Il Comune vende: dal Villaggio pescatori all’ex cinema Di Giulio, ecco le stime di mercato

Definito il piano delle alienazioni sino al 2020: incassi stimati sino a 27milioni di euro destinati a parcheggi, viabilità discarica. Per gli alloggi che si affacciano nel porto interno, 28mila, per la struttura in via Battisti un milione di euro e 300mila

BRINDISI – Sono diventati zavorre alcuni immobili di proprietà del Comune, dagli alloggi del Villaggio pescatori a quelli di via Rossini a Tuturano, per i quali sono insostenibili i costi di manutenzione. Pesa anche sul bilancio l’ex cinema Di Giulio, acquistato in passato per due miliardi delle vecchie lire: impossibile pensare alla riqualificazione, nonostante ci fosse stato in finanziamento europeo. Più conveniente vendere tutto. Sono previsti incassi per 27milioni di euro sino al 2020.

La scalinata del Villaggio pescatori dove è stata vista la tigre-2

Le previsioni di vendita

L’importo è stato stimato a Palazzo di città, su “atto di indirizzo della struttura commissariale”: il settore Lavori pubblici “ha effettuato una ricognizione generale dell’intero patrimonio comunale pervenendo ad una suddivisione degli immobili in tre tipologie”. Abitativa, commerciale ed a destinazione ad uso diverso, stando a quanto si legge nella delibera adottata da Santi Giuffrè, da lasciare in eredità alla nuova Amministrazione a cui spetterà il compito di procedere alla stesura e alla pubblicazione del bando.

“Nell’ambito delle unità ad uso abitativo sono state estrapolate quelle maggiormente bisognevoli di interventi di manutenzione straordinaria, alle quali è stato attribuito un valore complessivo determinato dal prodotto della relativa rendita e dei coefficienti di riferimento”, spiegano dagli uffici comunali. “Le unità commerciali sono state stimate con il metodo della media aritmetica tra il valore catastale e il valore di capitalizzazione del reddito determinato dal canone annuo per il singolo bene con applicazione del saggio annuo medio del 4,8 per cento”, proseguono. “Infine, per quanto riguarda gli immobili ad uso diverso, parte di essi sono stati stimati sulla base del valore catastale ed altri sulla base di quello acquisto rivalutato del 10 per cento”.

La destinazione delle somme e i bandi

Il ricavato delle alienazioni potrebbe essere destinato ad interventi infrastrutturali, in primis quelli finalizzati alla messa in sicurezza del territorio sotto i profili idrogeologico e geomorfologico, al miglioramento della viabilità cittadina, alla realizzazione di parcheggi pubblici, al miglioramento e adeguamento della discarica Autigno, alla realizzazione del sistema di trattamento delle acque cittadine, all’adeguamento della rete fognaria e alla riqualificazione urbana.

La procedura di alienazione delle unità catastali di categoria abitazioni sarà attivata d’ufficio con offerta in vendita dell’alloggio, nello stato d’uso in cui si trova, indirizzata agli assegnatari o a coloro che hanno regolarizzato la posizione di occupante senza titolo, in possesso dei requisiti di permanenza nel sistema dell’edilizia residenziale pubblica fissati dal legislatore regionale ed in regola con il pagamento dei canoni e delle spese anche condominiali, assegnando il termine di 60 giorni. Trascorso tale termine, l’Amministrazione riterrà di poter disporre liberamente dell’alloggio per l’alienazione mediante bandi ad asta pubblica. In tutti gli altri si procederà per asta pubblica

Gli incassi previsti

Le previsioni fatte a Palazzo di città, guardando agli immobili destinati ad abitazioni, sono legate alla possibilità di incassare entro il 31 dicembre 2018, la somma pari a 4.044.597,06 euro. Il prossimo anno l’importo dovrebbe subire una lievitazione arrivando a sette milioni e 690.397,93, mentre nel 2020 il prospetto indica un’ipotesi di entrata di 5.391.506,34 euro. Per gli immobili commerciali già quest’anno dovrebbero entrare nel bilancio comunale oltre tre milioni di euro (3.186.226,49), mentre non sono stati previsti incassi l’anno prossimo e quanto al 2020 la somma indicata nel prospetto è di 298.551,21 euro.

cinema-Di-Giulio via battisti-2

L’ex cinema Di Giulio

La dismissione di immobili per “usi diversi” dovrebbe garantire ossigeno monetario per un milione e 278.230 euro entro il 2018, e un milione e 803.060 fra 12 mesi: in questa categoria il Comune ha inserito quattro immobili in disuso che si trovano lungo la strada della Torretta, pensando a una destinazione ricettiva, con stime comprese tra 215.460  e 850.500 euro e ha aggiunto l’ex cinema Di Giulio in via Cesare Battisti, per il quale la stima è pari a un milione e 278.230 euro, con destinazione commerciale. A Palazzo di città, quindi, è stata abbandonata la strada della valorizzazione seguita sino allo scorso anno. E' stata giudicata troppo costosa, oggi. Impraticabile, tenuto conto delle condizioni di salute in cui versa il Comune che qualche anno fa, deliberò l’acquisto dell’immobile pensando di farne una scuola per la recitazione e più in generale d'arte, a seguire un parcheggio multipiano. E poi una galleria commerciale. Niente fare, progetti cestinati. Eppure chi ha memoria storica, ricorda di per il Di Giulio, l'Amministrazione perse un finanziamento di due milioni di euro. Erano fondi europei.

L’ultima voce è legata ai compendi del federalismo demaniale di cui il 75 per cento al Comune e il 25 per cento al Demanio: tre milioni 675.324 euro

Le abitazioni

Nel piano delle alienazioni sono state inserite le case del villaggio pescatori, 51 in tutto, quelle che si affacciano nel porto interno di Brindisi. Rientrano in uno degli angoli più suggestivi della città e stando alle stime del Comune gli appartamenti hanno valori compresi tra 28mila e 13mila euro. A voler essere precisi, la quotazione oscilla tra 28.185 euro e 47 centesimi e 12.825 e 12 centesimi, a seconda delle dimensioni. L’intenzione è ricorrere al mercato già entro il 2018. Il bando dovrebbe essere predisposto dalla nuova Amministrazione.

Gli altri alloggi popolari che potrebbero essere messi in vendita sono quelli che si trovano in via Toscana, nel quartiere Commenda, con valori compresi fra 32.211,80 e 14.912,21; in via Marche e in via Campania, sempre rione Commenda, con quotazioni che partono da 12.825,12 e arrivano a 48.317,12 euro; l’immobile che si trova in via Asinio Pollone, angolo con via Giulio Cesare, per 16.4040,47 euro. Anche in questo caso la vendita è prevista entro la fine dell’anno.

In lista, sempre con riferimento alle alienazioni per il 2018, sono stati inseriti anche gli alloggi in via Monsignor Francesco De Filippis, per i quali la stima oscilla tra 5.420,52 euro, somma che si riferisce agli immobili di un solo vano, sino ad arrivare a 44.141,79 per quelli di quattro vani. E ancora le abitazioni in via Cappuccini con 2,5 vani per 20.131,65 euro. In vendita anche quelle in via Giuseppe Nardelli, da quattro e 6,5 vani, con stime comprese da 27.737,33 sino a 60.098,12, ma in questo caso la vendita è stata prevista per il prossimo anno.

palazzine via Rossini-2

In elenco, con riferimento al 2019, il Comune ha confermato la volontà di vendita degli immobili di sua proprietà che si trovano nel quartiere Bozzano a fronte di stime da 41.606,57 a 50,852,34 euro e gli alloggi del complesso di via Gioacchino Rossini, nella frazione di Tuturano, per i quali il valore è pari a 41.601,02 euro nella maggior parte dei casi, solo per alcuni appartamenti sale a 51.568,75.

Restando a Brindisi città, sono stati ritenuti suscettibili di vendita anche gli immobili che si trovano in via Santa Margherita, per i quali la stima varia da 38.624,36 euro sino a 55.176 euro; in via Carlo De Marco per 19.088,69. Anche in questi casi la vendita è prevista per il 2019.

Nel 2020 dovrebbe essere posti in vendita gli alloggi di via Aleandro, stime comprese tra 20.131,65 e 36.238,13; quelli di via  Lanzellotti, da 24.159,14 sino a 40.264,46. E ancora il locale commerciale in via Sant’Angelo, la cui valutazione ha raggiunto 76.240 euro; gli appartamenti in via Monsignore Tommaso Valeri da 49.659,23 a 76.240 euro.

I locali commerciali

Gli immobili commerciali in vendita si trovano in via Sant’Angelo, a fronte di prezzi sul mercato compresi tra 63.176,15 e 103.295,96 euro; in via Aleandro da 68.301 a 91.895,96; in via dei Tulipani da 36.013 a 68.301; in via degli Aceri da 44.761 a 40.924; in via Giovanni Tarantini, uno solo del valore di 180.066,48 euro. Ancora in viale Arno, due immobili non accatastati, stimati in 77.476 euro; i locali in piazza Santa Maria Ausiliatrice, anche questi non accatastati, valore compreso tra 17mila euro e 44.392. Ci sono, inoltre, gli immobili che si affacciano in piazza Mercato: valori che oscillano da un minimo di 33.451 sino a un massimo di 77.468,50; un locale in piazza Crispi per 93.500 euro e ancora uno in via Vanini per 45.600 e tre in via Ticino, due dei quali hanno una stima pari a 162.750 euro.

Beni demaniali

La scheda relativa ai beni demaniali comprende una serie di terreni, tra i quali ci sono quello che fa parte del “campo di volo dell’aeroporto militare Pierozzi”, il cui valore presunto è 24.778 euro e quello dell’ex camping Brin, valutato 45mila euro. Risultano anche: il complesso degli uffici finanziari per due milioni e 913 euro con destinazione residenziale, la zona della Batteria Brin per 153mila euro con vocazione turistico-ricettiva, il ricovero antiaereo che si trova sulla salita di Ripalta valutato 14.583 e gli alloggi del quartiere Paradiso, per i quali è stata ipotizzata una destinazione commerciale, con valore pari a 20mila euro.

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Commenti (1)

  • Il mancato studio di fattibilità, di un chiaro e celere progetto di alienazione di parte dei beni immobili del Comune, costituisce indubbiamente impedimento alla realizzazione di detta finalità. La decisione prefettizia al riguardo di straordinaria amministrazione va ad aggiungersi ad altre analoghe che mal si conciliano nel quadro della imminente ricostituzione degli organi democratici del Comune. Certamente apprezzate sarebbero state le azioni dell'Organo commissariale rivolte all'avvio di accertamenti, per esempio, circa la individuazione e denuncia dei responsabili dei danni erariali conseguente ad inutilizzo da anni di acquisto immobili comunali (vedasi ex cinema Di Giulio e sentenze della Corte dei Conti sul tema). Probabilmente condivise sarebbero state le eventuali azioni commissariali tendenti al recupero di ingenti somme dovute alle casse dell'Ente o, nell'ambito del cosiddetto controllo analogo sulle società partecipate, esercitare l'obbligatorio intervento laddove non ritenuto giusto, allo stato, l'adozione di provvedimenti dell'Amministratore Unico della partecipata Multiservizi che "motu proprio" ha proceduto, giusto per dire, alla retribuita nomina dell'Organo di Vigilanza interno alla società o al rinnovo completo del Collegio dei Revisori o all'adozione del codice etico. Brindisi 10/04/2018 Franco Leoci

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