Ospedale Perrino, allungamento delle gambe: il sogno di una 15enne

Operazione dell’équipe del reparto di Ortopedia, diretta da Gianfranco Corina: “Fortemente motivata a raggiungere altezza normale”

BRINDISI – Quando ha incontrato l'ortopedico  la prima volta, gli ha detto: "Voglio sottopormi a intervento chirurgico per raggiungere un’altezza normale”. Ventitrè centimetri in più, per arrivare a un metro e 55. Un sogno. Il sogno di una ragazza di 15 anni, alta un metro e 32 sta diventando realtà dopo la prima fase dell’allungamento degli arti inferiori, eseguita dall’équipe del reparto di Ortopedia e traumatologia dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi, diretta da Gianfranco Corina.

L’ortopedico

gianfranco corina-2A Brindisi è il primo intervento. In altre realtà ospedaliere d’Italia no. A Francavilla Fontana, solo per restare in zona, un’operazione di questo tipo venne realizzata nel 2015. Anche allora, c’era Gianfranco Corina (nella foto), 56 anni, originario di Lecce, formazione professionale  con specializzazione conseguita a Bari, dal primo gennaio 2017 direttore dell’unità operativa complessa di Ortopedia del Perrino di Brindisi, dopo aver ricoperto lo stesso incarico nell’ospedale Camberlingo della Città degli imperiali dal 2014 al 2016.

“E’ un percorso complesso”, dice subito Corina. “La paziente sottoposta a intervento al Perrino è stata fortemente motivata: voleva andare sino in fondo, per superare una situazione che per lei era dolorosissima”, spiega. “Solo per fare un esempio: non riusciva ad aprire gli sportelli dei mobili della cucina. Si tratta di un gesto normale che facciamo chissà quante volte al giorno, per lei era impossibile. Voleva fare una vita come tutti, una vita normale”. A 15 anni, essendo alta come una bambina di sette anni, quella normalità le era negata.

Il percorso della paziente

Normalità è la parola che più volte la studentessa ha ripetuto nel corso del primo incontro con il primario, dimostrando di essere determinata. Dopo la prima visita ce ne sono state altre, inserite in un programma di valutazione psicologica, trattandosi di intervento dal forte impatto sulla sfera emotiva.

La ragazza non ha mai mostrato un segno di cedimento, né di paura pensando all’intervento. E il giorno stabilito per l’operazione, ha stretto la mano ai genitori, ha sorriso e ha detto agli infermieri: “Andiamo”.

L’intervento chirurgico

In sala operatoria c’è stata due ore, il tempo necessario per portare a termine la prima fase dell’intervento: “Siamo intervenuti su due segmenti”, spiega Corina. Nella sua équipe c’erano tre chirurghi, tre infermieri, uno strumentista e un anestesista. “Abbiamo operato sul femore destro e sulla gamba sinistra, con un intervento su tibia e femore, quest’ultimo allungato di dieci centimetri”.

Fra sei mesi, ci sarà la seconda fase per realizzare lo stesso intervento sull’altro lato e regalare alla paziente l’altezza desiderata. Sarà più alta, raggiungerà un metro e 55 centimetri. Una nuova vita con 23 centimetri in più e una diversa prospettiva da cui guardare, osservare e conquistare il mondo.

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