Ncd-Area popolare, guerra Cassano-Ferrarese sull’uso del simbolo

I fedelissimi dell'ex presidente della Provincia firmano il patto per le primarie con gli ex di Consales ai quali si uniscono quelli di CoR, nemici in Consiglio. Da Bari arriva l'altolà a Giampiero Epifani: "Non è commissario cittadino. "Per il partito parlano solo Argese e De Michele". E Guadalupi: "Nessun salto della quaglia, è il Pd che rinuncia al suo dna"

Massimo Cassano e Massimo Ferrarese

BRINDISI – Altolà, nessuno può usare il nome e il simbolo di Ncd-Area Popolare se non Ciro Argese e Mimmo De Michele. Non può farlo Giampiero Epifani che non è commissario cittadino, non ha mai neppure aderito essendo rimasto nell’Udc.

imgres-4Come volevasi dimostrare le anime interne e nemiche giurate di Ncd-Area popolare sono venute a galla ed è ormai guerra a tutti gli effetti con possibili strascichi sul piano legale sull’uso del simbolo e del nome del movimento. Perché quello stesso nome e quello stesso simbolo compaiono su due tavoli opposti.

Da un lato c’è la corrente di Massimo Cassano, barese, che su Brindisi ha nominato Ciro Argese e Mimmo De Michele, coordinatori provinciali, il secondo vicario con delega alla campagna elettorale per il capoluogo. Corrente che partecipa come partner ufficiale al tavolo del Partito democratico e che diffida gli altri.

Gli altri chi? Chi resiste, come Massimo Ferrarese, ex presidente della Provincia, attuale presidente della società Invimit, il quale di stare fuori dal campo politico-elettorale evidentemente non ne vuole sapere, sebbene abbia comunicato ufficialmente mesi addietro, che non intende essere della partita. Mezza verità, se si considera che Ferrarese in prima persona non compare, non si vede neppure a Brindisi, ma c’è eccome, essendo presente con i suoi fedelissimi, primo fra tutti Giampiero Epifani, consigliere comunale uscente, eletto nella lista Udc e mai transitato in Ndc. O almeno, il passaggio non sarebbe stato comunicato all’ufficio di presidenza del Consiglio, retto da Luciano Loiacono, Pd.

Giampiero EpifaniTra parentesi, va ricordato che nella lista Udc, sino agli ultimi giorni di vita dell’Amministrazione Consales, era in atto una guerra tra Epifani (nella foto) e Raffaele Iaia sulla titolarità dello scranno in Assise, approdata davanti ai giudici del Tar e del Consiglio di Stato. Iaia adesso è stato delegato da Euprepio Curto alla formazione della lista Udc. L’ex senatore (di An) avrebbe pensato a Giuseppe Marchionna, di recente vice sindaco di Mimmo Consales e a Vincenzo Guadalupi, già difensore civico, seduto al tavolo del Pd ma firmatario di primarie chieste dal gruppo degli ex Consales.

Epifani ha firmato come Ndc-Area Popolare il documento con il quale si chiedono le primarie per la scelta del candidato sindaco, da svolgersi al più tardi il 9 e il 10 aprile, percorso  proposto dagli ex del sindaco, da intendere come quelli del Pd che hanno sempre detto no alla sostituzione degli assessori Pasquale Luperti e Antonio Monetti chiesta dalle segreterie regionali e provinciali del partito e dal commissario cittadino Sandra Antonica. E che (ri)compaiono dietro la lista Democratici per Brindisi.

Risultato: il finimondo tutto interno ad Ncd-Area Popolare, con Cassano costretto pubblicamente a dire che Epifani non è legittimato a parlare in nome e per conto del movimento che i suoi interlocutori li ha: “La delega a partecipare al tavolo delle trattative in vista delle elezioni amministrative è affidata esclusivamente a Ciro Argese e Cosimo De Michele”, ha scritto questa mattina (domenica 20 marzo).

Tony Muccio e Marcello RolloPiù che un comunicato rivolto alla stampa, appare un messaggio con un destinatario preciso. Per la serie, chi deve intendere, intenda. Epifani, quindi, e di conseguenza Ferrarese per il tramite – a voler essere precisi – di Marcello Rollo, attuale presidente dell’Asi, nome indicato come possibile candidato da spendere per le primarie anche per conto di Noi Centro, firmatario del documento con Toni Muccio. Lo stesso Rollo smentisce. E quanto a Muccio, avrebbe escluso una sua ricandidatura a consigliere comunale (nella foto Muccio e Rollo).

Cosa succederà, allora? Per saperlo bisognerà aspettare 24 ore almeno perché è nella giornata di domani o al massimo di martedì che i fedelissimi di Ferrarese dovrebbero fare il nome del proprio candidato per le primarie. Intanto, oggi, Epifani è tornato alla carica e ha scritto: "Eravamo sicuri che da un momento all'altro il tentativo silente di pilotare da Bari le  elezioni  a Brindisi si sarebbe rivelato, dopo essere stato nascosto per settimane dietro una maschera di falsità e patetiche rassicurazioni. Oggi questa arroganza politica si manifesta in tutta la sua gravità con la scelta di commissariare il nostro partito, nella nostra città, confermando l'esistenza di un progetto per delegittimare l'autonomia politica di Brindisi e farla diventare un'appendice di quella barese".

"Noi non lo consentiremo  - si legge nella nota a sua firma - e spiegheremo al nostro leader nazionale Angelino Alfano quali sono i disegni che il coordinamento regionale sta tentando di portare a termine per distruggere, così come ha fatto a Bari e a Taranto, con l'unico obiettivo di dimostrare la titolarità di un ruolo per il quale dimostra ogni giorno di più di non possedere la giusta lucidità e la necessaria obiettività". Infine il riferimento a Ferrarese: "Continueremo a lavorare nel solco di ciò che in Puglia è stato costruito da Massimo Ferrarese e a livello nazionale da Alfano. Purtroppo le dimissioni di Ferrarese dal coordinamento regionale, per il ruolo istituzionale ricoperto, hanno lasciato il nostro partito nelle mani di chi considera i princìpi democratici una fastidiosa appendice. Ma non si usa un partito come un ring di pugilato e glielo dimostreremo. Brindisi resta dei brindisini e l'arroganza rimarrà fuori dalla nostra porta".

A questo punto si aspetta la risposta di Cassano mentre la coppia Argese-De Michele è al lavoro per la presentazione – si dice – di una quaterna di possibili nomi come candidati sindaco da offrire al Pd.

Le quattro carte dovrebbero essere scoperte martedì sera e sembra che ci sia posto per Roberto Fusco di Sì democrazia, il quale aveva dato sin dall’inizio la propria disponibilità a correre come sindaco, per Vincenzo Guadalupi, anima socialista, per un imprenditore del capoluogo e pare anche per una donna.

Vincenzo GuadalupiGuadalupi (nella foto) referente cittadino dei socialisti, però ha firmato il documento per le primarie sabato scorso, primarie a cui non crede il Pd, né tanto meno Ncd-Area Popolare di Cassano nel timore di contaminazioni in assenza di regole. Guadalupi ha firmato praticamente a distanza di poche ore dalla riunione organizzata dal Partito democratico a cui Guadalupi ha preso parte.

Come si spiega la decisione?  “Semplice: ho sempre detto che le primarie sono strumento democratico nel quale credo e allora ci metto la faccia, altro che salto della quaglia, rimettendo nelle mani dei brindisini la decisione sulla scelta del candidato sindaco della città che soffre e pure parecchio”, risponde. “Saranno i cittadini a decidere se dare fiducia a me o agli altri che hanno firmato. Cosa che avrebbe dovuto fare il Pd, ma prendo atto del fatto che ormai è succube dei baresi e rinnega il suo dna”.

Tra i favorevoli alle primarie, ci sono gli ex di Consales, tra Impegno sociale e tesserati Pd, per i quali scatta l’espulsione automatica dal partito in caso di candidatura in altre liste. “Sì, ma io ero fuori dall’Amministrazione Consales  e mi pongo in alternativa ai cosiddetti ex che, per quanto a me risulta, hanno pensato al professore Massimo Guastella”.

Massimo Guastella-2Fabio MollicaGuastella è docente universitario ed è tra i promotori dell’appello che ha portato alla sottoscrizione di un codice etico all’insegna del rinnovamento autentico, lanciato dal gruppo chiamato Brindisi 2021, al quale ha aderito il giornalista Fabio Mollica, nel frattempo diventato candidato sindaco di una parte dei grillini, quelli alternativi al meetup che fa capo al consigliere regionale Gianluca Bozzetti e che ha indicato come candidato Stefano Alparone, ex attivista del no al carbone.

La realtà della scena politico-elettorale a Brindisi è questa. Ed è tale che anche i CoR, Conservatori e Riformisti, che in Consiglio erano fermi oppositori di Consales, abbiano deciso di aderire alla richiesta di primarie, accanto agli ex del sindaco: "E' una coalizione di ampio respiro che si riconosce nelle primarie e in quel principio di democrazia che consente ai cittadini di Brindisi di scegliere il proprio sindaco senza interferenze esterne”  sostiene Italo Guadalupi, coordinatore cittadino dei Conservatori e Riformisti.Cosa farà Massimiliano Oggiano che ha scritto fiumi di inchiostro per contestare le scelte adottate dall'Amministrazione di centrosinistra?

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