Caso Consales, Brigante chiede le dimissioni

BRINDISI - Tre ore di colloquio tra consiglieri, assessori e segretari del Pd, ma alla fine il partito decidere di prendersi un'altra giornata di attesa. Giovanni Brigante invece ha già deciso: «Dimissioni e ritorno alle urne». Ma Consales è fermo: «Mi dimetto solo se me lo chiede la maggioranza».

Mimmo Consales e Giovanni Brigante

BRINDISI – È durato più di tre ore l’incontro tra il segretario provinciale del Pd Maurizio Bruno, quello cittadino Antonio Elefante, i sei consiglieri e i due assessori comunali del partito per discutere dell’ultima inchiesta che coinvolge il sindaco Mimmo Consales.

Pochi i commenti dei partecipanti al termine del vertice. Per le posizioni ufficiali bisognerà attendere domattina. Di certo si sa solo che Elefante ha chiesto ad ognuno dei presenti di fare una riflessione a voce alta su quanto accaduto nelle ultime ore ma anche in questo primo anno e mezzo di legislatura.

Il segretario cittadino si limita ad una dichiarazione brevissima: «Ho avuto certezze, mi sono tolto qualche dubbio ma qualche altro dubbio è sorto».

Nel pomeriggio il sindaco Mimmo Consales ha chiarito ulteriormente la sua posizione: «Mi dimetterò solo se me lo chiederà la maggioranza, oppure se capirò di aver commesso un reato gravissimo. Io avevo solo iniziato a pagare delle tasse». Quanto ai “giustizialisti del centrosinistra”, il primo cittadino ricorda che «appena tre giorni fa il Pd ha espresso la piena e totale solidarietà al governatore Nichi Vendola per una vicenda che mi sembra ben più grave di questa».

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Con quanti hanno una posizione fortemente critica si schiera l’associazione “Sviluppo e Lavoro”, che chiede le dimissioni del sindaco e il ritorno alle urne: «Interpretando il disagio e lo smarrimento della popolazione brindisina per l’ennesima indagine giudiziaria che ha coinvolto il vertice dell’amministrazione cittadina, auspichiamo che la magistratura concluda l’inchiesta in tempi rapidi. Riteniamo però opportuno che il consiglio comunale venga convocato con urgenza per dibattere pubblicamente su quanto avvenuto e valutare se esistano ancora le condizioni per proseguire questa esperienza amministrativa». Il documento firmato dalla responsabile cittadina Claudia Zezza e dal consigliere regionale (e comunale) Giovanni Brigante, si conclude così: «Ci rivolgiamo al Pd, partito di maggioranza relativa che ha espresso il primo cittadino, perché favorisca un confronto franco e leale tra le forze politiche presenti in consiglio per costruire una maggioranza politica, attraverso una nuova consultazione elettorale in grado di garantire la governabilità nella trasparenza e nella legalità, condizioni di cui la città ha assoluto bisogno, oggi più che mai».

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