"La maggioranza non è in discussione"

BRINDISI - “Noi non abbiamo detto no a Lecce e neanche sì a Taranto. Abbiamo solo chiesto tempo, riteniamo che si debba agire senza fretta per non svenderci ma, anzi, per ottenere garanzie sul nostro futuro”. Giampiero Epifani butta acqua sul fuoco, del resto nella quotidianità è uno storico vigile del fuoco che presta servizio a Brindisi. In politica è coordinatore cittadino dell’Udc e come tutti gli altri sta seguendo con apprensione gli sviluppi della questione “riordino”.

Il municipio di Brindisi

BRINDISI - “Noi non abbiamo detto no a Lecce e neanche sì a Taranto. Abbiamo solo chiesto tempo, riteniamo che si debba agire senza fretta per non svenderci ma, anzi, per ottenere garanzie sul nostro futuro”. Giampiero Epifani butta acqua sul fuoco, del resto nella quotidianità è uno storico vigile del fuoco che presta servizio a Brindisi. In politica è coordinatore cittadino dell’Udc e come tutti gli altri sta seguendo con apprensione gli sviluppi della questione “riordino”.

I moderati a Brindisi, incluso Noi Centro, fanno parte della maggioranza che supporta il sindaco Mimmo Consales, colui il quale, in questi giorni, ha in mano “il pallino del gioco”, come egli stesso ha dichiarato a Brindisireport.it e sta incontrando parlamentari e consiglieri regionali, convinto che all’accorpamento con la provincia di Taranto, si debba prediligere l’alternativa salentina: Consales sceglie Lecce, come la gran parte dei Brindisini.

Noi centro e Udc che fanno capo all’ex presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, non dicono il contrario: “Aspettiamo, vediamo che accade. C’è ancora margine per salvare il nostro territorio e la sua identità” spiega Epifani. “Cerchiamo di trattare, di ottenere da Lecce e dai suoi rappresentanti istituzionali degli impegni precisi sullo sviluppo della città”.

Il nodo, però, è un altro e su di esso si incardina la tenuta del governo della città di Brindisi ed è la solidità politica della maggioranza. I sei consiglieri centristi hanno chiesto e ottenuto un rinvio del consiglio comunale inizialmente fissato per il 12 novembre, nel quale si dovrà votare a favore dell’una o dell’altra soluzione, Brindisi o Taranto per intenderci. Hanno chiesto tempo facendo intendere che non hanno ancora deciso che posizione prendere.

Il 20 novembre, quindi, sarà il giorno della verità per tutti. Anche per il centrosinistra brindisino: “Non abbiamo alcuna intenzione di spaccare la maggioranza”, precisa Epifani. I sei esponenti che hanno diritto di voto nelle assise sono Nicola Siccardi, Antonio Ferrari e Massimo Pagliara per l’Udc, Toni Muccio, Italo Licchello e Pino D’Andria per Noi centro. Si incontreranno poche ore prima della riunione dell’assemblea a palazzo di città. Nulla fino ad allora sarà deciso.

A quanto si apprende, pare che il leader, Massimo Ferrarese, abbia lasciato libertà assoluta di scelta a ognuno di loro. Il laboratorio Brindisi, dunque, pur al banco di prova, potrebbe tuttavia resistere: “Sarebbe folle rinunciare alla compattezza, in un momento come questo – dice Giampiero Epifani – sarebbe un errore gravissimo. E’ normale che in una coalizione composita, ci siano anime diverse e punti di vista differenti e sia necessario il confronto, che in alcuni casi può anche essere duro”.

“Noi ci spendiamo per il bene della nostra terra, e per questo riteniamo che si possa ancora scendere in piazza per salvare Brindisi come provincia e come capoluogo. Non abbiamo però alcuna preclusione nei riguardi di Lecce o Taranto, devono però assicurarci che non verremo mortificati”.

“Aspettiamo quindi l’incontro di Consales con il sindaco Perrone e il presidente Gabellone – conclude Epifani - e attendiamo di sapere anche cosa diranno Stefàno, sindaco di Taranto e Florido, presidente della provincia ionica.Incontri che si sarebbero svolti a cose già fatte, se proprio noi non avessimo chiesto un rinvio del consiglio. Poi, si vedrà”.

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