Marocchinate: quando la memoria diventa storia al Kopò

BRINDISI - Il Teatro Kopó presenta, in prima assoluta a Brindisi, lo spettacolo Marocchinate di Simone Cristicchi e Ariele Vincenti, con Ariele Vincenti, per la regia di Nicola Pistoia, in scena sabato 2 febbraio alle 21:00 e domenica 3 alle ore 18:00.

Correva l’anno 1944, quando ebbe luogo lo sfondamento della linea di Montecassino da parte delle truppe alleate. Siamo dentro gli eventi della Grande Storia, nel momento in cui la seconda Guerra Mondiale volge all’epilogo e con essa la follia nazifascista. Mentre cade l’ultimo baluardo tedesco in Italia, mentre si festeggia la sconfitta dell’oppressore, si consuma una tragedia nella tragedia, una serie di avvenimenti ancora poco conosciuti e poco raccontati.

Questa pièce di eccezionale valore storico-culturale ci porta nei giorni segnati dalle terribili violenze perpetrate dai soldati marocchini, che coadiuvarono gli Alleati durante le operazioni militari nel basso Lazio. Gli abitanti della Ciociaria aspettavano ji salvatori. Arrivarono invece ji diavoli. Il lavoro scrupoloso di Cristicchi e Vincenti porta alla luce la verità di quelle 50 ore in cui i vertici militari concessero ai soldati la licenza di compiere razzie di cibo, di vino, di animali da allevamento, e di donne. La voce narrante è quella di un pastore locale, un racconto che sembra provenire dalle viscere della cultura contadina, costellata di privazioni e di sacrifici.

La vita del protagonista, di sua moglie, della loro famiglia e dell’intera comunità viene sconvolta dall’arrivo delle truppe Marocchine e dall’efferatezza del loro comportamento. Sono migliaia le donne stuprate e uccise nella primavera del ’44. Saranno ricordate appunto come le Marocchinate. Lo spettacolo vuole dunque ricordare le vittime di quelle violenze. Donne vinte, per così dire, nella ubriacatura della Liberazione. L’obiettivo è quello di rendere le loro parole le nostre parole, entrando a far parte di diritto del racconto della nostra storia.

Marocchinate riscuote da diversi anni un grande successo di pubblica e di critica. Come accade alla migliore tradizione italiana di teatro civile, che combina impareggiabile perizia artistica e impegno politico, questo spettacolo continua a far parlare di sé, suscitando riflessioni ed appassionate prese di posizione. L’opera di riscoperta di una pagina ‘circoscritta’ dentro il racconto della grande Storia rappresenta un elemento di immenso valore conoscitivo, poiché arricchisce le categorie, i giudizi (ed anche i pregiudizi), la vasta messe di “certezze acquisite e rassicuranti” alla quale siamo pronti a fare ricorso.

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