Riecco i superprefetti, il Siulp accusa

Durissima critica del Siulp, uno dei maggiori sindacati della Polizia di Stato e il primo ad essere fondato al momento della riforma, al Viminale e al governo per il piano di riorganizzazione delle prefetture e delle questure in parallelo con il riordino delle province. Il Siulp accusa il ministero dell’Interno di aver stilato un piano di tagli nelle 38 province da abolire senza alcuna consultazione né con il capo della polizia, né con lo stesso Dipartimento della Polizia di Stato, ma affidandosi ad un nucleo di prefetti, che avrebbero varato uno schema – dice il Siulp – che metterebbe seriamente in discussione gli assetti raggiunti dal sistema sicurezza in Italia, con il rischio di non raggiungere neppure gli obiettivi di risparmio e razionalizzazione della spesa che la spending review di Monti si pone.

Felice Romano, segretario generale del Siulp

Durissima critica del Siulp, uno dei maggiori sindacati della Polizia di Stato e il primo ad essere fondato al momento della riforma, al Viminale e al governo per il piano di riorganizzazione delle prefetture e delle questure in parallelo con il riordino delle province. Il Siulp accusa il ministero dell’Interno di aver stilato un piano di tagli nelle 38 province da abolire senza alcuna consultazione né con il capo della polizia, né con lo stesso Dipartimento della Polizia di Stato, ma affidandosi ad un nucleo di prefetti, che avrebbero varato uno schema – dice il Siulp – che metterebbe seriamente in discussione gli assetti raggiunti dal sistema sicurezza in Italia, con il rischio di non raggiungere neppure gli obiettivi di risparmio e razionalizzazione della spesa che la spending review di Monti si pone.

E soprattutto, si intuisce, ciò che preoccupa il sindacato è lo spostamento del controllo della pubblica sicurezza dal dipartimento, scavalcato, ad alcuni superprefetti in una sorta di centralizzazione delle decisioni e delle strategie. Allora Felice Romano, il segretario nazionale del Siulp, scrive una lunghissima lettera a tutti i questori italiani e annuncia un convegno nazionale (che si dovrebbe tenere l’11 dicembre a Roma, secondo alcune fonti), in cui esaminare la delicatissima situazione che non prefigura solo tagli, ma un nuovo genere di apparati al vertice della pubblica sicurezza.

Sui tagli, dice il Siulp, si può discutere e se i sindacati e i vertici della polizia fossero stati consultati dal ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, sarebbe stato possibile individuare i punti e i meccanismi eliminabili senza danneggiare gli assetti sul territorio. Ma a quanto pare se ne dovrà parlare in sedi diverse, come il gran raduno convocato dal Siulp per i prossimi giorni, cui saranno chiamati a intervenire anche i candidati alle prossime elezioni politiche. Per Felice Romano, la figura del dirigente inviato nei presidi che dovranno sostituire le questure da eliminare, è l’icona della nuova politica che in generale demansionerebbe di fatto i questori, passando nuove competenze a pochi prefetti ( venti dei quali davvero super, quelli della nuove aree metropolitane), svuotando quanto in tema di sicurezza è stato consolidato in questi anni e quanto stabilito dalla legge 121 del 1981. Insomma, un vero e proprio “golpe”, secondo il Siulp e Felice Romano (del quale in calce all’articolo alleghiamo il testo integrale della lettera).

Brindisi e Crotone, pur essendo province da abolire, dovrebbero comunque – sempre secondo alcune fonti - conservare le questure per ragioni legate alla collocazione geografica e alle problematiche particolari che le investono. Ma non è questo il problema: “Il Siulp ritiene che la chiusura o l'accorpamento delle province non può in alcun modo essere l’alibi per la soppressione delle Questure, dei Comandi Provinciali  dei  Carabinieri e della Guardia di Finanza, giacché questa sarebbe la dimostrazione più bieca che il vero  obiettivo di chi pratica la necessità di tagli alla spesa pubblica è quello di risparmiare a qualsiasi costo, anche a costo di ridurre la sicurezza privata e pubblica dei cittadini. Sulla pelle, insomma, dei cittadini e dei poliziotti”, scrive in conclusione della lettera Felice Romano.

“Per questo il Siulp ha aperto col Ministro dell’interno e con il Capo della polizia, un confronto urgente e durissimo, perché riteniamo che deve essere combattuta una buona battaglia per la salvaguardia delle nostre Istituzioni e della nostra democrazia. Inutile dire che avverseremo con tutte le nostre forze questa proposta indecente, e ci siamo già mossi in ogni sede istituzionale per bloccare questo scempio della sicurezza e della democrazia. Perché riteniamo – scrive ancora Romano in ultimo - che ogni cittadino e ogni poliziotto, a maggior ragione chi meglio conosce la centralità e l'insostituibilità del Questore quale Autorità tecnica di P.S. non può rimanere fermo alla finestra a guardare ciò che accade; ne sarebbe altrettanto responsabile, e non solo moralmente”.

Lettera Siulp ai questori

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