Dieci concerti nel fascinoso scenario della villa Il Minareto

Il festival "Bari in jazz" approda alla Selva di Fasano: tutto il programma. Gli appuntamenti dal 7 al 20 agosto. Biglietti online da 11,50 euro

FASANO - Dal 7 al 20 agosto il festival “Bari in Jazz” si sposta con numerosi appuntamenti alla Selva di Fasano, nello scenario affascinante della villa Il Minareto (costruita da Damaso Bianchi ispirandosi all’archittettura islamica), con affaccio sulla valle d’Itria, un villaggio musicale immerso nel verde, un jazz club a cielo aperto in cui ascoltare musica, stare insieme e rilassarsi al fresco, con l'orizzonte della Valle d'Itria e una scenografia magica. Il Comune di Fasano ha reso noto il programma dei concerti. L’edizione 2019 del festival è realizzata con il sostegno di Unione Europea, MiBAC, Regione Puglia, e dei Comuni di Bari, Acquaviva, Alberobello, Conversano, Fasano, Giovinazzo, Gravina, Monopoli, Polignano, Sammichele. Inizio spettacoli alle ore 21. Il programma (biglietti online da 11,50 euro su Ticketone.it).

7/8 Kekko Fornarelli, Gregory Hutchinson, Giorgio Distante in "Land-Scapes"

Uscire fuori dagli schemi è ormai il marchio di fabbrica della produzione dell'eclettico musicista e produttore pugliese Kekko Fornarelli, pioniere di una nuova forma di "Jazz Crossover" che negli ultimi anni lo ha portato alla ribalta in tutto il mondo. Vero curioso ed amante della musica a 360 gradi, torna al Bari in Jazz 2019 con una nuova premiére, Land-Scapes, affiancato da altri due straordinari musicisti: Gregory Hutchinson, "Hutch", iconico batterista New Yorkese già sideman di gran parte degli dei dell'olimpo del jazz statunitense, e Giorgio Distante, puro talento musicale e genio nostrano, inventore di un nuovo strumento unico al mondo, l'HY-E.T. (Hybrid Electroacoustic Trumpet). Una miscela unica, nuova, dove caldi paesaggi e tessuti armonici mediterranei si fonderanno al soffio dei venti del nord, dove l'ancestrale ritmo tribale si mescolerà con le ritmiche urbane più moderne, dove l'acustico e l'elettronica si scontreranno per creare un unico, armonico, paesaggio sonoro.

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8/8 CousCousMusic in "Viaggio tra suoni e profumi del Mediterraneo"

Couscousmusic è il risultato di una ricerca fatta di suoni e ingredienti lontani che, nota dopo nota, si avvicinano per comporre un piatto dedito al nutrimento non soltanto fisico. Profumi profughi che dialogano prendendo corpo, come il genio della lampada, dallo strofino. Momenti di musiche migranti, inserti di improvvisazione e cucina che monta, ispirata all’area di provenienza dei brani. Cinque sensi all’opera, l’essenziale. In scena, un tavolo con ciotole e ciotoline berbere con le raselhanut, cannella, chiodi di garofano, cumino, coriandolo, noce moscata, semi di finocchio greco, paprika dolce e verdure grigliate.

La pioggia di semola dorata si posa in una grande coppa. Le verdure saltano in padella, i ceci si trasformano in crema e il semolino pian piano si grana prendendo forma in couscous magrebino. Viene offerto a chi ascolta, annusa e partecipa. Tutti insieme per una condivisione sensoriale. Giovannangelo è innanzitutto un musicista, specializzato in musica medievale. Per amore della musica viaggia in tutta Europa e nel mondo, scoprendo la ricchezza delle culture, assimilando i suoni, le voci, i gusti: da quelli celtici a quelli antichi spagnoli fino a quelli magrebini. Lo spettatore è rapito e affascinato da questi suoni inconsueti, suggestivi e dal profumo delle preparazioni culinarie godute dall’attesa, prima dagli occhi e poi dal palato.

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9/8 Vitor Araújo

Dopo essersi presentato al pubblico all’età di 18 anni come pianista e interprete non convenzionale della musica classica brasiliana con “TOC” e con il suo debutto come compositore e primo album in studio “A/B”, Vitor allarga radicalmente i suoi orizzonti artistici con il doppio album “Levaguiã Terê”. Il disco si presenta come uno studio del “brasiliano” dal punto di vista culturale ed estetico. Vitor esplora i paesaggi sonori del Brasile attraverso grandi orchestrazioni, cariche di sessioni ritmiche, delicati arrangiamenti vocali, rumori diversi e rodata conoscenza del suono. Un lavoro complesso e ambizioso, ma pienamente giustificato dal suo obiettivo finale: quello di presentare, attraverso la musica, il Brasile del XXI secolo, con le sue tradizioni storiche, il suo folklore, le sue radici, ma anche con il suo posto importante nell’universo delle informazioni su scala globale. Facendo il suo debutto come compositore/arrangiatore per una grande orchestra, Vitor elabora un linguaggio sinfonico che, pur nutrendosi dalle infinite fonti della tradizione ereditata da Villa-Lobos e Tom Jobim, porta anche informazioni sonore, colore e sfumature della musica di avanguardia del XX secolo, sia quelle delle scuole erudite come l’elettro-acustica e il minimalismo, che quelle della musica popolare (artisti alternativi/sperimentali degli ultimi anni e l’elettronica anti-pop). Oltre ai più di 30 musicisti dell’orchestra, il disco conta della collaborazioni di diversi artisti, provenienti da band come Cordel do Fogo Encantado, Abayomy Afrobeat Orchestra, Ventre, Rua e Baleia.

10/8 Farlibe Duo - Giovanna Carone, Mirko Signorile feat. Daniele Sepe

Il duo composto da Giovanna Carone e Mirko Signorile nasce dal caso, lui jazzista, lei cantante barocca, si incontrano su un terreno altro, quello della canzone d’autore in lingua yiddish, ed in questo territorio straniero trovano una poetica ed un suono comune. Il live è il loro luogo d’elezione, la musica yiddish è rivisitata in modo originale, non filologico. I temperamenti solari, mediterranei e meditativi dei due dipingono di colori nuovi le musiche della straordinaria tradizione Ashkenazita e si divertono attraverso musiche e testi originali ad inventare una nuova canzone d’autore in lingua Yiddish. Al loro attivo due cd: Betàm Soul e Far Libe. Due musicisti profondamente diversi per formazione e carattere che in questo percorso di riscoperta musicale hanno rivelato un’incredibile affinità artistica e poetica, in uno stile che va oltre il pop, il classico, il jazz e l’etnico.

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13/8 Faraj Suleiman

Faraj Suleiman (1984) compositore e pianista. Ha studiato composizione musicale sotto la direzione del Maestro Arik Shapira e suona per lo più composizioni originali, che sono fortemente influenzate dalla musica araba e dai ritmi orientali. E’ anche influenzato dalle tradizioni del tango e del jazz.

14/8 Nicola Conte & Spiritual Galaxy "New Africa feat. Kareyce Fotso"

“New Africa” è un progetto speciale realizzato per il festival Bari in Jazz. In dimensione tribale/futurista, echi della tradizione musicale legate alla cultura dell'Africa Occidentale e Centrale si reinventano in chiave contemporanea, fondendo jazz ed elettronica, 70's afro funk e canzone di protesta. Elementi tratti dal repertorio della cantante e songwriter Kareyce Fotso si rigenerano nel sound del collettivo Spiritual Galaxy, mentre le atmosfere dell'album “Let Your Light Shine On” della Spiritual Galaxy si vestono di nuovi colori attraverso la voce ed il feeling di Kareyce. In questa versione di Spiritual Galaxy, oltre a Nicola Conte, saranno protagonisti l'arrangiatrice, cantante e pianista Carolina Bubbico, il bassista Luca Alemanno, il vibrafonista Simon Moullier, il batterista Dario Congedo ed il percussionista Simone Padovani.

16/8 Progetto Yaraka Ensemble

Yarákä (musica brasiliana contaminata) nasce nel 2015 dall'idea del chitarrista Gianni Sciambarruto, di voler realizzare un processo di ricerca atto a trovare un punto di incontro tra le culture musicali del mondo, dalle atmosfere tropicali amazzoniche fino alle sonorità mediterranee amalgamate dai ritmi di origine africana. Seppur giovane, il progetto ha avuto modo di esibirsi in numerose realtà locali e non, riscuotendo ottime critiche, soprattutto per l'originalità e la qualità musicale proposta e nel 2018 è uscito il loro primo disco autoprodotto dal titolo "Invocaçao", distribuito in digitale da "Love University Records".

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18/8 Aziza Brahim

Con profonda passione e grazia, la musica di Aziza Brahim percorre abilmente la distanza tra le sue radici del Sahara Occidentale e Barcellona, dove ora vive. Aziza è al tempo stesso poetessa dal suono contemporaneo e ed eloquente portavoce di rilievo del popolo Saharawi e della sua incessante lotta per il riconoscimento e la giustizia. Nata e cresciuta nei campi profughi del Saharawi lungo la frontiera tra l'Algeria e il Sahara occidentale, si è trasferita in Spagna nel 2000. Qui ha fondato l'eclettica band saharawi/spagnola Gulili Mankoo con la quale ha pubblicato due dischi autoprodotti: l'EP "Mi Canto" (2008) e un album "Mabruk" (2012) entrambi per Reaktion, un'etichetta francese specializzata in musica sahariana. Negli ultimi anni Aziza si è esibito in importanti festival e locali tra cui WOMAD Cáceres (2012) e Queen Elizabeth Hall di Londra (2009).

Il nuovo album di Aziza “Soutak” ("Your Voice"), suo debutto per l'etichetta Glitterbeat, è la prima registrazione che si focalizza prevalentemente sulla cadenza della sua voce maestosa e sulla critica appassionata dei suoi testi. Il gruppo che ha scelto e selezionato per l'album è composto dagli spagnoli Nico Roca (percussioni) & Guillem Aguilar (basso), Malian Kalilou Sangare (chitarra acustica principale), Badra Abdallahe (voce di accompagnamento), e oltre a cantare, Aziza contribuisce con la chitarra ritmica acustica e il tabal, il tradizionale tamburo a mano dei Saharawi. La musica in “Soutak” è una miscela potente e sfumata di culture musicali e presenta motivi maliani, spagnoli, cubani e anglo-europei contemporanei, il tutto tenuto insieme dalla profonda e radicata conoscenza della canzone e del suono tradizionale Saharawi da parte di Aziza. Con “Soutak” Aziza Brahim ha dato vita ad un potente volo verso la libertà; un mondo alternativo dove la speranza è imminente e la danza è giustificata.

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19/8 Redi Hasa feat. Michel Godard

Redi Hasa è il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Predilige, fin da ragazzo, l’ibridazione tra generi musicali differenti, fondendo in particolare il rigore della formazione classica con l’immediatezza delle tradizioni popolari e sviluppando un approccio al suono liquido e meticcio, che lo caratterizza negli anni. Già pilastro della Bandadriatica, ora stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi costruisce sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione. Nel corso di un carriera ventennale ha suonato tra gli altri con l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico: musica diversa per provenienza, generi, ispirazioni da cui Hasa ama lasciarsi contaminare. Attualmente in tour come solista dell’ensemble del pianista Ludovico Einaudi, compare anche nell’ultimo disco di Robert Plant “Carry Fire”.

Michel Godard è un musicista e compositore francese, suonatore di tuba e di serpentone. È uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l'unico solista di serpentone. Questo strumento non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Godard, con il suo enorme talento tecnico, vi esegue un repertorio che va dalla musica del XVI secolo al jazz ed alla musica improvvisata. Come solista di musica classica, ha suonato e registrato con l'Orchestre Philharmonique de Radio France, con l'Orchestre National de France, con l'ensemble Musique Vivante, con l'Ensemble La Fenice di Parigi, con XVIII-21 Musique des lumières, con l'Ensemble Jacques Moderne. Nell'ambito del jazz, ha suonato, con Rabih Abou-Khalil, Christof Lauer, Luciano Biondini, Linda Bsiri, Michel Portal, Louis Sclavis, Henry Texier, Enrico Rava, Michael Riessler, Kenny Wheeler, Ray Anderson, Sylvie Courvoisier, Klaus König, Simon Nabatov, Wolfgang Puschnig, Linda Sharrock, Misha Mengelberg, Maria Pia De Vito, Willem Breuker, Herbert Joos, Dave Bargeron, Steve Swallow, Roberto Martinelli. Come compositore, ha scritto brani per Radio France, per la Südwestrundfunk e per il Ministero della Cultura francese.

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20/8 The Dinner Party [Progetto speciale]

The Dinner Party è il nome di un trio di libera improvvisazione attivo negli ultimi anni sulla scena jazz londinese e europea, composto dal pianista anglo-russo Vladimir Miller (Moscow Composers Orchestra), dal contrabbassista italiano Pierpaolo Martino, fondatore di ensemble avant-jazz quali Mondegreen, Howl e Machine3, e dal sassofonista inglese Adrian Northover, noto in quanto membro di The Remote Viewers e della London Improvisers Orchestra. A differenza di molti ensemble di ‘improv’ il trio predilige un approccio melodico e meditativo all’improvvisazione in cui il silenzio, i sussurri e la specifica grana di ciascun strumento assumono una rilevanza assoluta. In questo senso, le composizioni istantanee dei Dinner Party diventano spazi dialogici in cui voci dal background culturale molto diverso si interrogano a vicenda, stabilendo un affasciante dialogo con il passato, in grado di eccedere i confini della musica stessa. Lo sperimentalismo letterario di Virginia Woolf, il patrimonio folk russo (e inglese), il cinema e la poesia di Pasolini diventano affascinanti risorse in grado di nutrire uno spazio sonoro ossia un “party” conversativo in grado di ridefinirsi di continuo.

Informazioni utili: Per chi raggiunge la Selva di Fasano in automobile si consiglia parcheggio in zona retrostante la Casina Municipale (Viale del Leccio) oppure parcheggio in zona retrostante la Chiesa Maria SS. Addolorata - Trullo del Signore (Viale dei Castagni), e successivamente di proseguire a piedi verso Villa Damaso Bianchi - Il Minareto seguendo Viale Toledo - Tel +39 080 8090139 - info@bariinjazz.it - ufficiostampa@bariinjazz.it

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