontili galleggianti per piccole imbarcazioni da diporto prima ancora di ottenere l’autorizzazione dall’Autorità Portuale. Le strutture e l’area interessata erano state poi sequestrate dalla Guardia di Finanza, il legale rappresentante dell’associazione, nell’ambito del procedimento penale insorto, aveva oblato la violazione al Codice della Navigazione davanti al giudice delle indagini preliminari. Tutto ciò non costituisce elemento ostativo, secondo il Comitato Portuale, che ha dato l’ok per la il rilascio.

La sede dell'Autorità portuale di Brindisi

Rinviata ad altra data, infine, la proposta di revoca della concessione per morosità al Cantiere Balsamo Shipping, di cui l’Autorità Portuale aveva respinto una proposta di rateizzazione dei canoni 2015-2016 e di presentazione di un nuovo piano industriale. Il rinvio pare sia legato a questioni tecniche riguardante la polizza fideiussoria. Sarà questa l’ultima seduta del Comitato portuale di Brindisi prima dell’avvio del cammino della nuova Adsp del Mare Adriatico Meridionale? Meglio non fare previsioni.

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