Aeroporti: "Conta il Sistema Puglia"

BRINDISI – Non c’è alcun accordo tra Cityline Swiss, piccola compagnia che al momento possiede solo turboelica da 17 posti e da 33 posti, stando al sito web della stessa società, per avviare voli civili regolari tra l’aeroporto Arlotta di Grottaglie, Roma Fiumicino, Palermo, Catania e Timisoara in Romania.

La pista dell'aeroporto di Grottaglie

BRINDISI – Non c’è alcun accordo tra Cityline Swiss, piccola compagnia che al momento possiede solo turboelica da 17 posti e da 33 posti, stando al sito web della stessa società, per avviare voli civili regolari tra l’aeroporto Arlotta di Grottaglie, Roma Fiumicino, Palermo, Catania e Timisoara in Romania, secondo un piano presentato all’azienda pubblica che gestisce gli aeroporti di Bari e Brindisi, nazionali, e quelli regionali di Foggia (il Gino Lisa) e lo stesso scalo di Grottaglie. Lo ha confermato ieri l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno, a BrindisiReport.it, dopo le notizie pubblicate da quotidiani tarantino e dal Corriere del Mezzogiorno.

Tutto dovrà ancora essere valutato per stabilire se il progetto può essere autorizzato. Cityline Swiss, che pare abbia previsto nel piano di collegamenti l’utilizzo di turboelica Atr 72-200, dovrà anche dimostrare ovviamente di avere a disposizione effettivamente questi aeromobili, e sottostare a tutte le condizioni previste dall’Enac, oltre che da Aeroporti di Puglia, il cui socio di riferimento è la Regione. Insomma, è molto presto per accapigliarsi sul danno collaterale che l’avvio di voli civili dall’Arlotta (dopo molti anni ed esperienze fallimentari) possano danneggiare il traffico di Brindisi o Bari.

Ma parte la politica, soprattutto quella tarantina, è già sulla linea del fuoco (di paglia), e dimostra di non avere ancora la capacità di guardare le cose dal punto di vista di un sistema regionale, e non provinciale. Peraltro, come già spiegato in un nostro articolo precedente, il ripescaggio dell’Arlotta nel piano degli aeroporti nazionali che il ministro Maurizio Lupi propone di portare a 36, considerando però i vari livelli di importanza sul piano italiano e internazionale, avviene come scalo cargo pur prevedendo la possibilità di voli civili per i quali detiene i requisiti. Ciò perché il mercato del trasporto aereo non impedisce ad una compagnia di scalare Grottaglie se lo desidera, sottostando però agli oneri relativi.

Un fatto è certo: la Regione Puglia ha già fatto le proprie scelte in base alla classificazione Enac ed alla programmazione delle risorse, riuscendo ad incassare bene i colpi della crisi internazionale del trasporto passeggeri. Per cambiare strategie occorrerebbe una compagnia disposta ad un grosso investimento per i voli civili sull’Arlotta, ma si sa che nel mercato attuale del trasporto aereo è già molto complicata la battaglia per gli scali maggiori e molto più attrezzati di Bari e Brindisi.

Ciò malgrado, domenica il centrodestra brindisino ha lanciato l’allarme parlando nel suo comunicato di un accordo già esistente tra Cityline Swiss e Aeroporti di Puglia (smentito da Acierno), ed oggi dopo Mauro D’Attis interviene, per portare la questione su un altro binario, il sindaco Mimmo Consales: “L’apertura al traffico civile dell’aeroporto di Grottaglie costituirebbe un grave danno per l’aeroporto del Salento di Brindisi, ma soprattutto andrebbe in controtendenza rispetto alle più volte manifestate intenzioni di puntare su Bari e Brindisi per il traffico passeggeri, optando su Grottaglie per un ruolo di primo piano per le merci”, dichiara infatti Consales.

Ma c’è una differenza, nel ragionamento di Consales rispetto a quello di D’Attis, pur annunciando un incontro dei capigruppo per chiedere al’amministratore unico di Aeroporti di Puglia chiarimenti sul caso. “Comprendo perfettamente le intenzioni di alcuni amministratori tarantini, ma penso che sia giunto il momento di superare mere logiche campanilistiche che non vanno nella direzione della crescita effettiva di un ‘Sistema Puglia’ – dice infatti Consales. Il discorso è valido per i porti così come per gli aeroporti ed è giusto che ogni scalo sviluppi le sue vocazioni”.

“In questa ottica l’Aeroporto di Brindisi può rappresentare sempre di più il punto di riferimento per i passeggeri provenienti da tutto il Salento, tanto più perché si stanno realizzando investimenti finalizzati a migliorare i sistemi per raggiungere comodamente lo scalo brindisino anche dalle province di Lecce e di Taranto. Mi auguro che questa linea – conclude Consales – venga sostenuta con decisione anche dalla Regione Puglia che è ben consapevole del rischio determinato da un’eventuale frammentazione degli investimenti finalizzati al potenziamento dei voli destinati ai passeggeri”.

 

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