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Nessuna alleanza politica in Puglia può aggirare il nodo ambiente-lavoro

C'è un rapporto fra le discussioni attorno a un nuovo centro-sinistra che dialoghi con l'Udc e i problemi che hanno acutamente sollevato su questo sito Carmine Di Pietrangelo e Marcello Orlandini? La risposta dovrebbe essere sì. La costruzione di un'alleanza politica, infatti, non può ignorare il peso dei problemi reali e delle scelte di programma. E' ben vero, anche, che talvolta le alleanze possono essere fatte anche sulla base di esigenze di tutt'altro tipo, ad esempio la sconfitta di un nemico comune, l'emergenza nazionale eccetera. Questa volta però i due modelli coincidono, nel senso che le alleanze possono essere fatte solo con le forze che hanno una comune visione dell'uscita dall'emergenza e che hanno progetti condivisi.

Peppino Caldarola 3 agosto 2012

C'è un rapporto fra le discussioni attorno a un nuovo centro-sinistra che dialoghi con l'Udc e i problemi che hanno acutamente sollevato su questo sito Carmine Di Pietrangelo e Marcello Orlandini? La risposta dovrebbe essere sì. La costruzione di un'alleanza politica, infatti, non può ignorare il peso dei problemi reali e delle scelte di programma. E' ben vero, anche, che talvolta le alleanze possono essere fatte anche sulla base di esigenze di tutt'altro tipo, ad esempio la sconfitta di un nemico comune, l'emergenza nazionale eccetera. Questa volta però i due modelli coincidono, nel senso che le alleanze possono essere fatte solo con le forze che hanno una comune visione dell'uscita dall'emergenza e che hanno progetti condivisi.

Quel che mi pare si debba cogliere dagli interventi di Di Pietrangelo e Orlandini è il punto di fondo che serve a raccordare la Puglia di ieri con quella di domani. Cioè la necessità di battersi contro il divorzio fra ambiente e lavoro. Sembra, può sembrare, una questione astratta, adatta a tutti i tempi e a tutti i territori. Invece è una questione che in Puglia assume un valore politico-programmatico più stringente. La Puglia, nel panorama meridionale, è forse la regione che ha meno, dico meno, patito l'assalto del cemento. Vi sono state ampie speculazioni, cose ignobili, mostri edilizi sulla riva del mare o nell'entroterra, ma il paesaggio pugliese ha mantenuto, almeno nei suoi luoghi fondamentali, una sua integrità.

Alcune città, non le cito per non offendere le altre, sono diventate più belle. Non a caso queste città, questi luoghi sono meta ambita di turisti di ogni parte del mondo che preferiscono la Puglia ad altre realtà del Mezzogiorno. Questa stessa regione ha una struttura sociale ed economica che è, al netto delle cose che non vanno, migliore e più articolata di quella di tante altre regioni meridionali. Qui l'investimento degli anni del centro-sinistra industrialista, e del Pci operaio, ha dato i suoi frutti anche se adesso paghiamo il prezzo delle sottovalutazioni del passato. Comunque c'è una base produttiva larga e pronta alla ricollocazione, anche nel senso che indicano Di Pietrangelo e Orlandini.

E' anche per questo che difendo l'Ilva. L'alleanza del centro-sinistra e il dialogo con i moderati sono in grado di raccogliere questo testimone fatto di realtà produttive, di pluralismo sociale, di capacità imprenditoriali, di ricchezza di forza lavoro e saranno capaci di trascinarle in un progetto di rinnovamento e salvezza? Il nodo dell'alleanza è tutto qui. Le giaculatorie sul fatto che la sinistra non potrebbe stare senza Di Pietro (ma da quando l'ex pm è di sinistra?) e non potrebbe governare assieme all'Udc sono pure esercitazioni massimaliste che non portano da alcuna parte. Sarò un vetero-marxista ( per smentire il luogo comune che da giovani si è di sinistra e da vecchi si diventa conservatori) ma non riesco a immaginare la costruzione di un'alleanza senza che questi temi siano al centro dell'attenzione. Il resto, credetemi, è fuffa.

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