"E ora il governo prenda atto"

BRINDISI - Dieci anni di condizionamenti della vita economica e politica, una sorta di vita sospesa per lo sviluppo della città, di profonda incertezza. Ma ora con la sentenza del tribunale di Brindisi, e ancor prima con il rifiuto di un nuovo Nof a Brindisi Lng da parte del Comitato tecnico regionale della Puglia, è il momento che il governo nazionale ne prenda atto e revochi tutte le autorizzazioni al progetto. Lo dice il fronte ambientalista brindisino a commento delle vicende di questi giorni. Ecco il testo completo del comunicato ambientalista.

La colmata del rigassificatore sotto sequestro dal febbraio 2007

BRINDISI - Dieci anni di condizionamenti della vita economica e politica, una sorta di vita sospesa per lo sviluppo della città, di profonda incertezza. Ma ora con la sentenza del tribunale di Brindisi, e ancor prima con il rifiuto di un nuovo Nof a Brindisi Lng da parte del Comitato tecnico regionale della Puglia, è il momento che il governo nazionale ne prenda atto e revochi tutte le autorizzazioni al progetto. Lo dice il fronte ambientalista brindisino a commento delle vicende di questi giorni. Ecco il testo completo del comunicato ambientalista.

"Avevamo ragione: la costruzione del progettato rigassificatore è sotto ogni profilo censurabile e inammissibile. Alla incompatibilità ambientale dovuta alla pericolosità dell’impianto per l’incolumità dei cittadini confermata di recente dal diniego dal Nulla Osta di Fattibilità da parte del Ctr e alla inconciliabilità sociale per il suo insuperabile contrasto col modello di economia locale progettato dalle amministrazioni locali e sostenuto dalla Regione Puglia si aggiunge ora la condanna penale dell’allora presidente pro tempore di British Gas Italia, Franco Fassio, per occupazione abusiva di area demaniale marittima con conseguente confisca dell’area interessata alla colmata già posta a suo tempo sotto sequestro.

Una pronuncia che, pur avendo dovuto prendere atto di alcune amare prescrizioni per gravi reati, conferma i nostri tanti rilievi sull’illegittimità dell’opera progettata e punta ad impedire la reiterazione del reato contestato. Da più di dieci anni la vicenda del rigassificatore pesa come una cappa di piombo sul destino del nostro territorio e ne impedisce le possibilità di sviluppo. Cosa aspettano le competenti Autorità ministeriali a prendere atto di una situazione oramai insostenibile e a revocare definitivamente la autorizzazione alla costruzione dell’impianto a suo tempo concessa e successivamente sospesa?".

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