Pdl: Vitali succede a Vitali

BRINDISI - Metà congresso è sufficiente a consacrarlo primo segretario provinciale, democraticamente eletto, del Popolo delle Libertà. L’onorevole Luigi Vitali, già commissario provinciale del partito, succede a sé stesso. Un suffragio universale, tra i votanti: circa 2100, rispetto ai 6000 iscritti aventi diritto. Nuova Italia, che ha disertato i lavori, già parla di flop. Ma la corrente del parlamentare trascina sul carro dei vincitori 30 fedelissimi, ossia l’intero coordina mento provinciale. Partita chiusa. Ed ora l’attenzione è tutta puntata sulle amministrative di Brindisi.

Antonio Calabrese

BRINDISI - Metà congresso è sufficiente a consacrarlo primo segretario provinciale, democraticamente eletto, del Popolo delle Libertà. L’onorevole Luigi Vitali, già commissario provinciale del partito, succede a sé stesso. Un suffragio universale, tra i votanti: circa 2100, rispetto ai 6000 iscritti aventi diritto. Nuova Italia, che ha disertato i lavori, già parla di flop. Ma la corrente del parlamentare trascina sul carro dei vincitori 30 fedelissimi, ossia l’intero coordina mento provinciale. Partita chiusa. Ed ora l’attenzione è tutta puntata sulle amministrative di Brindisi. 

Le votazioni per le elezioni del coordinatore e del coordinamento sono avvenute a scrutinio segreto. L’onorevole Vitali è stato eletto a maggioranza semplice dei votanti, avendo conseguito bel oltre il 35% dei voti. Come già annunciato alla vigilia, ha disertato i lavori congressuali l’ala del partito espressione del movimento Nuova Italia.

“Nuova Italia – commenta Antonio Calabrese - conferma l'amarezza per non aver partecipato al congresso provinciale del Pdl a causa delle dichiarazioni  e degli atteggiamenti irrispettosi ed ostruzionistici dell'on. Vitali che hanno preceduto lo stesso congresso".

"Il dato dei votanti  conferma che la scelta del luogo, così come il comportamento dello stesso Vitali e la sua riproposizione alla guida del partito, nonché la mancanza di proposte di rinnovamento e di apertura ai giovani, hanno portato ad una non rilevante partecipazione al congresso. Il risultato testimonia che la stragrande maggioranza del partito in provincia di Brindisi, circa il 65%  non si riconosce nella guida del  coordinatore uscente. È il fallimento della politica delle imposizioni dall’alto, dei pacchetti delle tessere; è il fallimento della politica che si rifugia in un bunker, lontano dal capoluogo, lontana dalla gente".

Al neocoordinatore, dunque, toccherà ora ricucire lo strappo, anche in previsione delle scelte definitive che il partito sarà chiamato ad assumere per dirimere tutti i nodi legati alla scelta del candidato sindaco per il Comune capoluogo. Il passo indietro annunciato dal vice sindaco uscente, Mauro D’Attis, ha reso ancora più incerto lo scenario, già da tempo confuso.

Sfumata l’ipotesi delle primarie (siano esse di coalizione o di partito), resta in piedi allo stato una sola candidatura manifestamente espressa in seno al partito: quella dell’ex assessore Massimo Ciullo, sostenuta proprio da quella corrente (Nuova Italia) che per protesta non ha preso parte al congresso provinciale. Tutto questo, mentre Fli ha già fatto la sua scelta: niente primarie. Futuro e Libertà scenderà in campo con Lorenzo Maggi.

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