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"Piano regolatore portuale pronto". Qualcuno ha le traveggole

Il presidente dell'Autorità portuale di Brindisi, Iraklis Haralambidis, pensa di ridurre a puro e semplice materiale propagandistico i problemi gravi che continuano ad addensarsi sul waterfront di questa città. Uno di quelli drammaticamente urgenti è un nuovo Piano regolatore del porto, che sostituisca (dopo poco meno di 40 anni) quello del 1975, si interfacci e stabilisca unione di indirizzi e sinergie con il Piano urbanistico generale di Brindisi e determini, per le sue competenze, nuove linee di sviluppo prevedendo le opere necessarie per il futuro.

Marcello Orlandini17 aprile 2012

Il presidente dell'Autorità portuale di Brindisi, Iraklis Haralambidis, pensa di ridurre a puro e semplice materiale propagandistico i problemi gravi che continuano ad addensarsi sul waterfront di questa città. Uno di quelli drammaticamente urgenti è un nuovo Piano regolatore del porto, che sostituisca (dopo poco meno di 40 anni) quello del 1975, si interfacci e stabilisca unione di indirizzi e sinergie con il Piano urbanistico generale di Brindisi e determini, per le sue competenze, nuove linee di sviluppo prevedendo le opere necessarie per il futuro.

Haralambidis invece in due occasioni ravvicinate, la visita del presidente della Commissione trasporti della Camera dei Deputati, Mario Valducci, e in un comunicato stampa successivo alla presentazione della nuova linea per la Grecia che sarà gestita dall'armatore Grimaldi, ha parlato di "piano regolatore dello scalo pronto". O Haralambidis non sa ciò che dice, e non riceve perciò consigli dai suoi collaboratori, oppure chi non sa qualcosa che dovrebbe sapere è il Comitato portuale, e in tal ci troveremmo di fronte ad una situazione ancora più grave.

Per la redazione di un Piano regolatore, a parte tutte le procedure di legge per la designazione del redattore e dell'ufficio del piano, bisogna seguire precise linee guida varate da una commissione apposita del Ministero dei Trasporti già dal 2004. Eccone la premessa integrale: "Per quanto attiene, invece, la ridisegnata procedura amministrativa per l'approvazione del PRP, l'art.5 della Legge n.84/1994) prevede, nell'ordine: l'intesa con il Comune o i Comuni interessati; l'adozione del piano da parte del Comitato Portuale o dell'Autorità Marittima, il parere tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; la pronuncia di compatibilità ambientale a seguito dell'espletamento delle procedure di VIA; l'approvazione da parte della Regione. Recenti sopravvenuti provvedimenti legislativi (art.105, comma 2, lettera e) del D.Lgs. n.112/1998 e ss. mm. e ii.) individuano nella Regione l'organismo competente alla pianificazione nei porti di II^ categoria, III^ classe (porti di rilevanza economica regionale e interregionale)".

"Si osserva, in particolare, come l'intesa con il Comune (preventiva all'adozione del PRP) rappresenti un vero e proprio "punto nodale" del procedimento, con evidenti aspetti di intrinseca criticità. L'intesa tra il soggetto preposto all'adozione dell'atto di pianificazione portuale ed il Comune è finalizzata, infatti, a porre in coerenza le previsioni del PRP in formazione con la pianificazione urbanistica comunale, provinciale e regionale, coerenza richiesta esplicitamente dalla Legge n° 84/1994 ( art.5 - comma 2: "le previsioni del PRP non possono contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti"). L'intesa è pertanto bbligatoria e, nel caso di difformità tra i due strumenti, comporta la necessità di apportare modifiche alla proposta di PRP e/o ad adottare le conseguenti varianti ai PRG vigenti".

Il testo che abbiamo riportato è una precisa direttiva. L'Autorità portuale non può remare contro le linee urbanistiche varate dal consiglio comunale di Brindisi con l'approvazione del Documento programmatico preliminare, quindi l'Authority non può scatenare guerre neppure sulle aspettative di sviluppo che la città legittimamente intende darsi. Bisogna fare i conti su tutto, e trovare accordi. Ma questo è solo un aspetto del problema che volevamo affrontare all'inizio. Torniamo a questo "piano regolatore del porto già pronto". L'Autorità portuale di Brindisi ha già seguito tutto l'iter senza che alcuno ne avesse notizia? E' uno scherzo, vero presidente Haralambidis? Ma non lo faccia più.

Avrebbero dovuto correggerla ed ammonirla i candidati sindaco, soprattutto quello che accompagnava il presidente della Commissione trasporti, che essendo stato vicesindaco di Brindisi dovrebbe sapere bene come stiano le cose anche al porto. Invece niente. O almeno l'addetto stampa, o il tecnico che in regime di convenzione le gestisce i servizi tecnici, o il suo segretario generale. Miserere nobis.

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