La sfida di Domenico il poliziotto: "Sindaco di strada, userò studio e sensibilità"

La sfida è tutta qui: un sindaco di strada, per il recupero dell'identità perduta di una cittadina di ventimila abitanti. Sembra poco, invece è tanto perché alle spalle della campagna elettorale amministrativa del prossimo maggio c'è un ventennio di amministrazioni di centrodestra che non sono riuscite a tenere a galla una comunità

La conferenza stampa di Domenico Conte

SAN VITO DEI NORMANNI – La sfida è tutta qui: un sindaco di strada, per il recupero dell’identità perduta di una cittadina di ventimila abitanti. Sembra poco, invece è tanto perché alle spalle della campagna elettorale amministrativa del prossimo maggio c’è un ventennio di amministrazioni di centrodestra che non sono riuscite a tenere a galla una comunità che ha guidato per anni la classifica delle innovazioni amministrative, per poi scivolare sino al ruolo di Cenerentola della provincia di Brindisi. Lo dice il poliziotto Domenico Conte, che accettando la proposta di candidatura che gli era stata avanzata dal Partito democratico di San Vito dei Normanni, lascia i suoi incarichi nella Squadra mobile della questura di Brindisi e la direzione del sindacato Siulp, per andare a cercarsi autentiche grane alla guida di una realtà che ha urgente bisogno di svolte.

Domenico Conte durante la conferenza stampa-2Il primo problema da sciogliere è quello delle alleanze. Conte lo ha detto chiaramente e in apertura della sua presentazione ufficiale questa mattina nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito. Ha accettato la candidatura per essere il candidato del centrosinistra, della società civile che si è organizzata in movimenti autonomi, e considera questi e Sel i suoi interlocutori privilegiati con pari dignità, a partire dalla formulazione del programma. Il candidato Domenico Conte ha già alcune idee precise sulle cose da fare, ma non ha risposto oggi alle domande dei giornalisti su questo punto: “Parlerò del programma non un secondo prima che esso sia stato approvato da tutti coloro con i quali ho già avviato un dialogo”. Un segnale di correttezza politica piuttosto chiaro.

Conte ha comprato un paio di scarpe che ha deciso di consumare in questa lunga campagna elettorale amministrativa. Saranno il simbolo del candidato che comincerà a fare pratica di sindaco di strada proprio nei mesi che precedono il voto. “Io la strada la conosco bene – dice il sostituto commissario Domenico Conte – perché sono stato sempre un poliziotto di strada malgrado gli incarichi. E in 34 anni di lavoro ho imparato a conoscerla bene, la strada, e ho affinato sensibilità particolari”. Quindi le scarpe nuove di Conte saranno consumate per raggiungere le famiglie, le case, le situazioni, la gente ovunque essa vive e lavora a San Vito dei Normanni.

Il programma lui lo vuole fare anche così, “raccogliendo le richieste, le proposte e i bisogni da trasformare in progetti”, assieme ai partner di Sel e dei movimenti civici prodotto della storia politica di San Vito e nati per cambiarla”. Conte parla di “mettere insieme sensibilità e idee” per fermare la deriva della comunità sanvitese: “San Vito era visto come un paese evoluto, anni fa, dagli occhi dei cittadini di altri centri della provincia lontani da economie come quelle prodotte, ad esempio, dalla presenza della base americana. Oggi è decaduto a Cenerentola di questa provincia, mentre attraverso le capacità dei suoi cittadini emigrati altrove, piccoli pezzi di San Vito sono cresciuti dove essi vivono, lavorano e si fanno onore”.

Domenico Conte spiega di aver deciso di accettare la candidatura in dieci giorni, e nello stesso tempo “ho cancellato- dice - 34 anni della mia vita in cui ho sempre tenuto insieme la parte professionale all’attenzione sociale. Lo spirito di servizio appartiene al mio Dna: per questo ho accolto la richiesta che mi è stata fatta di mettermi al servizio della mia città, e ringrazio la mia famiglia, anche quella allargata, che mi ha sostenuto nella decisione”. Una scelta “che ha coinvolto anche i miei colleghi, voglio dirlo apertamente. Compagni di 25 anni di vita operativa, persone con le quali ho trascorso più tempo che con mia moglie e i miei figli, che io ho colto di sorpresa mettendoli di fronte ad un repentino cambiamento”.

Poi il candidato sindaco Conte parla dei problemi più acuti, il peso della fiscalità locale, la marginalità di alcune fasce sociali che apre le porte al rischio dell’illegalità, e spiega il suo metodo di lavoro: in municipio dalla mattina alla sera come è abituato a fare svolgendo il suo lavoro di poliziotto. E disillude chi vorrebbe puntare sulla sua inesperienza amministrativa per attaccarlo in campagna elettorale: “Leggerò tutto, perché sono abituato a farlo come investigatore, ma sono anche abituato a confrontare ciò che leggo con ciò che percepisco. E sono abituato a ponderare bene perché ho avuto a che fare col il problema della libertà delle persone, che non è una questione di numeri, di tasse, di accordi politici”.

La conferenza stampa di Domenico Conte-2“Mi sono sempre interrogato cento volte prima di prendere una decisione che coinvolgeva la vita degli individui, perciò io farò il sindaco garantendo la mia presenza costante, parlando con i cittadini, verificando, studiando a fondo i problemi”. Ma Domenico Conte ha piena autonomia per riunificare il centrosinistra a San Vito per vincere? Il Pd gli ha lasciato carta bianca? “Attorno al mio nome c’è coesione e apprezzamento da parte delle altre forze di sinistra – dice il candidato sindaco – e ho piena autonomia per costruire questo schieramento. Il Pd per questo, con una vivace e positiva discussione, ha deciso che altri percorsi devono essere abbandonati per ragionare su una strada nuova e per unire il centrosinistra”.

Ci sarà anche una lista del sindaco, fatta “di persone belle e solari, perché i cittadini devono percepire la nostra diversità”. Conte, sempre rispondendo alle domande dei giornalisti, parla dei giovani, di unione tra Comuni, dei problemi dell’ambiente e del disastroso impatto delle discariche di Autigno e Formica che anche se ricadono in territorio di Brindisi in realtà sono a cinque chilometri dall’abitato di San Vito, e ne hanno avvelenato le falde. E parla del volto che deve avere un’amministrazione guidata da lui (un terreno molto delicato, su cui il rapporto Comune – cittadini in questi anni si è molto deteriorato).

“Sono intanto convinto che un primo passo importante per migliorare questo rapporto sta nell’accoglienza e nell’ascolto delle persone da parte degli uffici comunali. L’effetto già è diverso. A San Vito l’amministrazione comunale, e la sua struttura tecnica si sono barricate dietro le scrivanie, un ostacolo virtuale e materiale, una barriera tra essa e il cittadino. Io questo non lo consentirò. La soluzione è questa: spirito di servizio, e vi garantisco che si tratta di un problema generale della pubblica amministrazione”.

Sorrisi e strette di mano dopo la conferenza stampa: sono quasi tutti giovani i presenti, c’è la moglie alla quale Domenico Conte chiede un parere su come ha condotto questa presentazione e ne riceve un abbraccio. Il clima è buono e promette entusiasmo per i prossimi mesi: ciò che mancava da tanto alla sinistra a San Vito dei Normanni.

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