Un rischio in meno per la città, ma sulla logistica forti ritardi

I carri cisterna con i prodotti chimici passeranno all'esterno. Le altre questioni aperte al porto

BRINDISI – Non hanno avuto né iter veloci né binari preferenziali i progetti destinati a migliorare la logistica delle merci su ferrovia a Brindisi. Troppo lungo e complesso il riepilogo dei ritardi e degli intoppi (e dei tagli), che hanno interessato e interessano la bretella tra zona industriale, le aree portuali, e lo snodo di Tuturano sulla linea Lecce-Bari. Il cartello “lavori in corso” è esposto dalla seconda metà dello scorso decennio.

La notizia che finalmente si stia risolvendo uno dei problemi che ridurranno uno dei fattori di rischio cui è esposta la città di Brindisi da oltre mezzo secolo, vale a dire l’attraversamento – e spesso anche la sosta - dell’area urbana e della stazione ferroviaria da parte di convogli di carri cisterna con i prodotti del petrolchimico ma non solo, costituiti da gas liquefatti (propilene, Gpl ed altri), non può che essere accolta con soddisfazione.

Il carro cisterna uscito dai binari-2

Il fatto che per risolvere uno degli intoppi, vale a dire la questione dell’attraversamento della linea del gasdotto Snam che deve compiere la linea che servirà anche il petrolchimico, si debba ricorrere alla fermata di alcune settimane della fabbrica, con la serie di procedure tecniche non semplici né brevi che ciò comporta senza considerare altri aspetti economici, rende bene l’idea che sugli iter non pesano solo gli aspetti normativi e burocratici.

Attendiamo anche il completamento della bretella tra le banchine del porto di Brindisi e la linea Lecce-Bari, di cui potranno avvalersi in un futuro non lontano – questa è l’altra speranza – anche le aree retroportuali che la città potrebbe mettere in campo per offrire convenienze e soluzioni ai grandi operatori internazionali.  Attendiamo lo sblocco dei progetti che riguardano il porto per poter dare un senso e merci soprattutto alle nuove infrastrutture ferroviarie.

treni merci nella stazione di brindisi-2

Bisogna capire perché negli uffici del Comune di Brindisi siano fermi tanti interventi, tanti pareri, dall’infopoint per i passeggeri alle aree di sosta attrezzate per passeggeri, auto e Tir esterne ed interne alla zona doganale di Costa Morena – Punta delle Terrare, con i finanziamenti dell’Interreg Italia-Grecia già in cassaforte e in attesa di essere impiegati. Il trasporto delle merci infatti trova forti convenienze anche nelle autostrade del mare.

E l’abbattimento dell’impatto ambientale delle navi si riduce con il passaggio alla propulsione a gas delle turbine, mentre è l’energia elettrica quella che muove i treni verdi. Perché Brindisi non deve accettare l’offerta – già formulata - di realizzazione di un terminal di Gnl per le navi e i Tir? Perché non decide di rimettersi in corsa sfruttando la logistica del futuro? Da dove spera di ricavare i posti di lavoro, lo sviluppo?

binari sona industriale-portuale brindisi 2-2

Nel futuro c’è anche l’intenzione dell’Autorità di sistema portuale, per restare nel campo della logistica delle merci e della riduzione dei rischi industriali, di riprendere il famoso progetto di raddoppio del molo gasiere del petrolchimico consortile, per poter spostare fuori dal porto commerciale le attività di scarico e carico dei gas. Anche questa opera dovrà confrontarsi con opposizioni, ritardi nei pareri, eccetera?

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