Da Genova una lezione per Brindisi

Il centrosinistra brindisino inclusa Sel, ha dimostrato ampiamente di aver dimenticato le lezioni di Milano e Napoli, considerandoli fenomeni eccezionali e non ripetibili. Arriva da Genova la seconda lezione al Pd, ma anche a Sinistra Ecologia e Libertà, i cui dirigenti locali non potranno certo fare riferimento in campagna elettorale al caso del capoluogo ligure visto che hanno operato in senso esattamente opposto. Alle primarie di ieri sera il popolo della sinistra genovese ha scelto Marco Doria come candidato sindaco per la prossima primavera. Il candidato indipendente, sostenuto da Sel, ha vinto con il 46% dei voti le primarie della coalizione, che hanno portato alle urne circa 25mila persone, 10mila in meno rispetto a 5 anni fa.

Marco Rossi

Il centrosinistra brindisino inclusa Sel, ha dimostrato ampiamente di aver dimenticato le lezioni di Milano e Napoli, considerandoli fenomeni eccezionali e non ripetibili. Arriva da Genova la seconda lezione al Pd, ma anche a Sinistra Ecologia e Libertà, i cui dirigenti locali non potranno certo fare riferimento in campagna elettorale al caso del capoluogo ligure visto che hanno operato in senso esattamente opposto. Alle primarie di ieri sera il popolo della sinistra genovese ha scelto Marco Doria come candidato sindaco per la prossima primavera. Il candidato indipendente, sostenuto da Sel, ha vinto con il 46% dei voti le primarie della coalizione, che hanno portato alle urne circa 25mila persone, 10mila in meno rispetto a 5 anni fa.

Battuta Marta Vincenzi (27.5%), il sindaco uscente al suo primo mandato, il grande sconfitto è il Pd, che non ha saputo evitare la divisione tra la stessa Vincenzi e la senatrice Roberta Pinotti (26.3%). E che ora dovrà vedersela con i dubbi degli alleati di Italia dei Valori e Udc, pronti a schierare loro candidati. Un vero e proprio tsunami politico, come lo definisce il Pdl, che non ha ancora scelto il suo candidato per la corsa a Palazzo Tursi ma che potrebbe trovare nuova linfa dal successo del “Pisapia genovese”. Un terremoto, come ammette lo stesso Pd, i cui vertici promettono ora una attenta autocritica interna.

Dopo Milano, anche a Genova si conferma dunque il successo di un candidato che non appartiene al primo partito del centrosinistra e che vuole dare un taglio al passato. “Considero l'impegno politico come un servizio alla comunità, non cerco potere o privilegi, ma solo una soluzione ai problemi della gente”, sono le prime parole pronunciate da Doria, 55 anni, docente alla facoltà di Economia dell'Università di Genova. Alle spalle un passato nel Pci e tre anni da consigliere comunale, all'inizio degli Anni Novanta. Poi più nulla, fino all'appello di un gruppo di intellettuali e al sostegno del prete di strada don Andrea Gallo che lo hanno spinto verso le primarie.

“Ha vinto un modo diverso di porgersi nei confronti dei cittadini, che hanno bisogno di una politica diversa”, sottolinea Doria, che non vuol sentire parlare di strategie di coalizione o di trattative per dare posti in giunta ai candidati sconfitti. “Sono logiche da politica vecchia - sostiene Doria - è il popolo del centrosinistra che deve continuare ad avere la parola”. Il Pd promette sostegno al candidato vincitore. “Non rimprovero niente a nessuno - commenta il sindaco uscente Marta Vincenzi - ma ora si deve aprire una riflessione sui programmi avanzati, visto che al momento ho solo sentito dire dei no”.

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