L'opposizione incalza: «Dimissioni»

BRINDISI - La giunta è fatta, ma ora lo scontro si sposta sulle quattro deleghe speciali ai consiglieri comunali richieste da Udc e Noi Centro. Per il PD sono inutili e servono solo a tenere a bada il gruppo dei centristi, dove qualcuno ha già minacciato di abbandonare la maggioranza se non otterrà l'incarico che non ha alcun valore, se non di potersi presentare come un mezzo assessore. E così la presentazione del Consales 2 è slittata a lunedì prossimo. Mentre Giovanni Brigante chiede che sia convocato il Consiglio comunale entro cinque giorni, e Riccardo Rossi invita il sindaco a dimettersi per fermare la guerra per le poltrone.

Giovanni Brigante

BRINDISI - La giunta è fatta, ma ora lo scontro si sposta sulle quattro deleghe speciali ai consiglieri comunali richieste da Udc e Noi Centro. Per il PD sono inutili e servono solo a tenere a bada il gruppo dei centristi, dove qualcuno ha già minacciato di abbandonare la maggioranza se non otterrà l'incarico che non ha alcun valore, se non di potersi presentare come un mezzo assessore. E così la presentazione del Consales 2 è slittata a lunedì prossimo. Mentre Giovanni Brigante chiede che sia convocato il Consiglio comunale entro cinque giorni, e Riccardo Rossi invita il sindaco a dimettersi per fermare la guerra per le poltrone.

Il sindaco avrebbe voluto chiudere la crisi già oggi, ma ha constatato che - anche alla luce delle nuove richieste dei centristi, oltre che degli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria abbattutasi su Palazzo di Città - non c'erano i tempi per azzerare la vecchia giunta e formare la nuova. Antonio Nacci (Pri) ha attaccato il sindaco con parole pesanti, paventando il rischio di portarlo in tribunale, ma nessuno ha capito per quale motivo. Il segretario provinciale inoltre, vistosi tradito dai suoi, ha annunciato le dimissioni dal partito. Consales, a sua volta, ha risposto con un comunicato stringato in cui dichiara di aver dato mandato ai suoi legali di querelare l'ormai ex assessore. L'impressione è di aver fatto un salto indietro nel tempo, con gruppi e partiti ad elemosinare poltrone e incarichi semiseri, e con scontri personali scatenati dalla perdita delle poltrone o dalla speranza di conquistarne una.

Di fronte a questo spettacolo imbarazzante, le opposizioni oggi iniziano a far sentire la loro voce. Giovanni Brigante (Sviluppo e Lavoro) chiede che entro cinque giorni venga convocato il Consiglio comunale, «per discutere finalmente di questa strana crisi e far capire alla città se c'è ancora una maggioranza e per quale motivo si è cambiata la giunta». Si è espresso anche Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune): «Vista la grave situazione di crisi determinatasi in seguito alle inchieste giudiziarie e visti gli esiti della crisi politica, con la definizione della nuova giunta allargata con deleghe a ben quattro consiglieri comunali, chiediamo ufficialmente al sindaco, come gesto di responsabilità nei confronti della Città, di rimettere il mandato, consentendo rapidamente  lo svolgimento di nuove elezioni il 26 e 27 maggio. La crisi politica aperta da UDC e Noi Centro si è rivelata per quello che è: una lotta senza quartiere per la gestione del potere. Nessun nuovo programma, nessuna svolta politica, ma solo distribuzione di poltrone».

Secondo Rossi: «Il sindaco non può accettare questo assedio. Una Giunta sta in piedi se ha un programma, fonda la sua ragione d’essere su un’idea di città condivisa dai cittadini e non sulla moltiplicazione degli incarichi e delle poltrone». E rivolge un appello al PD: «Abbiamo visto tutti sulla stampa le foto della sala della sede del PD  nella quale si sono svolte le riunioni tra i componenti della maggioranza. Una sala con una grande foto di Enrico Berlinguer, che per noi tutti rappresenta un patrimonio inestimabile di valori, lotte e rigore morale. Non possiamo  consentire tutto questo, ce lo impone la nostra storia».

Tutto tace invece in casa PDL, ma la presa di posizione, anticipano in ambienti del partito, «arriverà, durissima, non appena il primo cittadino ufficializzerà la nuova giunta».

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Per fortuna, in questo circo che per i cittadini è per lo più incomprensibile, c'è qualcuno che lavora per la città: l'assessore al Bilancio Carmela Lomartire ha fatto sapere di aver portato a termine una operazione di recupero risorse nel solco del programma di lotta all'evasione. Questa volta nel mirino, per somme Ici pregresse pari a quasi 12 milioni di euro è finito lo Iacp. Sarebbe una bella notizia a cui dare ampi spazio. Ma con quello che accade, finisce in secondo piano.

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