La crisi al Comune si trasforma in barzelletta

BRINDISI - I centristi non sanno più come uscire dalla fase di stallo: troppi aspiranti assessori al loro interno. E qualcuno suggerisce perfino di lasciare la giunta così com'è. Dopo un mese, la crisi politica si trasforma da "necessità di un rilancio” in barzelletta.

Cosimo D'Angelo

BRINDISI – La crisi del “laboratorio” al Comune di Brindisi è aperta da un mese esatto, ma ancora oggi nessuno ha spiegato alla città per quale motivo è nata e soprattutto per fare cosa: dal rimpasto si è passati all’azzeramento, ora si parla di giunta tecnicao addirittura di un nulla di fatto. Volendo spiegare di che tipo di crisi si tratta, la parola più calzante sembra una sola: crisi-barzelletta.

Ieri infatti i centristi del gruppo Ferrarese, dopo aver chiesto l’azzeramento, e poi aver concesso a Consales di tenere in giunta l’assessore Lino Luperti, hanno dimostrato a tutta la maggioranza che il problema sono solo e soltanto loro, perché in Noi Centro c’è una tale abbondanza di aspiranti assessori che arrivare ad una scelta si sta rivelando molto complicato. Ecco perché i centristi avevano tentato di scaricare la crisi su Consales e sul Pd, partito che almeno per una volta si sta dimostrando solido e unito.

L’immobilismo di Noi Centro ieri ha fatto saltare i nervi anche ai due consiglieri di Brindisi di Tutti (Francesco Renna e Ferruccio Di Noi) e a Francesco Cannalire (Api) che pure potrebbe essere l'unico titolato a rivendicare un assessorato, dopo averlo perso per colpa di una indagine conclusasi con l'archiviazione.

La situazione tra i “Ferrarese boys” è questa: come già rivelato da BrindisiReport.it nelle scorse settimane, qualcuno vuole far fuori Enzo Ecclesie (troppo indipendente) e Raffaele Iaia (indagato), ma nessuno ha il coraggio di dirlo e soprattutto a volerli sostituire sono in tanti. Italo Licchello vuole entrare in giunta, e in caso contrario è pronto a dire addio ai compagni di movimento; Cosimo D’Angelo non si sente da meno; il segretario cittadino Roberto Rizzo ci fa un pensierino (magari da vicesindaco), qualcun altro vorrebbe una donna (Mina Piazzo o Angela Carluccio). È ovvio che in questa situazione è difficile presentarsi al tavolo delle trattative e sperare che siano gli altri a risolvere i propri problemi. Troppo comodo.

E così il sindaco ieri ha dato l’ultimatum: o i centristi si decidono, entro metà della prossima settimana, oppure farà di testa sua.

È chiaro insomma che una crisi che era stata giustificata con “la necessità di un rilancio dell’azione amministrativa”, si è trasformata nella solita corsa ad accaparrarsi le poltrone, pur traballanti, della giunta. Tanto che ad un certo punto qualche scienziato ieri, nel corso del summit (parola forse un po’ troppo impegnativa, visti i risultati...), ha suggerito di lasciare le cose così come stanno, magari cambiando solo l’assessore Casciaro.

Una barzelletta, appunto.

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