In scena una nuova vita: detenuti e studenti attori insieme

Emozionante esperienza teatrale al Liceo scientifico Leonardo Leo di San Vito. Collaborazione tra Casa circondariale e scuola

SAN VITO DEI NORMANNI – Un’esperienza innovativa, accompagnata da emozioni forti, un vero ponte tra la realtà carceraria e la realtà formativa della scuola fatto di un cemento composto da volontariato, impegno dell’amministrazione penitenziaria, apertura e sperimentazione di un liceo. E’ stata tutto questo la performance teatrale di lunedì mattina al Liceo scientifico Leonardo Leo di San Vito dei Normanni, dove la collaborazione tra il Gruppo Teatro Aleph, la direttrice della casa circondariale di Brindisi, Anna Maria Dello Preite, e la dirigente scolastica Carmen Taurino ha consentito che fosse una inedita e temporanea compagnia composta da sei detenuti e tre allieve della scuola a portare in scena una piece liberamente tratta da “Il piccolo principe” di Antoine De Saint-Exupery, “L’essenziale e invisibile agli occhi”.

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Lo spettacolo è stato l’incontro del lavoro di due laboratori tenuti dagli attori del Gruppo Aleph (Luigi De Falco, Nicola Galateo, Carla Orlandini e Franco Miccoli): quello nella Casa circondariale di Brindisi, seguito da 14 persone detenute, e quello svoltosi in due mesi nello stesso Liceo scientifico Leonardo Leo. Lunedì mattina la sala era gremita di studenti ed insegnanti, ma c’erano anche le famiglie dei sei detenuti ai quali la direttrice della struttura aveva concesso il permesso di uscita per salire sul palcoscenico della scuola a San Vito dei Normanni, accompagnati da due rappresentati della direzione e dei servizi educativi. La rappresentazione è stata seguita in un silenzio degno delle più importanti platee teatrali italiane.

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E che quel silenzio fosse un segno di attenzione partecipata, lo si è compreso alla fine quando sono scoppiati gli applausi e l’emozione ha preso sul palco gli attori, e tra il pubblico i loro familiari. Come insegnano anche culture popolari che consideriamo lontane dalla nostra, il teatro è società e non fa distinzioni di condizione: ciò che contano sono la sensibilità personale, il sentimento, e lasciare che la propria vita scorra nel fiume delle vite altrui anche solo per la durata di una rappresentazione e della storia che racconta. Sono momenti in cui non ci sono muri e barriere. E tutto questo è un bene: quando l’essenziale diventa visibile agli occhi.

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