Le opere strategiche per il porto di Brindisi a fondo lista

Inclusi i nuovi accosti commerciali reclamati dagli operatori. Stessa sorte per Bari. Ecco il Piano triennale 2019-2021

BRINDISI – Operatori marittimi brindisini associati alla Ops in giro questi giorni per incontri istituzionali bilaterali sul futuro del porto; stamani una delle associazioni di categoria degli spedizionieri ha scritto al sindaco Rossi – come vedremo più avanti – per raccomandare la massima attenzione e il massimo interessamento verso il progetto di nuovi accosti per le navi ro-ro-, quelle cui è affidata una parte determinante del traffico merci su trailer (nella foto sotto, il rendering del progetto).

Ma nessuno si è accorto che nel nuovo Piano triennale delle opere pubbliche 2019-2021, approvato dal comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, proprio tutte le opere considerate strategiche per Brindisi sono finite nella classificazione 3, vale a dire quelle con priorità minima?

Si deve dedurre, visto che il Comune di Brindisi ha un rappresentante nel comitato di gestione,  che il sindaco Riccardo Rossi sia stato debitamente e tempestivamente informato di queste scelte. Del resto, il Piano triennale delle opere per i porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli è online dal 19 ottobre, per i previsti 30 giorni in cui si possono formulare osservazioni eccetera. Anche perché se Rossi non fosse stato messo al corrente ci sarebbe un bel problema da risolvere.

Il progetto dei nuovi accosti di S,Apollinare-2

La lettera degli spedizionieri di Fedespedi al sindaco

Ma veniamo alle carte. Adriano Guadalupi, spedizioniere brindisino e rappresentante di Fedespedi per la nostra provincia, oltre che componente del tavolo di partenariato della stessa Autorità di Sistema Portuale, nella sua lettera al sindaco (di cui omettiamo i preamboli per andare al dunque) ricorda una pianificazione che risale al 2001, con cui l’allora Autorità Portuale di Brindisi “contava di realizzare il progetto ‘strategico’  dei cosiddetti cinque accosti a S. Apollinare”. 

Adriano Guadalupi“Per questo progetto l’Autorità Portuale incassò una  somma di 32 miliardi delle vecchie lire con il decreto Bersani sotto la denominazione  ‘autostrade del mare’ . Opera strategica per il nostro porto. Non che le altre opere  programmate non siano importanti;  ma, oggi, il futuro ci impone – sottolinea il rappresentante di Fedespedi Brindisi - adeguate banchine e giusti servizi. Un futuro in cui, prevedendo anche la dismissione della centrale di Cerano (che porta nelle casse  dell’Autorità ingente somme  di denaro), questi nuovi cinque accosti  favoriranno  nuove linee di ro-ro  e ro-pax”. Cioè di trailer (rimorchi dei Tir) carichi di merci in colli imbarcati e sbarcati, e di passeggeri.

“Il futuro, sia europeo  sia mediterraneo come per i corridoi Ten-T, vedrà i porti impegnati  per lo sviluppo di questo settore – le autostrade del mare - al pari del trasporto container. E con la speranza che si faccia presto per la decretazione delle Zes,  Brindisi potrà essere un hub di nuovi flussi merceologici e con navi che potranno scalare il nostro porto”.   Questo l’auspicio e la speranza di una importante categoria portuale.

Le opere strategiche per Brindisi definite di “priorità minima”

Ed ecco invece il posto assegnato dal Piano triennale 2019-2021 dell’Adsp al progetto che sollecita Guadalupi: “Opere di completamento accosti portuali navi traghetto e Ro-Ro di S. Apollinare  Porto di Brindisi (in 2 stralci funzionali). Priorità 3”, cioè la minima. Ma l’opera, già rallentata sino alla perdita del finanziamento Cipe da una delle gestioni passate dell’authority brindisina, a causa di modifiche progettuali che ne complicarono l’iter presso la competenze sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, è considerata invece di priorità massima per chi lavora nel porto.

Una gasiera di Gpl nel porto di Brindisi

Purtroppo i cinque nuovi accosti non sono l’unico importante progetto per il porto di Brindisi finito in fondo alla lista del Piano triennale 2019-2021. Ecco l’elenco: realizzazione nuovo pontile gasiero ed adeguamento pontile Versalis (ex Enichem), vale a dire spostamento nel porto esterno anche del traffico di gas propano liquido e propilene; completamento del primo e secondo lotto dell’infrastrutturazione portuale mediante banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena est; realizzazione del molo di sottoflutto, mediante scogliera soffolta, tra le isole Pedagne del Porto di Brindisi (opera discussa perché fu progettata per dare protezione alla banchina del rigassificatore di British Gas, quindi comunque da verificare con il Comune); infine, ma non da ultima, la bonifica e la messa in sicurezza della ex zona nafta (va ricordato che l’amministrazione Carluccio non volle prenderla in carico). Fa in tutto 125 milioni 873mila euro di investimenti stimati.

Le opere con “priorità massima”

Non ci sono poi opere con priorità media per il porto di Brindisi, ma opere con priorità 1, la massima. Eccole: pulizia e manutenzione dei fondali del Seno di Levante; completamento caratterizzazione ambientale aree portuali a terra;  lavori di ristrutturazione del faro e delle strutture annesse presso le Isole Pedagne; realizzazione della vasca idrica di accumulo a Costa Morena Est; riqualificazione della Stazione Marittima lato mare nonché dei prospetti e coperture degli uffici prospicienti Piazza Vittorio Emanuele II; riqualificazione dell’area adiacente il varco di Costa Morena Ovest previa demolizione delle strutture precarie esistenti.

Nave San Marco nella base di Brindisi

Poi, ancora, potenziamento degli ormeggi navi ro – ro Costa Morena Ovest tramite realizzazione di un pontile con briccole (opera che non convince gli agenti marittimi, ma lasciamo a loro ogni valutazione tecnica); infine un lavoro per la Marina Militare, manutenzione ed ammodernamento infrastrutture portuali della Stazione navale nel Seno di Ponente, e i lavori di implementazione artistica lungo la recinzione di via del Mare, “Light Tales. Via del Mare 2.0". Totale degli investimenti previsti, 30 milioni 423mila euro, dei quali oltre la metà (15 milioni 493 mila euro, destinati alla Stazione navale della Marina).

Stessa situazione per il porto di Bari

A questo punto bisogna anche fermare subito ogni richiamo a discriminazioni e favoritismi territoriali: la scelte per il porto di Bari sono state simili: le opere di maggiore valore strategico sono a fondo lista. Bisogna capire da cosa dipende tutto questo, e se la ragione principale è la scarsa disponibilità di risorse finanziarie da parte della nuova Autorità di sistema portuale. Non si possono riformare la rete e la governance della portualità italiana, e poi non fare scelte prioritarie e di investimento sulle opere strategiche. C’è molto da discutere, il Comune di Brindisi – chiedono gli operatori – deve aprire il confronto con l’Autorità di sistema portuale.

Va bene l’illuminazione artistica in via del Mare, ma il porto ha bisogno di fare posto alle navi e alle merci, e il più rapidamente possibile perché sono rapidi i mutamenti delle rotte dei traffici marittimi tra Asia ed Europa Occidentale, e alla partita parteciperà chi è pronto a scendere in campo, non chi lo sarà chissà quando. (In allegato, a fondo articolo, il file con le opere del Piano triennale)

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Commenti (1)

  • Mi pare evidente che l'autorità portuale continui a gestire il porto di Brindisi con un criterio poco incline al cambio di rotta tanto invocato dalla comunità locale. Ma spostare le navi della Marina nel porto intermedio e consentire alle navi da crociera di ormeggiare al loro posto, sotto al Castello, nel seno di Ponente? E ancora spostare la base navale della GDF presso l'accesso a mare dell'aeroporto militare in modo da consentire uno sviluppo turistico del Seno di Ponente? Lo so, parlo di utopia.

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