Sanofi-Aventis investe 26 milioni di euro a Brindisi

BRINDISI – "Un'azienda che non fa investimenti, non ha possibilità di crescere” queste le parole "anti-crisi" di Daniel Lapeyre, amministratore delegato del gruppo Sanofi-Aventis. Spiramicina, nuovo antibiotico per la cura di malattie faringee, è il risultato di un investimento di 26 milioni di euro per la ricerca e la produzione di questo farmaco e che porterà il fatturato ad una crescita del 30% e, nei prossimi anni, anche ad un incremento dei livelli occupazionali del 10%.

I dirigenti della Sanofi-Aventis (foto Tasco)

BRINDISI – "Un'azienda che non fa investimenti, non ha possibilità di crescere” queste le parole "anti-crisi" di Daniel Lapeyre, amministratore delegato del gruppo Sanofi-Aventis. Spiramicina, nuovo antibiotico per la cura di malattie faringee, è il risultato di un investimento di 26 milioni di euro per la ricerca e la produzione di questo farmaco e che porterà il fatturato ad una crescita del 30% e, nei prossimi anni, anche ad un incremento dei livelli occupazionali del 10%.

Con lo stabilimento brindisino, la Puglia, rappresenta uno dei cinque stabilimenti italiani del gruppo specializzato nella produzione di antibiotici: un polo significativo a livello mondiale e che vede impegnate le produzioni in prodotti e farmaci per la cura delle cosiddette malattie dimenticate: lebbra, epilessia e malattia del sonno, oltre alla Rifampicina che viene esportata in molti Paesi in via di sviluppo ed in particolare in Sud Africa, per la lotta alla tubercolosi.

“La produzione di questo farmaco – ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo Daniel Lapeyre nel corso della conferenza stampa di ieri, a cui non è mancata la presenza delle istituzioni locali – è un passaggio chiave per la crescita del sito pugliese che ha visto, negli ultimi anni, un costante sviluppo sia in termini aziendali che di ricerca”.

Dal 2005 simbolo di eccellenza ed unicità ma anche di sicurezza, sono infatti più di 150 mila le ore trascorse senza che si verifichino incidenti sul lavoro come si legge sul cartello all’entrata dell’azienda, ha permesso investimenti per 19 milioni di euro in programmi di ricerca in partnership con il Ministero dell’istruzione, quindi formazione di ricercatori specializzati in prodotti innovativi e nel settore dei farmaci antinfettivi che continueranno ad essere supportati, tra il 2010 e il 2011, con ulteriori cinque milioni di euro.

“Nel 2009 questo stabilimento ha prodotto 113 tonnellate d principi attivi – ha spiegato Gennaro Di Lemma che dirige lo stabilimento di Brindisi – ed ha raggiunto un fatturato di oltre 50 milioni di euro grazie all’aiuto di 184 collaboratori. Questi numeri, insieme ad un’attività di grande professionalità ha fatto propendere la dirigenza a sceglierci per il nuovo farmaco”. Interesse confermato anche dall’amministratore delegato del gruppo.

“Il nostro intento per Brindisi – ha ribadito Lapeyre – è quello di continuare a credere in questo stabilimento che ha ormai raggiunto livelli di elevato valore per tutto il comparto industriale pugliese. Questi 26 milioni di euro per Brindisi lo confermano – ha continuato l’amministratore delegato del gruppo – perché un’azienda che non fa investimenti, non ha possibilità di crescere”.

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