Barocco festival: musiche e feste di corte ai tempi di Leonardo da Vinci

«Leonardo|odranoel» chiude la programmazione “estiva” della XXII edizione del «Barocco Festival Leonardo Leo» laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, sabato 7 settembre alle ore 21. L’«Ensemble Concentus» e la compagnia di danze storiche «Tempus Saltandi» ricreano la gioiosa atmosfera della musica, dei canti e dei balli di festa al tempo di Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla morte del genio che anticipò il futuro: nel programma musicale brani di vari autori dell’epoca e letture da fonti rinascimentali tra cui «Le vite» di Giorgio Vasari e il «Codice Gaddiano» sull’esperienza di Leonardo, nell’idea di far rivivere l’ambiente culturale e umano, la bellezza, gli sfarzi e lo splendore delle corti rinascimentali. 

Il concerto teatrale ci riporta infatti nelle atmosfere della festa rinascimentale attraverso il canto, la musica con strumenti originali e le danze in splendidi costumi fedelmente riprodotti attraverso lo studio dell’iconografia dell’epoca trattata. Musica e strumenti musicali rappresentano, nel periodo rinascimentale, simboli dotati di un proprio valore, non semplici suoni e oggetti, ma “segni” che indicano convenzioni e ambienti sociali. Il contesto naturale è la “festa”: tornei, banchetti, mascherate, danze in costume e anche sacre rappresentazioni. Il concerto dell’ensemble compie un viaggio spensierato attorno a quella musica: nella corte, con arie e balli nobili, e nei cortili, con le musiche delle allegre e movimentate feste popolari. 

Ma le feste a corte erano anzitutto un momento di protagonismo dei nobili, che rivaleggiavano tra di loro nella grazia dei gesti e nell’agilità, sfoggiando abiti sontuosi, di impareggiabile eleganza. In quel contesto, il maestro di danza diventa una figura di riferimento per tutti gli spettacoli e le celebrazioni di corte. Giovanni Ambrosio, danzatore e coreografo del XV secolo, definiva la danza «un’arte che dona graziosa presenza, begli atteggiamenti, nobile portamento, soave andatura, movimenti sciolti e leggeri: il ballo è il nemico di ogni goffaggine». In quanto arte “piacevole e vantaggiosa”, la compagnia «Tempus Saltandi» ne ripropone lo spirito del tempo recuperando le memorie conservate nei manuali coreutici. Gli abiti indossati sono realizzati secondo le fogge della moda del tempo e le danze rigorosamente tratte dai testi dei maestri rinascimentali.

Era prassi diffusa anche accostare la danza al canto, così come coreografare balletti su melodie, talvolta di origine popolare o esotica: l’«Ensemble Concentus» fa rivivere l’ambiente curioso e divertente delle corti rinascimentali, ricreando un clima festoso, tipico di quella nobiltà che amava sollazzarsi con giochi amorosi, balli e scherzi, brindando a Bacco e Venere. Leonardo da Vinci, il genio del Rinascimento che non ha avuto eguali nella storia, fu anche musicista di rara abilità, uomo di spettacolo e un eccellente organizzatore di eventi. E ancora suonatore di lira, inventore di strumenti musicali e ricercatore nel campo dell’acustica. Non solo pittore, scultore e uomo di scienza. Come spesso accadeva all’epoca, le improvvisazioni musicali non venivano poi scritte, pertanto della musica di Leonardo non è pervenuto quasi nulla tranne alcuni suoi rebus conservati nella «Collezione Windsor», nei quali Leonardo utilizza la notazione musicale combinandola con sillabe o parole in modo da formare frasi sfruttando i nomi delle note. 

Alcuni studiosi ritengono che ci siano codici musicali nella grammatica compositiva de «L’uomo Vitruviano» e alcuni musicisti ne hanno tentato la lettura e ricostruzione. Se di Leonardo è facile immaginare la bellezza della musica, altrettanto non è difficile ricostruire il gusto musicale del suo tempo attraverso i compositori che operarono nelle città e nelle corti nelle quali visse o con i quali ebbe contatti: Firenze, Milano, Mantova, Roma e, infine, la Corte del Re di Francia, ultima sua dimora.

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