Dimissioni, Tanzarella ci ripensa

OSTUNI - "Tutti insieme, tenuto conto che la battaglia politica e amministrativa da condurre è assolutamente incompatibile con l'abbandono da parte di chiunque, chiediamo al sindaco di soprassedere dai propositi di dimissioni e di continuare a condurre tutta la maggioranza nella difesa della comunità e nel rinnovato e confermato impegno amministrativo al servizio dei cittadini". Un documento congiunto, a firma dell'intera Giunta comunale, dei consiglieri e dei rappresentanti delle forze politiche della maggioranza. (Pd, Partito socialista, Ostuni che lavora, Tanzarella per Ostuni, Progetto città, Liberal) fa cambiare idea al sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella, che ieri aveva annunciato le proprie dimissioni da primo cittadino in aperta protesta contro l'approvazione da parte della Regione Puglia del Piano di rientro bis, e nello specifico contro la prevista chiusura dell'Unità Materno infantile presso l'ospedale della Città bianca.

Nicola Quaranta 9 giugno 2012

OSTUNI - "Tutti insieme, tenuto conto che la battaglia politica e amministrativa da condurre è assolutamente incompatibile con l'abbandono da parte di chiunque, chiediamo al sindaco di soprassedere dai propositi di dimissioni e di continuare a condurre tutta la maggioranza nella difesa della comunità e nel rinnovato e confermato impegno amministrativo al servizio dei cittadini". Un documento congiunto, a firma dell'intera Giunta comunale, dei consiglieri e dei rappresentanti delle forze politiche della maggioranza. (Pd, Partito socialista, Ostuni che lavora, Tanzarella per Ostuni, Progetto città, Liberal) fa cambiare idea al sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella, che ieri aveva annunciato le proprie dimissioni da primo cittadino in aperta protesta contro l'approvazione da parte della Regione Puglia del Piano di rientro bis, e nello specifico contro la prevista chiusura dell'Unità Materno infantile presso l'ospedale della Città bianca.

Ha voluto misurare il polso della maggioranza il sindaco. Non c'è altra spiegazione. Fatto sta che in serata, al termine di un vertice a Palazzo di città, la conferma: dimissioni ritirate. "E' mia abitudine confrontarmi con i partiti ed i movimenti della maggioranza, prima di assumere importanti decisioni di natura politica e amministrativa. E qui oggi ci siamo tutti, tranne il consigliere comunale Sergio Montanaro. Ascolterò tutti poi ne trarrò le somme", si era limitato a precisare poco prima che avessero inizio i lavori della riunione di maggioranza. Finito l'incontro, il passo indietro è ufficiale: niente dimissioni. Ma la battaglia continua. "Chiediamo di coinvolgere nella battaglia a difesa della comunità della zona il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, i sindaci di Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, Cisternino, Ceglie Messapica, nonché i consiglieri regionali che già in Consiglio comunale si erano espressi in tale direzione, cioè di tutelare e salvaguardare l'ospedale civile".

Questo il documento ufficiale della maggioranza. E non è l'unico. Il Partito democratico, infatti, ne ha prodotto uno autonomo, per prendere le distanze dall'assessore regionale Pd, Fabiano Amati. Lo hanno firmato gli assessori comunali, il gruppo consiliare (assente soltanto Montanaro) ed i consiglieri provinciali Pd: "Ci dissociamo da quanto deliberato dalla Giunta Regionale in merito al piano di rientro ospedaliero. In particolare stigmatizziamo il comportamento degli assessori regionali del Pd che, disattendendo quanto stabilito in sede tecnica e politica, hanno operato seguendo solo istinti campanilistici e privi di qualunque criterio di natura tecnica, economica e scientifica. Il precedente piano di rientro ospedaliero prevedeva per l'ospedale di Ostuni circa 140 posti letto e per Fasano la chiusura".

Ed ancora: "L'ospedale di Ostuni ha tutti i presupposti per diventare realmente ospedale di secondo livello e quindi il tanto atteso ospedale nord; per quale arcano motivo infatti si sarebbero spesi circa 8 milioni di euro per ampliare l'ospedale di Ostuni, non certo per chiuderlo fra due o tre anni o addirittura per non completarlo mai, perché in entrambi i casi si sarebbero sperperate grosse somme di denaro pubblico e quindi sarebbe sacrosanta la denuncia alla Corte dei Conti e non solo.

Anche i più disattenti si rendono conto che lo scopo di alcuni assessori del Pd è quello di svuotare completamente di contenuti l'ospedale di Ostuni al fine di renderlo simile a quello di Fasano per poi, eventualmente, procedere alla chiusura di entrambi non appena l'obbligo sarà quello di chiusura di tutti gli ospedali al di sotto dei 120-130 posti letto. Un piano diabolico. Noi utilizzeremo tutti i mezzi legali e politici per sventarlo. "Già da ora dichiariamo la nostra indisponibilità ad accordi politici ad Ostuni ed in provincia con chi non persegue obiettivi di tutela di interessi generali della comunità amministrata con particolare riferimento alla tutela della salute".

E poi le conclusioni del Pd: "Il consigliere regionale Epifani ritira la fiducia all'amministrazione Vendola, il Sindaco di Ostuni Tanzarella minaccia di dimettersi per protesta, i sottoscritti dichiarano guerra politica ai propri partners di governo regionale ed in particolare ai propri rappresentanti di partito nella Giunta regionale. Tutti gli altri tacciono, eppure sono sempre in prima linea quando si tratta di fare proclami e passerella nel consiglio comunale di Ostuni, salvo poi tornare immediatamente ed in silenzio a proteggere il proprio orticello (vedi i consiglieri regionali di Francavilla Fontana). A quando la prossima apparizione ad Ostuni? Forse alla prossima campagna elettorale! Invitiamo tutti i cittadini ad una mobilitazione popolare da tenere direttamente sotto il palazzo della Regione Puglia".

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