Doc e Negroamaro di Terra D’Otranto

BRINDISI - Formalizzata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la designazione della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Brindisi, della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Lecce e della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Taranto quali autorità pubbliche di controllo per la Doc “Terra d'Otranto” e per la Doc “Negroamaro di Terra d'Otranto”.

Camere commercio Autority del Doc Terra d'Otranto

BRINDISI - Formalizzata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la designazione della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Brindisi, della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Lecce e della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Taranto quali autorità pubbliche di controllo per la Doc “Terra d'Otranto” e per la Doc “Negroamaro di Terra d'Otranto”.

Il provvedimento segue il riconoscimento da parte del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine dei vini, giunto l’autunno scorso, su proposta del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali. Il  2011 è stato infatti un anno di intenso lavoro sul fronte della valorizzazione della tradizione produttiva pugliese rappresentata e per concretizzare gli obiettivi di aggiornamento e riqualificazione dei vini di qualità pugliesi.

Sotto questo aspetto il merito va indubbiamente riconosciuto ai produttori vitivinicoli regionali che, con le proposte di modifica di innumerevoli disciplinari di produzione, l’istituzione di nuove tre Doc  (Terra d’Otranto, Negramaro di Terra  d’Otranto e Tavoliere ) e la richiesta di istituzione di ben 4 vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Primitivo Dolce Naturale di Manduria, Castel del Monte Rosso Riserva, Castel del Monte Bombino Nero, Castel del Monte Nero di Troia Riserva), hanno saputo interpretare gli obiettivi della politica vitivinicola regionale, di ridefinizione della mappa dei vini pugliesi di qualità, legandola di più e meglio al connubio territorio – vitigno.

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E’ stato così preparato il terreno per ridefinire le Denominazioni di Origine per comprensori ampi, accumunati dai vitigni autoctoni (Nero di Troia, Primitivo, Negroamaro): un passaggio maturato in seno alla filiera vitivinicola, che vede avviare dai produttori stessi un percorso di aggregazione ulteriore delle Denominazioni esistenti.

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