Delocalizzazione in Polonia: lavoratori della Cmc presidiano la fabbrica

I dipendenti si oppongono al trasferimento all'estero di una linea di produzione della Leonardo Elicotteri

CAROVIGNO – I lavoratori della Cmc, ditta con sede a Carovigno che produce parti di elicottero per conto della Leonardo divisioni elicotteri, si oppongono al trasferimento di una linea di produzione in Polonia. Gli operai stamattina (giovedì 28 novembre) sono rimasti spiazzati dall’arrivo di un camion che avrebbe dovuto caricare, da quanto sostenuto dai sindacati, macchine e manufatti destinati all’Europa dell’Est.

Sul posto si è recato anche il segretario generale della Fiom Cgil Brindisi, Angelo Leo. “La Cmc – spiega il sindacalista a BrindisiReport – gestisce due linee di produzione per conto di Leonardo. La delocalizzazione di una di queste due linee potrebbe comportare la perdita del posto di lavoro di almeno la metà dei 50 dipendenti dell’azienda”.

Cmc Carovigno(1)-2

La questione riguardante il trasferimento all’estero di linee di produzione era già stata al centro di uno sciopero di otto ore indetto dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche il 28 febbraio 2019. “In quella occasione – spiega Leo – Leonardo assicurò che la Polonia non rappresentava un pericolo per i posti di lavoro a Brindisi neppure nell'indotto”. Ma adesso il problema si ripropone, proprio nell’indotto.

Il camion all'esterno della Cmc di Carovigno(1)-2

“La Fiom Cgil e la Cgil – si legge in un comunicato congiunto dello stesso Angelo Leo e del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia – sosterranno nella lotta i lavoratori che, in questo momento, stanno presidiando la fabbrica fino a quando non saranno certi di conservare il loro posto di lavoro anche in regione della immensa professionalità acquisita nella produzione di componenti complessi di elicotteri.

“La crisi occupazionale de i relativi indicatori di riferimento nella provincia di Brindisi – proseguono Leo e Macchia – necessitano senza dubbio di una attenzione straordinaria da parte di tutti i soggetti istituzionali e delle parti sociali, in primis governo e Regione, impedendo innanzitutto che il fenomeno delle delocalizzazioni possa ancor di più impoverire il tessuto produttivo industriale, con gravi implicazioni di ordine sociale. Pertanto, si chiede al comitato Sepac (la Task force per le emergenze occupazionali), della regione Puglia, da sempre impegnato con competenza ed impegno a risolvere le tante vertenze aperte nei territori, di concovare con urgenza un incontro monotematico teso a risolvere la problematica in questione.  Non si può rimanere in silenzio di fronte a situazioni così delicate, ma occorre dare risposte al nostro territorio”. 
 

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