Torce Petrolchimico, 75 giorni alla scadenza dell'ultimatum ma lavori fermi

BRINDISI – Solo due mesi e mezzo di tempo, ancora, sino al fatidico 15 luglio stabilito come termine dal pm per la conclusione delle opere di ambientalizzazione prescritte, pena l’attivazione dell’efficacia integrale del sequestro cui è sottoposto dal 26 ottobre scorso il sistema delle torce del Petrolchimico consortile di Brindisi. Ma i lavori sono ancora fermi al palo per problemi legati all’iter autorizzativi. Questo ha riferito recentemente Polimeri Europa alle parti sociali, seminando preoccupazione: in caso di sequestro senza facoltà d’uso, obbligatoriamente l’azienda dovrebbe fermare gli impianti con le conseguenze immaginabili.

La torcia di Punta di Torre Cavallo a Brindisi

BRINDISI – Solo due mesi e mezzo di tempo, ancora, sino al fatidico 15 luglio stabilito come termine dal pm per la conclusione delle opere di ambientalizzazione prescritte, pena l’attivazione dell’efficacia integrale del sequestro cui è sottoposto dal 26 ottobre scorso il sistema delle torce del Petrolchimico consortile di Brindisi. Ma i lavori sono ancora fermi al palo per problemi legati all’iter autorizzativi. Questo ha riferito recentemente Polimeri Europa alle parti sociali, seminando preoccupazione: in caso di sequestro senza facoltà d’uso, obbligatoriamente l’azienda dovrebbe fermare gli impianti con le conseguenze immaginabili.

Il segnale di allarme lo lancia il sindacato Ugl, che chiede agli enti interessati all’iter autorizzativi la convocazione immediata di una conferenza dei servizi che dia tempi certi per il cronoprogramma dei lavori. “L’azienda Polimeri Europa ha manifestato e illustrato alle parti sociali il piano d’investimento, dichiarando – fa sapere l’Ugl - la propria disponibilità ad attuare subito il piano di adeguamento. L’ investimento, attuato in tempi celeri, riguarda: il potenziamento del termossidatore; l’esecuzione di una linea di convogliamento, per il recupero dei fluidi, dal compressore etilene al termossidatore; l’esecuzione di una linea dal gasometro al termossidatore; l’inserimento di misuratori di portata su ognuna delle torce in questione; il tutto nel rispetto delle norme in materia ambientale come da decreti legislativi 152 del 03/04/2006 e 128 del 29/06/2010”.

La conclusione di Ilario D’Amato, della Ugl Chimici, è preoccupata: “Tutto ciò rischia di scontrarsi con le lungaggini burocratiche tipiche di questo territorio, dove solo una conferenza di servizi convocata ad hoc e con tempi brevi può consentire all’azienda di realizzare i propri piani in tempi certi, secondo le indicazioni della magistratura, garantendo: produttività, rispetto dell’ambiente ed occupazione”.

L’inchiesta della magistratura ha rivelato che il sistema delle torce di emergenza veniva utilizzato frequentemente non per ammortizzare i rischi da guasti o black-out degli impianti, ma per la termodistruzione senza autorizzazione dei reflui di lavorazione, con conseguenti rischi per l’ambiente. Onde evitare il blocco della fabbrica, i magistrati inquirenti avevano vincolato la restituzione eventuale delle torce agli usi legittimi alla realizzazione di impianti aggiuntivi per il trattamento dei reflui gassosi e liquidi. Ora questo percorso pare a rischio.

In giornata Eni ha diffuso un comunicato (che proponiamo integralmente), emesso dopo un incontro con il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese. La Provincia è l'ente maggiormente interessato all'iter autorizzativo: "Polimeri Europa ha incontrato oggi il Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, per illustrare lo stato degli iter autorizzativi riguardante le modifiche, riportate nel decreto della Procura della Repubblica di Brindisi, nell’ambito del procedimento penale per le torce dello stabilimento", fa sapere l'ufficio stampa dell'Eni.

"Gli adeguamenti proposti prevedono in particolare il potenziamento dell’ossidatore termico, l’istallazione del nuovo impianto di recupero vapori e nuove linee di collegamento. Tali interventi, come ribadito dalla Procura nell’incontro del 27 aprile scorso, devono essere realizzati entro il 15 luglio 2011. Per questo, è determinante il rilascio delle autorizzazioni di cui Polimeri Europa ha già avanzato istanza alle competenti istituzioni", sottolinea l'azienda.

"Nell’ambito dei procedimenti in corso, in attesa del decreto Aia, la Provincia può svolgere un ruolo decisivo rilasciando un’autorizzazione provvisoria. Il Presidente ha manifestato la propria attenzione alla criticità anche in considerazione della situazione di crisi di Polimeri Europa e del Petrolchimico qualora le autorizzazioni non arrivassero nei tempi necessari per la realizzazione delle prescrizioni. Ciò comporterebbe, infatti, il blocco immediato dei cantieri già avviati".

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