Air draft e nuove opere aeroportuali, partecipa anche l'authority

Investimento di 1,3 milioni a supporto degli interventi programmati da Aeroporti di Puglia. Sottoscritta una convenzione

BRINDISI - Anche l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale stanziando un milione e 300mila euro contribuirà, con  Aeroporti di Puglia SpA, al finanziamento delle nuove infrastrutture dell'Aeroporto del Salento di Brindisi finalizzate anche all'innalzamento dell'air draft, vale a dire il limite massimo di altezza delle navi che va rispettato per non interferire con il cono di atterraggio degli aeromobili che, come è noto, utilizzando la pista principale decollano o atterrano sorvolando il porto medio.

I due attori dell'operazione hanno sottoscritto infatti una convenzione per il “Finanziamento e la realizzazione delle opere di riqualificazione del piazzale sosta aeromobili ed adeguamento delle infrastrutture di volo e relativi impianti AVL (Aiuti visivi luminosi)”. Il documento - dice un comunicato dell'authority - costituisce "la parte finale di un lungo e complesso percorso intrapreso dall’Ente portuale in sinergia con Aeroporti di Puglia, Enac ed Enav finalizzato all’innalzamento dei limiti dell’air-draft (superficie di avvicinamento) presso le banchine di Costa Morena Terrare, nel porto medio di Brindisi che ad oggi limita fortemente i traffici portuali, soprattutto per quanto attiene l’ingresso nel porto interno di grandi navi da crociera."

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L’importo stanziato dall’authority finanzierà interventi strutturali alla pista RWY 13/31 che prevedono "lo spostamento di alcune centinaia di metri della soglia della pista nonché l’innalzamento dell’angolo di planata al fine di garantire livelli maggiori di sicurezza nel sorvolo del porto medio, consentendo il transito di navi con air-draft fino a 50 metri. Parte significativa del finanziamento verrà utilizzata, anche, per implementare gli impianti AVL, ossia il sistema di illuminazione dedicato alle infrastrutture di volo avente lo scopo di fornire agli equipaggi informazioni visive utili alla stabilizzazione della traiettoria degli aeromobili in condizioni di visibilità ridotta e di notte."

“Gli attuali limiti dell’air draft hanno, finora, fortemente penalizzato lo scalo portuale",commenta il presidente dell’Adsp, Ugo Patroni Griffi. "Senza gli interventi programmati, il porto di Brindisi risulterebbe, nell’immediato futuro, completamente inadeguato e obsoleto per affrontare la rivoluzione in atto nel settore dello shipping: il gigantismo navale. Tutte le tipologie di navi, infatti, stanno conoscendo una crescita senza pari, dalle bulk carriers alle petroliere, dalle ro-ro ai traghetti passeggeri e navi da crociera, alle portacontainer. A Brindisi porto e aeroporto sono attigui e vivono in sinergia, - conclude Patroni Griffi. Dobbiamo positivamente sfruttare tale peculiarità , fornendo servizi assolutamente innovativi e allettanti, come il fly and cruise, su cui già stiamo lavorando.”

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“L’aeroporto del Salento di Brindisi – ha dichiarato a sua volta il presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti – assolve a una funzione essenziale per la crescita del territorio. L’ulteriore innalzamento dei livelli di safety dell’aeroporto, già rispondenti alle norme attestate da Enac che ha certificato questo scalo, al pari di quelli di Bari e Taranto, in base al nuovo Regolamento Europeo 139/2014, rappresentano, in tal senso, un altro passaggio fondamentale. La convenzione sottoscritta conl'Adsp del mare Adriatico Meridionale è la dimostrazione concreta di come, con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, si possa concorrere alla crescita di un’infrastruttura che, nell’ottica dell’integrazione aria – terra,  fa di Brindisi un unicum nel nostro sistema dei trasporti.”

L’opera rientra nell’ambito di un progetto predisposto da Aeroporti di Puglia per la realizzazione di “Interventi di adeguamento e miglioramento infrastrutturale ed operativo”, necessari allo sviluppo e all'ammodernamento del sistema aeroportuale di Brindisi. I lavori permetteranno il sensibile miglioramento degli standard di qualità dei servizi prestati agli aeromobili.

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Commenti (2)

  • Prefazione: Spettabile redazione, so benissimo che il mio intervento di cui sotto è stroppo lungo per essere pubblicato come commento, quindi, se di vs. interesse, saprete tirarne fuori qualcosa da poter pubblicare e che si sposi con il vs. pezzo pubblicato. Grazie grottaglie_I: e seguitano e derubarci_I: Brindisi_teritorio svenduto da mercenari di basso profilo scusate, quanto sotto potrebbe essere decontestualizzato, ma comunque attinente: 1. << Passeggeri a Grottaglie? Guerra tra poveri>> • egregio signor michele mazzarano, che fa emiliano parte seconda?! • fermo restando che siamo, o dovremmo essere uniti, ma qui si esagera. si deruba una realtà a favore di un'altra. e vai......... • el'alenia (ops, intendevo leonardo) era destinata a insediarsi a brindisi, e foste capaci a farla ubicare a taranto (tanto di cappello), e i traghetti piuttosto che a brindisi attarccano a bari (grazie sig. emiliano). ma i ns. amministratori ndo sono!!!!!!!!!!!!!!!!!! 2. Egregio Signor Curto (mi scusi se non inserisco il suo titolo accademico, mi sfugge; e comunque, dandole del Signore, non la offendo mica), • Egregio Coordinatore di Progetto Italia, • e seguitano a sottrarci di quanto nostro e del ns. territorio. • Prendo spunto da quanto pubblicato oggi su il "Nuovo Quotidiano di Puglia Ed. di Brindisi", in calce alla pagina 8 dell'inserto locale. • In detto articolo si fa riferimento alla HB Manufacturing S.r.l. (costola della HB Technology di Gallarate). Ecco tale azienda ha racimolato da varie aziende le Maestranze, specializzate, e avvalendosi dei contatti aventi con la capocommessa (molto italiano ciò;) , ha effettuato prestazioni di manodopera, salvo poi buttare tutte le maestranze dal battello colantea picco; a tal proposito la prego voler leggere l'allegato, che dovrebbe comunque avere (quindi non è una cosa nota ora ma nota da tempo). • Giusto a titolo di chicca: la prietà, sto pezzo lo tolgo, in quanto i soggetti qui comparenti mi hanno già mandato a farmi visita dei loro conoscenti, miei ex colleghi etc. etc. No, non è paura, ma non posso permettermi un legale per rispondere a tali soggeti!!! • Le OO.SS? BOH!!! • Non me ne voglia per tali precisazioni, il fatto che tutti vengono prendono e se ne vanno, e qui rimaniamo noi con i capannoni attrezzati ma senza commesse (non sono qui intese le signorine addette alla vendita - divagazione per smorzare le arrabbiature). • Grazie per l'attenzione Saluti Distinti 3. Brindisi_teritorio svenduto da mercenari di basso profilo • A buon intenditore poche parole. Ecco un’altra beffa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! • Ora inizia a sgretolarsi anche l’indotto del comparto aeronautico; ovvero, dei mestieranti di fine carriera, sono tanto ingordi che, fregandosene dei lavoratori e delle loro famiglie, hanno intenzione di fare addirittura spostare altrove due porzioni e relativi macchinari di un opificio locale. Opificio che si è fatto un nome proprio grazie al valore aggiunto acquisito con le capacità delle maestranze li operative, e non certamente per merito del management a vario titolo. Management che più di mettere in campo le proprie capacità gestionali, sempre che le abbia mai possedute, si è avvalso e si avvale unicamente di conoscenze e agganci per mandare avanti la barca. • Sorge lecito il quesito: Perché delocalizzare dei reparti facenti parte del tessuto aziendale di una realtà ubicata in un determinato territorio? La fabbrica sorge in un SIN (sito di interesse nazionale) e in un territorio caratterizzato da sempre come area depressa, con tutte le agevolazioni che da ciò ne sono derivate e ne derivano, ma anche obblighi ai quali conformarsi e da rispettare avendo attinto e attingendo a fondi pubblici nazionali e europei. Sempreché la proprietà aziendale non abbia esaurito tutte le agevolazioni possibili e ora sta tentando il colpaccio, cercando di smobilitare svincolandosi dal territorio,cosa che in linea teorica NON DOVREBBE ESSERE ESEGUIBILE. Motivazioni dello spostamento? Facile immaginarle. Evidentemente qualcuno potrebbe avere degli interessi geolocalizzati nella neoubicazione prevista (magari già individuata)! • Proprio oggi (ieri per chi legge) ci hanno fatto visita i neoazionisti societari, o se preferite i nuovi padroni della porzione aziendale che verrà trasferita altrove. • Obiettivi di tali attività scissorie (definirle delocalizzazione sarebbe riduttivo e un eufemismo, oltreché una presa per i fondelli) di due comparti dal nucleo dell’assieme aziendale, vengono spacciate per ottimizzazione e/o miglioria dell’efficienza industriale dell’attuale contesto organizzativo. • Il trasferimento di due reparti, attualmente operativi presso il sito storico dell’azienda, vengono spacciati come recupero di spazi operativi della struttura locale, da adibire a attività più pertinenti e remunerative. • Sposano la dottrina che i reparti scorporando abbiano uno scarso valore commerciale. Sono solo defecazioni (scusate m’è sfuggito). Che ciò non corrisponde a verità lo dimostra il fatto che si danno in conto lavoro attività che potremmo benissimo fare in casa, tutto ciò con la scusante che esternalizzarli comporta meno oneri produttivi. Dovesse ciò corrispondere a verità,prego la proprietà voler circondarsi di dirigenti più capaci. • Sinceramente tutto quanto sopra è tutto fumus, realtà è che qualcuno con incarico apicale, e oramai mestierante di fine carriera e quindi stanco, vuole avvicinare a casa propria il lavoro (di solito ci si sposta dove è il lavoro, ma qui si vuole portare il lavoro dove si abita), e per fare ciò tali signori osano fare spostare un’intera fabbrica, compresa di macchinari e…. le maestranze? Ah, bella questa che fine faranno quelle maestranze, sia dirette e ancora di più le indirette? Verranno spostate anche queste con baracca e baracchini?!!!!!! • Tutto ciò è solo un disegno finalizzato a agevolazioni e tornaconto finanziari a favore delle imprese dislocate nel territorio dove andrà a istaurarsi la nuova realtà. Peccato che ciò comporti una proporzionale perdita introitale per le aziende ubicate ove sorge la società nell’attuale sito industriale. Certamente potrebbero proporre alle maestranze dirette e indirette di lavorare nel nuovo sito. E perché no? Certo che si, peccato che tale nuovo sito dista circa 600 km dall’attuale realtà, e alle maestranze non riconoscerebbero certamente i rimborsi spese che vengono distratti per i dirigenti, che si spostano setti malamente per venire da noi, ma che hanno proprio casa li dove sorgerà le nuova struttura. • Credo che la cosa assuma un aspetto pericoloso per molti di noi. • Se non rischiassi una querela di parte apostroferei tali signori come “prodotti dell’evacuazione del fondoschiena”. • Spettabili Istituzioni, ci stanno ancora una volta scippando di un realtà industriale, come accadde per OAN e come fece Agusta Westland, nonostante gli impegni assunti da entrambe le società. • Meno male che ci sono i sindacati che vigilano su di noi. Ah, non ci sono? Pazienza, errare humanum est, in lingua volgare: me so sbaiaaato. • Basta, ho finito, almeno credo. Saluti

  • Come si sposano i variopinti e trionfanti eloqui di costui con la mancanza di un mezzo sghiacciatore a Brindisi e la conseguente scena da terzo mondo degli addetti con i secchi? 

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