"Il sistema di assistenza sanitaria provinciale versa in uno stato di inaudita gravità"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Antonio Macchia, segretario generale della Cgil sulla manifestazione del 27 agosto organizzata per difendere il diritto alla Salute

SAN PIETRO VERNOTICO - Riceviamo e pubblichiamo una nota di Antonio Macchia, segretario generale della Cgil sulla manifestazione del 27 agosto organizzata per difendere il diritto alla Salute, in programma martedì 27 agosto dalle 10.30 alle 12.30 davanti all'ospedale Ninetto Melli di San Pietro Vernotico

La manifestazione organizzata dalle strutture politiche della Cgil, che operano nell’ambito della Camera del Lavoro di San Pietro Vernotico, concernente la soppressione dei posti letto della Uo di Lungodegenza del Presidio Territoriale (?) di San Pietro Vernotico, programmata  per il prossimo 27 agosto, assume una forte valenza Confederale che vedrà tutta la Cgil dare pieno sostegno alla stessa, in quanto rappresenta il logico epilogo delle tante denunce comunicate al Management della Asl Br, a tutt'oggi rimaste inevase, di un sistema di assistenza sanitaria provinciale che versa in uno stato di inaudita gravità.

È giunto il momento che gli Organi Istituzionali preposti diano urgenti indicazioni al management aziendale affinchè desista da ogni azione che, procedendo nel pieno dispregio dei principi Costituzionali, collochi a forte preclusione il Sistema Sanitario Pubblico ed i Livelli Essenziali di Assistenza dovute ai Cittadini per la garanzia della salute.

È veramente paradossale chiedere, ora, l’applicazione pedissequa del tanto avversato Piano di Riordino Ospedaliero che penalizza oggettivamente la nostra Provincia con il più basso rapporto posti letto/numero di abitanti (2,7 contro il 3,4 regionale e 3,7 nazionale ), tenuto conto che la Direzione Generale della Asl Br ha colpevolmente dato seguito allo stesso PdR soprattutto nella parte in cui si prevedono disattivazioni di posti letto e servizi.

Senza riprendere i gravissimi dati forniti nella nota oggetto della vertenza che proclama la manifestazione, è utile ricordare che: presso il Perrino vi sono solo 505 posti letto attivati a fronte  di una previsione pari a 600; presso Francavilla F. 76 posti letto attivati a fronte di una previsione pari a 188; ad Ostuni 86 posti letto attivati a fronte di una previsione di 106; non è mai stata attivata la seconda Uoc di Psichiatria presso Francavilla Fontana; Patologia Clinica dell’ex ospedale “Di Summa” ed i Laboratori analisi di San Pietro V.co, Mesagne e Fasano sono stati chiusi, depotenziando così altri servizii di base ai fini della tutela della salute, e ,comunque, è l’unica Asl Pugliese che ha applicato il Piano Organizzativo dei Laboratori Analisi (quando si tratta di chiudere servizi nella Asl Br si riesce a primeggiare).

L’ attività organizzativa del Presidi Territoriali spesso è sovrapponibile a quella dei precedenti servizi Distrettuali, nulla è cambiato e le liste di attesa sono interminabili, anzi talvolta vergognose quando riguardano patologie gravissime, o peggio ancora in alcuni casi le agende risultano essere illegittimamente chiuse (non si può prenotare la visita);

Il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, che doveva essere un progetto pilota della nostra Asl è miseramente fallito per mancanza di una adeguata programmazione, tanto da non assicurare i Lea atteso che non vengono sempre garantiti i piani terapeutici per mancanza di personale. Come se tutto ciò non bastasse la Asl Br, nel giorno di Ferragosto, decideva di tagliare anche i posti letto di lungodegenza presso il Po Melli di San Pietro V.co. senza dare nessuna informativa alle Parti Sociali e immaginiamo neanche agli Organi Istituzionali.

Queste sono omissioni del Management, il quale aveva il dovere di applicare il piano di riordino e non si è attivato in tal senso, ovvero non è accettabile che in un territorio con la media posti letto più bassa della regione Puglia - si ribadisce – si proceda solo a tagliare senza nessuna compensazione di posti letto.

In definitiva, la Cgil chiede che vi sia un’assunzione di responsabilità che vada verso la soluzione dei problemi, non verso la mera chiusura o non attivazione dei servizi, cosa che non richiede particolari capacità manageriali che invece sono richiesta al management, che dovrebbe risolvere e non aggravare la già precaria situazione del servizio sanitario, in particolare pubblico, del nostro territorio.

Alle LL.SS., cui la presente è indirizzata, si richiede un cortese immediato intervento per scongiurare la violazione di diritti Costituzionali inalienabili posti alla base dello Stato di Diritto.

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