Rigassificatore, Mennitti annuncia: "Faremo ricorso contro il decreto Via"

BRINDISI – La risposta di Mennitti al decreto Via sul rigassificatore è arrivata nel bel mezzo del Consiglio comunale tenutosi ieri pomeriggio: il sindaco ha infatti deciso di impugnare il documento, e ha voluto informare i consiglieri della prossima mossa che sarà attuata dall’Amministrazione. “Ci sono 60 giorni di tempo per ricorrere al Tar e altri 120 per il Consiglio di Stato” ha detto il primo cittadino, che ha ribadito di essere “il sindaco del Comune”, chiedendo ancora una volta la risposta compatta dell’Assise. Nulla di formale, beninteso, ma nei fatti anche nel Consiglio di ieri il sostegno nei confronti del primo cittadino non è mancato. Così, insomma, l’Amministrazione risponde alle firme apposte sui pareri della Commissione Via da Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi, ministri rispettivamente dell’Ambiente e dei Beni Culturali. “Spetterà comunque al Ministero dello Sviluppo Economico – ha ricordato sempre ieri Mennitti – convocare una conferenza dei servizi per chiedere agli enti locali un parere sulla costruzione dell’impianto”.

Una seduta consigliare a Brindisi

BRINDISI – La risposta di Mennitti al decreto Via sul rigassificatore è arrivata nel bel mezzo del Consiglio comunale tenutosi ieri pomeriggio: il sindaco ha infatti deciso di impugnare il documento, e ha voluto informare i consiglieri della prossima mossa che sarà attuata dall’Amministrazione. “Ci sono 60 giorni di tempo per ricorrere al Tar e altri 120 per il Consiglio di Stato” ha detto il primo cittadino, che ha ribadito di essere “il sindaco del Comune”, chiedendo ancora una volta la risposta compatta dell’Assise. Nulla di formale, beninteso, ma nei fatti anche nel Consiglio di ieri il sostegno nei confronti del primo cittadino non è mancato. Così, insomma, l’Amministrazione risponde alle firme apposte sui pareri della Commissione Via da Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi, ministri rispettivamente dell’Ambiente e dei Beni Culturali. “Spetterà comunque al Ministero dello Sviluppo Economico – ha ricordato sempre ieri Mennitti – convocare una conferenza dei servizi per chiedere agli enti locali un parere sulla costruzione dell’impianto”.

Ma in Consiglio non si è parlato solo di rigassificatore. Uno dei temi più “caldi” è stato sicuramente quello relativo ad Acque Chiare, punto particolarmente atteso da alcuni proprietari delle villette, che si erano seduti in platea. E non sono mancati i momenti di tensione: improvvisamente, un uomo tra il pubblico si è alzato e ha rivolto parole minacciose ai consiglieri. Alcuni di questi non l’hanno presa benissimo, accusando le forze dell’ordine di scarsa vigilanza nelle ore della seduta. Ma l’uomo in questione era il papà di Alessia Gallo, la ragazza morta in un incidente stradale avvenuto poco più di due anni fa, all’altezza dell’incrocio tra via Benedetto Brin e via Ruggero De Simone, quartiere Casale. Anche la famiglia Gallo risulta tra quelle che possiedono un immobile ad Acque Chiare, e se gli altri proprietari stanno vivendo anni difficili, per loro la perdita della figlia è un dolore straziante, incolmabile. “Questa è la tragedia vera”, ha detto Mennitti all’uomo, qualche minuto dopo, nei corridoi di Palazzo di Città, quando tutto è andato ricomponendosi.

Dopo una pausa, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui il Consiglio “conferma gli intenti formulati nell’atto di indirizzo per la formulazione del Pug attraverso un’idonea pianificazione urbanistica che tenga conto delle preesistenze edilizie così come sono configurate in località Acque Chiare”. Sempre ieri, il presidente del Consiglio Giampiero Pennetta ha riservato parole dure nei confronti dei dirigenti del Comune: “Ha ragione Tremonti quando ci critica, è vero, in certi uffici le cose non funzionano, e a Brindisi i problemi ci sono eccome. Il comportamento dirigenziale è carente e retrogrado, l’ambito burocratico deve essere all’altezza”, ha affermato Pennetta. Una posizione forte, destinata a far discutere.

Infine, è stata approvata all’unanimità una variante urbanistica per la realizzazione di un rondò nei pressi della caserma Carlotto.

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