Rollo, la politica e BrindisiReport.it

Il presidente dell’Asi Marcello Rollo risponde all’articolo pubblicato da BrindisiReport.it, a firma di Fabio Mollica, su politica, crisi al Comune, bonifiche, economia.

Marcello Rollo

Il presidente dell’Asi Marcello Rollo risponde all’articolo pubblicato da BrindisiReport.it (http://www.brindisireport.it/politica/2014/01/06/ecco-cosa-lega-ancora-consales-e-centristi/) a firma di Fabio Mollica. A seguire una breve replica di quest’ultimo.

«Caro Fabio, mi permetto di scriverti direttamente in virtù della vecchia conoscenza che ci lega e della reciproca simpatia anche da te, molto spesso, sottolineata. Il tuo articolo su Brindisi report dal titolo “I tre interessi cruciali che tengono ancora insieme Consales e i centristi di Ferrarese” non mi è piaciuto per niente. È un articolo che non ti fa onore né come persona né, tantomeno, come giornalista.

Ciò non solo perché io sono stato chiamato in causa direttamente ma per il tono complessivo che mi ha davvero stupito. Sia chiaro che la mia non vuole essere una censura al giornalismo libero, censura che non posso, non voglio e non sono in grado di fare. Chi, come me, ha scelto di immergersi nella politica attiva conosce perfettamente le regole della società dell’informazione sulle quali si basa una grossa parte del consenso e dell’azione politica in generale.

Nel tempo mi è capitato di leggere articoli che riguardavano il mio operato nei quali venivo attaccato (quasi sempre), osannato (quasi mai), deriso e persino insultato.  Non me ne sono mai lamentato se non in rarissimi casi, e solo nel momento in cui le notizie diffuse assumevano i toni della vera e propria diffamazione. Nel tuo articolo non trovo niente di tutto ciò. Soprattutto nella prima parte.

Leggo che nel prossimo futuro l’amministrazione comunale si ritroverà di fronte a scelte che riguarderanno “Pug, bonifiche e rifiuti” secondo “osservatori critici e parte dell’opposizione” (ma lo sanno tutti e non c’è bisogno di misteriosi osservatori critici), che gli affari relativi a questi interventi “non devono essere necessariamente sporchi” (lo speriamo tutti vivamente e lavoreremo perché non lo siano) e che le aziende di servizi che aspirano a lavorare in questi settori sono “vicine al Pd come ai centristi, ma anche imprese vicine a Forza Italia e alle altre forze politiche” (praticamente  tutte).

Ma anche che queste (pug, bonifiche rifiuti) sarebbero “le tre parole che tengono unita la maggioranza” (in che senso?), che dietro queste parole si muovono “interessi e accordi” (leciti o illeciti? Interessati all’arricchimento personale degli attori o no?) e che “restare a palazzo di città o all’Asi oggi e nel prossimo futuro significa gestire decisioni importanti” (come in ogni incarico di responsabilità).

Niente di falso o di inesatto quindi, in nessuna parte del tuo articolo eppure, sei riuscito con maestria ad adombrare, a sussurrare, ad insinuare in modo veramente perfetto. Ecco perché quell’articolo non mi piace. Perché non informa, non propone, non suggerisce; se mai sparge il seme del sospetto e della sfiducia. Sono doverose, inoltre, due correzioni che riguardano l’Asi e quindi, oggi, anche me: due errori in cui sei incorso per dare una, diciamo così, “impalcatura” solida al tuo discorso.

La prima: ti comunico che nessuna azienda interessata al ciclo dei rifiuti o alle bonifiche future “attende una risposta certa e definitiva da Asi”. La seconda: “Far saltare Consales in questo momento” non significherebbe affatto “mettere a rischio le poltrone delle partecipate, a cominciare dal consorzio Asi” che, come ben sai è appunto un consorzio e quindi soggetto ad una assemblea più vasta del singolo comune capoluogo. So che sono errori in cui sei incorso volontariamente ma dovevo comunque rendertene conto.

In ultimo permettimi di chiarire la parte del tuo articolo laddove parli di assorbimento da parte di Termomeccanica di una azienda locale e che, credimi,  risulta leggermente vaga: sono stato io a favorire l’incontro fra la Termomeccanica e la ditta Colmec di Brindisi e ascrivo a mio merito il fatto che questo incontro sia sfociato in un accordo che, al di là di tutto, è servito a garantire il posto di lavoro a 130 persone. I dettagli di tale “assorbimento” sono pubblici e chiunque potrà giudicare la bontà dell’operazione.

Sulla seconda parte del tuo articolo, quella politica, non ho nulla da dire: sono tue valutazioni che appartengono al tuo lavoro di osservatore politico e che non mi sogno, pur non condividendole, di contestare. Non so se mi risponderai, e se si, con quale tono. Renderemo tutti e due un servizio migliore se questa discussione proseguirà sulla strada della verità e della pacatezza in modo da dare ai cittadini di Brindisi fiducia e speranza nel futuro. Che è ciò che dovremmo fare io e te, con strumenti diversi, nella sfera pubblica del nostro lavoro. Per qualsiasi chiarimento puoi chiamarmi quando vuoi; i numeri di telefono li sai. Un saluto.

Marcello Rollo.

Caro Marcello,

siccome l’argomento è pubblico e interessa la città, rispondo pubblicamente, com’è giusto che sia. Intanto ringrazio per il tono e la pacatezza (che sempre ti contraddistinguono) e per la scelta di rispondere “a viso aperto” e con un comunicato ufficiale: in troppi a Brindisi e provincia hanno ormai la consuetudine di rispondere solo attraverso Facebook e magari con insulti, oppure con lettere degli avvocati.

L’articolo che ho scritto era un tentativo di analisi più profonda di ciò che accade in città e di previsione di quanto accadrà da qui a qualche giorno. Ritengo di non aver svelato misteri, ma di aver solo parlato di fatti, più o meno noti.

Da qualche tempo sento sempre più spesso l’obbligo di precisare che quando si parla di "affari” o di "accordi”, non necessariamente si deve pensare ad affari sporchi o accordi sottobanco. Lo faccio perché il livello di scontro che ormai contraddistingue Brindisi è arrivato a livelli così alti che quando si parla di certi argomenti, o si fanno certe rivelazioni, da parte di qualcuno scatta immediatamente il linciaggio, oppure le accuse di ignoranza, catastrofismo, disfattismo e chi più ne ha più ne metta.

Ecco perché anche nell’articolo che non ti è piaciuto avevo sottolineato che si trattava di affari leciti (malgrado le solite voci...) e che è legittimo che la politica se ne occupi, amministrandoli e facendo in modo che l’intera città (e non qualche singolo soggetto) ne tragga beneficio.

Se il mio intento fosse stato denigratorio, avrei dato spazio solo alle voci negative. Il sunto invece era questo: Pd/Consales e Ferrarese/Centristi tenteranno di restare insieme per poter gestire tutte queste cose. Questo non vuol dire che commetteranno reati o si spartiranno bottini. Se invece la mia previsione si rivelerà sbagliata, i due “alleati” forniranno all’opposizione, su un piatto d’argento, l’occasione di gestire urbanistica, bonifiche e quant’altro (sempre se vincerà le elezioni).

Le correzioni: 1) È vero, Termomeccanica non attende risposte dall’Asi, che è favorevole al suo progetto, ma dagli altri enti locali; 2) Se salta il laboratorio, non salta la presidenza dell’Asi, perché non è una partecipata, ma gli ex alleati potrebbero fare di tutto per rallentare o rendere problematica l’attività dell’ente. I modi per farlo si trovano sempre.

Ultimo cenno: ho scritto che Termomeccanica ha rilevato, o preso in fitto, l’azienda metalmeccanica Colmec (di cui non avevamo nemmeno citato il nome) per testimoniare l’effettivo interesse della stessa ad investire sul territorio. Anche qui, nessun intento denigratorio: se volevamo farlo, avremmo dato la notizia dell’accordo diversi mesi fa, magari ricamando sulla vicinanza di Antonio Corlianò a Ferrarese e al gruppo politico di cui fai parte. Ma si trattava di un accordo tra aziende, e quindi BrindisiReport non ha mai scritto una riga e non ha costruito castelli politico-economici, anche per rispetto di quei 130 lavoratori che hanno conservato il loro posto.

Fabio Mollica

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